Passò una mano sul ciuffo di capelli corvini tirandoli leggermente.
Separò le labbra carnose e rosee, spalancando la bocca in un'espressione esterrefatta.
Cercava di combattere la bestia del panico che accresceva dentro il suo animo, mentre si gettò a terra tenendosi sulle ginocchia.
Allora che il suo corpo era piegato andando a pari con la bassa statura della sorella, le afferrò il viso tra due mani premendole le labbra sulla fronte.
-Sasha, promettimi che nessuno saprà che sono stato qui.- mormorò con voce roca e bassa accompagnata dal respiro affannato.
Fissava quegli occhi nocciola che sembravano lo specchio dei suoi, andandogli vicino con i polpastrelli assorbendo alcune lacrime.
La bambina annuì, tendendo le braccia verso il fratello per abbracciarlo. Riuscì ad acciuffare solamente il vuoto. La massa corporea agile e slanciata del fratello si era già creata spazio altrove.
Aveva le stesse qualità di un fulmine, non donava nemmeno il tempo di farsi osservare: nel momento in cui accuravi lo sguardo su di egli, si scagliava da un'altra parte.
La segnaletica del suo istinto era tanto potente da riuscire a farlo agire in fretta già prima che possa iniziare a ragionare sul da farsi.
Prolungò un arto superiore verso la mano della ragazza che stava per terra, senza badare bene sul perché.
Le punte delle sue dita ambrate incontrarono quelle bianche come la neve della ragazza. Incastrò le sue dita nei quattro incavi della mano della ragazza.
Le vene bluastre sul dorso della mano del moro si misero in evidenza, in conseguenza alla forza dosata per la spinta dell'intero corpo della ragazza.
I loro passi sbattevano ad unisono sul pavimento in legno, facendosi strada fuori l'appartamento sotto lo sguardo innocente della piccola.
Sfrecciavano correndo all'impazzata per le scale. Gli occhi prima spenti e stanchi della ragazza si accesero, spalancati in un'espressione adrenalinica, mentre ansia e uno strano senso di libertà le facevano bruciare lo stomaco.
Veniva trascinata in modo brusco dalla stretta del ragazzo per i gradini in marmo nero, fino a farla barcollare a destinazione del pianerottolo che separava due insiemi di scale.
Un giro di testa la fece appoggiare alla parete. Zayn si fermò pochi attimi soffermandosi a guardarla traendo un profondo respiro, fino a quando lo scalpiccio di passi per le scale si fece ben udibile.
Miscugli di voci alterate e confuse producevano echi per la scala ambigua e stretta.
Ellen sobbalzò stringendo la presa sulla mano del ragazzo.
Sgranò gli occhi rimettendo a fuoco ciò che la circondava, mentre fu tirata in modo brusco dalla mano confortevole e affusolata e spinta dentro un piccolo spazio al quale un'entrata grigia dava accesso.
Vide Zayn saltare dentro sbattendo contro il muro, tanto era l'affanno e il panico che lo spinse ad entrare.
Una porta grigia si chiuse in modo scorrevole, limitando lo spazio in cui si trovavano.
Mentre voci e passi riecheggiavano all'esterno, un silenzio imbarazzante copriva l'atmosfera di quello spazio ridotto.
Esaminando con lo sguardo dove si trovava, Ellen, ringraziò il cielo di non essere claustrofobica.
Tre mura, oltre la porta che le si era posta davanti, delimitavano quello spazio.
Le mura ai lati erano coperte da vernice blu, mentre la parete sulla quale era appogiata era per metà coperta da uno specchio.
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Wanted || Zayn Malik
Fiksi Remaja"RICERCATO. Zayn Jawaad Malik RICOMPENSA £ 5.000! Informare subito i membri delle forze dell'ordine se lo si avvista."
