"Buongiorno." Disse jimin sorridendo e accomodandosi nello studio del signor Jung.
"Buongiorno park, accomodati sul divanetto. Io intanto prendo la tua cartella." Disse l'uomo, alzandosi.
Jimin si sdraiò sul divanetto e l'uomo si sedette vicino a lui con la sua cartella.
"Siamo rimasti che dovevi portargli su le valigie." Disse l'uomo e jimin annuì.
"Sospirai e mi feci coraggio, iniziando a portare su le prime due valigie.
-ma si è portato dietro anche i mattoni della vecchia casa?- pensai non riuscendo neanche a portarle su per le scale.
Le posai per terra e presi un bel sospiro.
-forza jimin, uno, due, tre e- feci per tirarle su che sembrano essersi alleggerite di venti chili.
-ti aiuto io.-
Mi girai di scatto e vidi quel ragazzo dietro di me con le valigie in mano.
- o-oh... posso farcela da solo.- dissi arrossendo e portando il viso rivolto verso davanti a me.
Il ragazzo rise e mi scompigliò i capelli, ridendo.
-non mi sembra, sai?- disse prendendomi in giro." Mentre jimin raccontava iniziò ad arrossire violentemente, coprendosi il colto con le manine paffute.
"Io ridacchiai e mollai le valigie.
-ti porto le più leggere.....- dissi arrossendo e andando a cercare le più leggere, ma non trovandone. Sospirai e mi misi dietro il ragazzo. -ma dentro le valigie ci hai messo i tuoi parenti? Cosa ci hai messo per farle diventare cosí pesanti?- dissi guardando il modo in cui portava le valigie in camera sua. -non sono affari che ti riguardano.- disse sbuffando e io lo guardai spaventato.
-ci sono davvero i tuoi parenti lì dentro?!- dissi scendendo uno scalino rispetto a lui.
Lui posò le valigie sulle scale e si girò verso di me.
-ma sei serio?- disse e io annuii.
Il ragazzo scoppiò a ridere e io arrossii.
-SMETTILA DI PRENDERMI IN GIRO!- dissi e lui smise di ridere, tornando a fare il serio.
-ehy, parlami un po' di te. Sembri simpatico.- disse e io sorrisi.
-non lo sembro, lo sono.- dissi ridendo facendolo ridere goffamente.
-mi chiamo park jimin e sono nato il 13 ottobre del 1995. Sono nato a busan ma mi sono trasferito qui per problemi familiari- gli raccontai e lui mi guardò.
-te?- chiesi e lui mi guardò male.
-non credo che siano cose che possano riguardarti.- disse portando al piano superiore le ultime due valigie.
Lo guardai tristemente e lui se ne accorse.
-sono nato il 9 marzo 1993 a daegu.- disse e io lo guardai.
-e come ti chiami?- chiesi mettendo le labbra a forma di cuore.
-chiamami “hyung” e basta.- disse e corrugai le sopracciglia.
-okay...- dissi seguendolo in ogni angolo della casa in cui andava." Disse jimin sbadigliando.
"-mi metti ansia jimin.- mi disse e io ridacchiai dolcemente.
-scusa hyung- dissi solamente."
Jimin ridacchiò guardando il signor Jung.
"Vai avanti." Disse il maggiore.
"Poi passò un giorno e fino alle undici non lo vidi uscire di casa.
-Jimin!- mi sentii chiamare e mi affacciai alla finestra.
Vidi un ragazzo coi capelli verdi menta.
-scusa, ci conosciamo?- urlai dalla finestra e vidi quel ragazzo sbattersi una mano sulla fronte.
-sono io jimin!- disse il ragazzo e io lo guardai, iniziandolo a prendere in giro.
-mi spiace, non conosco nessun “io”.- dissi e mi fulminò con lo sguardo.
-scusa hyung. Cosa volevi?- dissi guardandolo.
-ti va se vieni a pranzare da me?- disse ed annuii velocemente, scendendo di casa velocemente, dimenticando il gas acceso.
Salimmo in casa sua e dopo poco mi guardò intensamente.
-sì?- dissi e lui ridacchiò.
-non so cucinare, potresti prepararmi qualcosa?- disse ed annuii, iniziando a cucinargli un piatto di ramen.
Finimmo di pranzare insieme ed improvvisamente sentimmo odore di bruciato.
Il ragazzo di guardò negli occhi e io feci lo stesso.
-lo senti anche tu?- mi chiese improvvisamente, arricciando il naso.
Io annuii e mi affacciai alla finestra.
-HYUNG!- urlai e lui corse da me.
-ho dimenticato il gas acceso! La mia casa sta andando a fuoco!- urlai e il ragazzo chiamò subito i soccorsi.
La mia casa era andata in fiamme.
L'ultica cosa che restò in piedi fu qualche mattone.
Tutto distrutto.
Io scoppiai a piangere e il ragazzo mi guardò.
-ho due camere, potresti stare da me il tempo che non trovi un'altra casa.- mi disse tristemente." Disse jimin sospirando.
"Io lo guardai ed annuii, gettandomi sulle sue braccia.
-per fortuna che ho comprato tantissimi vestiti, li divideremo.- disse e annuii.
-posso provare se mi stanno?- chiesi e lui annuí, portandomi in camera sua.
-tieni.- disse lanciandomi i primi capi che trovò.
Infilai i pantaloni e dal sedere mi andavono stretti.
- h-hyung mi stanno strappando le palle.- dissi dolorante e lui scoppiò a ridere.
-ovviamente, tutto lo spazio dei pantaloni lo occupa il tuo culo. Hai un culo che è enorme.- disse e io mi misi una mani sulle natiche.
-HYUNG!- dissi e lui rise, seguito a ruota da me.
In due secondi si avvicinò a me e si inginocchiò davanti a me.
-vediamo se riesco a slabbrarli, magari ti andranno più larghi.- disse e io arrossii.
- p-proviamo.- dissi con la voce tremante.
Il ragazzo prese la stoffa dei pantaloni, iniziando a tirarla, slabbrandola davanti.
-ora farò lo stesso dietro.- disse e si mise dietro di me.
Mentre cercava di allargarli, gli scivolò la mano dalla stoffa, tirandomi una pacca sul sedere.
Sobbalzai e mi girai verso di lui.
-AUCH.- dissi massaggiandomi la natica.
-scusami, non volevo.- disse preoccupato.
-comunque hai due cuscini al posto delle chiappe, sono morbidissime.- disse ridendo vendendo il mio viso diventare viola." Disse jimin ridendo.
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mint · yoonmin
Fanfiction(Completa) "quel ragazzo stupendo, con l'alito sempre fresco di menta. Mi ricordo ancora quando lo chiamavo -mentina- , e non perchè ultimamente si era tinto i capelli di verde, ma per il profumo alla menta che aveva." disse jimin sorridendo. "Mi r...