4. Paura di rovinare tutto, in tutto...

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Il pomeriggio in Istituto è passato abbastanza veloce, stranamente. Essendo sabato non c'era nessuno. Lara è partita per Sacrofano con Marco per il week-end, Paolone deve uscire con una sua vecchia conoscenza ritrovata sui social, mentre Scanner è a casa per malattia, sono già un po' di giorni che ha il fuoco di Sant'Antonio, per questo è stata costretta a rifiutare il posto a Baltimora.

Mi dirigo in bici verso casa mia per prendere un po' di vestiti. Penso che stanotte staró da Claudio.
Quando arrivo sono costretta a suonare. Mi apre e vedo che ha gli occhi lucidi.
Non capisco cosa possa essere successo nel giro di poche ore. Gli chiedo spiegazioni. Risponde a tratti. Continuo a non capire e lui non è d'aiuto.
Finalmente si decide a rispondermi.
"Mia madre" dice.
"Tua madre cosa?" gli chiedo.
"Mi ha appena chiamato mia sorella Gaia. Mia mamma questa notte è morta".
Non so cosa dire. Ma capisco che in questa circostanza le parole non servono e il silenzio vale più di tutti, così lo abbraccio forte. Scoppio in lacrime anch'io. Non ho il coraggio di chiedergli il motivo, ma lui mi anticipa.
"Era malata da parecchio tempo. Aveva un tumore allo stomaco, che stava diventando velocemente una metastasi. Poi era anziana e...e non ce l'ha fatta" dice singhiozzando.
"Sono qui" gli dico baciandolo. È felice di avermi vicina, ma non posso neanche immaginarmi come sia perdere un genitore, fortunatamente.

Siamo sul divano insieme, abbracciati. Nessuno dice qualcosa, ma ci stringiamo silenziosamente quasi addormentandoci.
Siamo entrambi distrutti, sia fisicamente che emotivamente, ma CC è stanco, abbattuto e soprattutto esausto. Con il ferimento di Calligaris e di Sergio e la morte improvvisa della madre non è riuscito a staccare neanche un secondo.

"Quando sarà il funerale?" gli chiedo scoraggiata.
"Ancora non abbiamo deciso. Gaia mi ha detto di raggiungerla domani mattina a Torino" dove vivono lei e la madre "e di non recarmi da lei subito che tanto sarebbe stato inutile, inoltre non so dove avrei trovato la forza di andare da loro" dice stravolto.
"Ti va di accompagnarmi?" mi chiede praticamente supplicandomi.
Capisco che in un momento così difficile abbia bisogno di qualcuno che gli stia accanto, così decido di accettare.

Non avrei mai immaginato di dover affrontare una situazione simile, ma soprattutto di doverla affrontare così.
Mi ritrovo avvolta in un caloroso abbraccio della persona che amo di più al mondo e con la quale condivido ormai tutto. Ma abbiamo paura, entrambi. Abbiamo paura che tutto questo possa finire da un momento all'altro.

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