Capitolo XXXV

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Non realizzai solo di avere ancora 19 anni invece che 29... realizzai anche di avere ancora Pietro al mio fianco, e questa volta niente ci avrebbe separati.

Mi comportai da stupida, decidendo di scappare... non conoscevo bene i miei poteri e non li controllavo, fu una decisione prematura... ma adesso grazie all'enorme sogno fatto, sapevo di cosa fossi capace e sapevo di dovermi allenare tanto per diventare come immaginavo.

Uscii dall'ospedale, Pietro e Clint mi vennero a prendere assieme tornammo subito alla torre.

Li non appena entrai, trovai il resto della squadra pronta a fare festa, per il mio ritorno. Era comunque un bentornata... anche se diverso da come lo avevo immaginato nel sogno, e con qualche anno in meno sopratutto.

Festeggiammo tutta la sera e ci divertimmo un sacco, la notte crollammo sui divani e l'indomani nessuno andò a lavoro.

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2 MESI PIU' TARDI

-Tony, ti dispiace se uso il vecchio laboratorio della base 31 per un po? Avrei un'esperimento da condurre ma non ho uno spazio dove farlo-

-Certo Arya, fa pure. La base 31 non viene più utilizzata da quando quell'idiota di Ant-Man ha invaso i tubi di scarico con le sue formiche, è stato un duro colpo per lui quando facemmo la disinfestazione.-

-Bene, grazie mille allora!- dissi correndo fuori

-Pietro, abbiamo una piccola missione da compiere!-

-A-arya, di cosa parli?-

-Per prima cosa, dobbiamo volare a Berlino?-

-A Berlino? Perchè?-

-Ti spiegherò strada facendo- dissi super sorridente

Essendo che l'associazione Avengers possedeva mila e mila euro, prendemmo il primo volo disponibile e volammo in Germania. Una volta li, mi diressi subito in uno dei vicoli del quartiere di Victoriastadt.

Era un vicolo pieno di bancarelle, Berlino era completamente differente dall'America. Mi fermai in una bancarella specifica, una signora ed una ragazza vendevano vecchi cimeli del mondo...

-Ciao, ti serve qualcosa in particolare?- mi domandò sorridente la ragazza

Io sorrisi nel vederla, mi venne quasi spontaneo

-Solo tu, e le tue abilità- dissi continuando a sorridere

Il volto della ragazza assieme a quello della madre si tramutarono, furono spaventate dalle mie parole.

-N-non so di cosa stai parlando.- disse terrorizzata

-Dall'insicurezza della tua voce io credo proprio di si. - dissi sorridente aprendo una mano davanti la bancarella e creando un piccolo vortice d'aria su di essa.

-Non preoccuparti, anch'io sono come te.-

Lei mi osservò per qualche istante, mi fissò negli occhi e poi si tranquillizzò.

-Non preoccuparti mamma, non è qui per farci del male.-

-Molto piacere allora, io sono Arya.-

-Piacere mio, io sono Carla.-

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Dopo una spiegazione lunga ore da parte mia, Carla decise di seguire me e Pietro in America, accompagnata dalla madre a cui era molto legata.

Non sapevo nemmeno se Carla esistesse davvero, non prima di cercarla...

Lei aveva preso vita solo nella mia testa, nel mio sogno... eppure era reale, ed era qui assieme a me.

The Wind Rises ||Pietro Maximoff||La tua prossima ossessione. Scoprilo ora