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"Passò un mese da quel giorno e yoongi era cambiato, si vedeva lontano un chilometro.
-buongiorno mentina.- dissi iniziando a saltare sul suo letto.
Ogni volta se facevo un salto, si alzava  il profumo di menta dalle lenzuola.
-buongiorno.- disse alzandosi e scendendo al piano di sotto.
-vado che ho una commissione, starai a casa da solo per un'oretta, mh?- disse prendendosi il latte.
Era diventato freddo come i primi giorni che ci conoscevamo.
-okay mentina.- dissi per poi bere l'ultimo sorso di latte.
-cosa ti preparo per pranzo?- gli chiesi e lui sospirò.
-oggi salto il pranzo, non ho fame.- disse e corrugai le sopracciglia.
-sei dimagrito molto....dovresti mangiare.- dissi.
Erano due settimane che non mangiava ne a pranzo ne a cena.
Finii di fare colazione e mi andai a sedere sugli scalini fuori.
Dopo ben due ore sentii il cancelletto aprirsi, era tornato.
-sei in ritardo di un'ora, dove sei stato?- gli chiesi guardando il terreno troppo asciutto dal caldo.
Non sentendo nessuna risposta alzai lo sguardo e lo vidi.
-...mentina...- dissi.
-ma adesso sono nero, perchè continui a chiamarmi mentina?- mi disse sospirando e io ridacchiai, alzando lo sguardo verso il cielo.
Era vero.
Adesso era nero, non più verde.
-perchè ti sei tinto i capelli di nero?- chiesi e lui sbuffò.
Io lo guardai, corrugando le sopracciglia.
-mi ero stancato del tuo soprannome.- disse e io mi bloccai.
-ora fammi spazio e fammi passare.- disse rudemente e io lo guardai, leggermente offeso.
-perchè mi tratti cosí?- chiesi educatamente e sbuffò.
-ti sposti che hai più culo che anima e non riesco a passare?- disse e io mi spostai, senza ricevere nessun: <grazie.>." Raccontò jimin.
"Rientrai in casa e dopo poco qualcuno bussò alla porta.
-vado io.- disse yoongi.
Aprí la porta e un ragazzo molto alto saltò in braccio al mio hyung.
- yoongi-hyungggggg!- urlò.
Io lo guardai con aria gelosa mentre yoongi ricambiava l'abbraccio.
-annusami i capelli!- disse iniziando a dimentarsi felicemente, avvinghiato al mio hyung.
-no tae aspett-.- il ragazzo abbassò il capo velocemente, facendolo scontrare col naso di yoongi.
Yoongi mollò il ragazzo e si portò le mani al naso.
-porco dio, taehyung.- disse andandosi a bagnare il naso.
-SCUSA HYUNG!- urlò il ragazzo, correndo da lui.
-comunque, annusami i capelli....- disse e io sussurrai un: -ma perchè?-
Lui gli guardò i capelli per poi annuire.
-non credo di avere ancora delle narici funzionanti.- disse e il ragazzo si grattò il capo.
-ho lavato la parte bionda con lo shampoo alla vaniglia e la parte rosa con lo shampoo alla fragola!- disse felicemente e yoongi fece facepalm.
-un fruttolo vivente.- disse e andai a chiudere la porta di casa, rimasta ancora aperta.
-piacere, jimin.- dissi e il ragazzo mi guardò dall'alto.
-piacere, taehyung.- disse velocemente per poi tornare con lo sguardo su yoongi.
-lo vuoi assaggiare il mio fruttolo?- chiese ghignando e io negai.
-forse dovresti tornartene a casa.- dissi e yoongi mi fulminó con lo sguardo.
-lascia stare il mio ragazzo.- disse e io mi immobilizai.
Il suo ragazzo?
Non pensavo avesse un ragazzo il mio hyung.
Ci rimasi molto male ma in quel momento sorrisi annuendo, -ok, tranquillo hyung.- gli dissi cercando di trattenere le lacrime.
Perchè mi stava trattando cosí male?
Stare in sua compagnia era diventato come mangiare un ghiacciolo in pieno inverno: per alcuni piacevole ma doloroso, dato che ti si congelano mezzi organi." Disse jimin.
"Eppure non capivo tutto quell'odio verso di me.
Mi trattava come se gli avessi fatto del male.
Forse non lo avevo trattato come voleva?
Eppure ero diventato il suo schiavetto.
Cercai di sorridere un ultima volta, riuscendoci a malapena.
-vabbè hyung, io vado a farmi un giro.- dissi per poi uscire di casa.
Girai per ben tre ore e cercai di riflettere.
Dovevo andarmene e lasciarlo solo? Forse era arrivato il momento dell'addio.
Ero fuori la porta di casa e posai il dito sul campanello, premendolo per suonare.
Mi soffermai sulla targhettina sotto di esso.
La guardai per poi squotere la testa, sospirando.
C'era sempre scritto: min yoongi, park jimin.
Ora il mio nome  si trovava sotto una croce rossa.
-è evidente che devo andarmene.- dissi sottovoce.
-chi è?- urlò lo hyung da dietro la porta.
-sono io, jimin.- dissi bussando.
-non conosco nessun jimin.- disse e io spalancai la bocca.
Cosa gli era preso?
-hyung, aprimi.- urlai e dopo un'ora mi venne ad aprire.
Chiuse la porta dietro di me e mi sorrise, abbracciandomi.
Mh? Bipolarismo portami via.
Lo guardai non capendo.
-mhmh, ciao hyung.- dissi dolcemente, massaggiandogli la schiena.
Mi staccai da lui e mi tolsi la maglietta.
-io v-vado a cambiarmi.- dissi correndo al piano di sopra.
Era strano.
In tre ore mi sembra fosse cambiato.
Eppure non lo vedevo da tre ore, non da un mese." Dissi jimin arrotolandosi il bordo della maglietta.

mint · yoonminDove le storie prendono vita. Scoprilo ora