Pov Claudio
Non ho ancora annullato la cena di questa sera, la sorpresa che ho architettato per Alice, forse perché non ho ancora trovato il coraggio di farlo. Da quando stiamo insieme non siamo mai stati così lontani e poi aspettavo da tanto questo momento, così importante per me, per noi.
In realtà fino a un anno fa se mi avessero proposto di avere un figlio mi sarei messo a ridere e invece ora sono io a voler fare la proposta alla donna che amo.Mi siedo su una panchina del parco per rispondere a Silvia, che mi continua a mandare messaggi piuttosto insistentemente. Mentre apro la schermata di Whatsapp ricevo anche una sua chiamata.
È al quanto strano che mi chiami. Ma non esito un secondo e schiaccio il pulsante verde per rispondere.
"Ciao Claudio. Sono Silvia"
"Ehi, ciao. Se vuoi parlarmi dell'altra notte mi dispiace essermene andato velocemente, ma avevo i miei motivi."
"A proposito. Alice è stata stupida. Non si è fidata, ha sbagliato. Ma l'altra sera, prima di andare da me, siamo tornate a casa vostra per prendere la sua roba. E abbiamo sentito una tua chiamata. Dicevi che Alice non doveva sapere nulla e lei si è preoccupata, giustamente. Le ho detto di stare calma, ma la conosci, lei e la sua testardaggine. Poi tu continuavi a volerle dire qualcosa, ma non lo facevi mai..."
Mentre ascolto Silvia che continua a parlare poso una mano sulla fronte. Solo ora capisco Alice.
Mi dispiace tanto che non si sia fidata di me, ma era tesa, aveva paura. Ho deciso; per una volta metto da parte l'orgoglio. Devo assolutamente chiarirmi con lei.
"Claudio, questo era solo per farti sapere cosa era successo. Ma ora anche tu devi dirle quello che lei non poteva sapere. E gradirei essere informata, dopo tutto quello che sto facendo per farvi fare pace."
"Mi dispiace che abbia frainteso, ma lei non ha avuto fiducia in me"
"Si ma tu cosa avresti fatto se avessi ascoltato una conversazione simile, che ti confonde la testa, ti manda in confusione e arriva perfino a farti perdere la fede nella donna che ami?"
"E anche questo è vero."
"Ma con chi è che stavi parlando? Con chi hai preso appuntamento per stasera? Cosa Alice non doveva sapere?"
"In realtà era una cosa che volevo chiederle da parecchio tempo. Avevo organizzato tutto, avevo prenotato il ristorante e i fiori. Era tutto pronto."
Mi fermo pochi secondi per prendere fiato e per riacquistare lucidità.
"Volevo farle una proposta. Non di matrimonio, per quella non sono ancora pronto, ma volevo chiederle se voleva rendermi padre, avere una famiglia..."
"Claudio...ma questa è una cosa bellissima!"
"Era. Adesso non lo è più, non verrà."
"Ma se ti aiutassi io? Stasera porto Alice al ristorante con la scusa di passare del tempo con me, distraendoci e ballando. E poi tutto andrà come deve andare, il tempo farà il suo dovere..."
"E dici che verrebbe?"
"Secondo te? Deve uscire con me, non con altri. Poi «accidentalmente» ti incontreremo al tavolo, «accidentalmente» farete pace, «accidentalmente» parlerete di voi e infine «accidentalmente» andrete a casa, dove «accidentalmente» potresti ingravidarla..."
"Ahah. Speriamo funzioni, ti mando orario e indirizzo per messaggio. Grazie.
A stasera allora!"
"Ciao Claudio, figurati"
Attacco e finalmente torno a sorridere.Pov Silvia
Spero che tutto vada per il verso giusto.
Lui ama lei e lei ama lui. Mi sembrano i Promessi Sposi, continuano a trovare difficoltà, persone o circostanze che li fanno litigare e dividere.
Ma sicuramente questa sera saranno felici, di nuovo.Sono le 19:30, manca pochissimo all'appuntamento.
Io e Alice siamo entrambe "taccate", indossiamo un vestito lungo, ma non troppo.
Ho chiesto ad un mio amico, anche se ultimamente siamo un po' più che amici, di raggiungermi. Almeno quando scaricherò Alice da Claudio non resterò sola come un pesce e potrò sperare di aver anche io una notte indimenticabile come la loro.
"Silvia per che ora hai prenotato?" mi chiede lei preoccupata di non trovare più il tavolo se arriviamo in ritardo, innocua.
"20:00, ma se arriviamo pochi minuti dopo ci fanno mangiare comunque, tranquilla"
"Vabbè, io intanto inizio a chiamare il taxi"
"Bravissima"
Mentre è al telefono col tassista ne approfitto per avvisare Claudio che noi stiamo per partire. Risponde subito mandandomi l'emoticon della faccina che suda freddo, chiaramente per l'agitazione.Pochi secondi e saremo arrivate al locale, ma noto che un'auto, non riconoscibile per il buio, ci pedina da quando siamo entrambe uscite da casa. Provo a distogliere lo sguardo, a non rovinarmi la serata, ma soprattutto a non rovinarla ad Alice.
L'autista ci lascia sul marciapiede, di fronte alla trattoria, così siamo obbligate ad attraversare correndo col tacco 12.
BANG!!
"Alice!" urlo disperatamente in cerca d'aiuto.
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