La giornata passa abbastanza velocemente, ed ora che ho quasi risolto con sebastian mi sembra di essermi tolta un grande peso, passare da aver sempre intorno al non vederlo mai parlare con me mi ha risvegliata da come si possano banalizzare sempre i gesti,ma pure lui si è accorto che Laila era sparita dalla circolazione e cioè mi fa capire che è arrivato io momento di risolvere ma per ora ho evitato di dirgli il motivo, perché so che lei non me lo permetterebbe mai.
Credo che sistemare le cose con lei sarà il prossimo passo, o almeno quello più facile, se penso alla parole di mio fratello mi vengono i brividi,se in realtà è Damon è così cattivo, perché con me si comporta diversamente?
Esco da scuola con tre minuti di anticipo sulla campanella, odio sentirla ronzare nelle orecchie, ma questo voi lo sapete già,e odio ancora di più la lezione di chimica, due piccioni con una fava.
Esco e aspetto nel cancello l'arrivo di Damon,ho una strana ansia addosso,maledetto Sebastian e le sue parole!
<<Hey bellezza,che ci fai qui ?>>
Dice mentre si avvicina,bello da mozzare il fiato come suo solito,per darmi un bacio a fior di labbra
<<stavo aspettando te, e mi serviva un passaggio>>
Ride e insieme saliamo in macchina, solo ora mi rendo conto di non conoscerlo per niente,cioè si è l'amico di mio fratello per cui ho sempre avuto una cotta, ma quali sono i suoi hobby, quale è il gelato che gli piace di più, che musica, non so niente.
<<Che ne dici un giorno di provare a uscire come una vera coppia?>>Si sì aspettate!,
so che dovrebbe essere il maschio a dire questa frase,
ma non ho pazienza,
e poi se aspetto lui,
avremo ottantasei anni e nessuno saprà niente dell'altroRide e per un attimo ho paura di aver pensato ad alta voce
<<dimmi dove vuoi andare e io ti ci porto >>
<<Non lo so, stupiscimi>>
Ride di nuovo, e mi esce il primo sorriso sincero della giornata
<<vedremo, oggi non posso, anzi ti dispiace se facciamo un giro più lungo per andare a casa tua, devo avvertire Ken, il ragazzo di atletica, che domani il coach lo vuole vedere>>
<<Emh certo, ma non puoi chiamarlo?>>
Rido per l'ovvietà della cosa
<< Non ho il suo numero, vedrai che farò subito>>
Perché sta mentendo, ogni prof ha l'elenco con i numeri di noi alunni e dei nostri genitori, sarebbe bastato chiamare, perché tutto questo disturbo
Guida e a volte cambia stazione radio, sembra innervosito da qualcosa,dopo pochi minuti ci ritroviamo fuori Orlando, e non capisco che ci facciamo qui dato che so bene che Ken abita a ben un ora dalla scuola o poco più
<<Resta in macchina arrivo subito>>
Ma che diamine sta combinando?
Esco insieme a lui per fumarmi una sigaretta e sono costretta ad alzare le mani per tranquillizzarlo che non andrò da nessuna parte
Passano alcuni minuti e la porta rimane chiusa, chi diamine ci abita qui?, non c'è nemmeno scritto un nome o un numero civico, niente.
Sul cancello di fronte alla piccola casa c'è una frase
Wolves runs in the wind
Continuo ad osservarla per trovare un senso,messa lì così sul cancello di una casa, ma degli schiamazzi mi distraggono, dall'altra parte della strada due bambini stanno giocando con quello che credo sia un pallone sgonfio, li fissò per un po', finché il bambino più grande mi guarda e quasi come un gioco fa finta di estrarre una pistola e spararmi, rimango allibita, e finisco la mia sigaretta senza guardare più in giro, sento la porta davanti a me riaprirsi e Damon esce con una sacca sportiva,la mia domandata non tarda ad arrivare
<<perche quella sacca?>>
Lui fa una smorfia e sorride mentre entra in macchina
<<sei proprio curiosa oggi >>
Mi sta facendo perdere la pazienza
<<sono seria perché hai quella sacca ora,e perché siamo venuti fino a qui,Ken non abita così vicino alla scuola ,e il coach,poteva chiamarlo,non serviva che venivi fino a qui, quindi chi ci abita in questa casa !>>
Lui rimane a fissarmi,la sua risposta non tarda ad arrivare ma non è quella che avrei voluto sentire
<<Entra in macchina>>
Lo dice lentamente,scandendo, tutte le parole, lettera per lettera, come se fosse una minaccia
Faccio come dice perché voglio andarmene al più presto da qui, salgo metto la cintura e aspetto che entri pure lui per ricevere una risposta, anche se preferirei troncarla, la sua espressione mi ha gelato il sangue
<<Perché siamo qui Damon?>>
Lui mette in moto e fa un respiro profondo dopo pochi minuti passiamo di nuovo davanti alla scuola,non ricevo risposta,ne allusioni,ne niente
<<Ci sono cose che non ti riguardano, e che è meglio che tu non sappia>>
Ma che diamine? È serio?!
<<Senti ho passato un mese di merda con mio fratello che faceva tutto il vago e non mi raccontava più niente, ora inizi te?!, Se deve essere così finiamola qui!>>
Sapevo che sarebbe stato difficile stare insieme a lui soprattutto per le sue dipendenze credevo, è stato come fare un tuffo nel passato sbattendo contro una porta, che era chiusa da troppo tempo, ma sono comunque qui a gustarmi la mia fine se vogliamo dirla tutta, e lui cosa fa?!
Inizia a fare il vago?!
Sono stata un po' dura, ma tutta la rabbia repressa sta riaffiorando.
Con sebastian non avrei potuto usare quella frase,
" finiamola qui"
perché noi siamo fratelli e abitiamo insieme. Ma con lui si, anche se un pezzo di cuore mi si è infilzato,se questo non lo sveglia dalla trans avrò le mie risposte.
Lui rimane a fissare la strada per un po',ascolta tutto il mio sfogo e poi si gira verso di me,
" Vuoi conoscere tutto? Perché poi che ti piaccia o no non si torna indietro"
Ho il biglietto d'oro tra le mani,ma ho paura di afferrarlo, non per me, ma per come la prenderà sebastian
<<Si>>, dico guardandolo negli occhi
Lui mi guarda con un sorriso tirato quasi amareggiato dalla mia risposta, avrebbe voluto che dicessi di no?
<< buon sangue non mente>>
E detto questo riparte verso una direzione nuova,vie in cui non sono mai andata, e non mi serve chiedere, lo vedrò fra poco.
Dopo più di venti minuti accosta in una spiazzo, si mette in bocca una sigaretta e la accende prima di uscire dalla macchina e sbattere la portiera, non ho idea di dove siamo non sono mai stata qui o almeno credo.
Scendo anche io e lo vedo a pochi passi da me,lo fissò per un po' finché lui non si gira verso di me, il suo sguardo e scocciato e al contempo sembra oltre che freddo, ferito.
Come se avesse preferito rimandare, e mi sta facendo paura.
Non ci sono case, ne edifici, c'è soltanto un grosso capannone, con una vecchia sigla di qualche fabbrica e oltre si intravede del verde, che sia un parco?
Entriamo dentro la struttura che è a dir poco distrutta o quasi paura a che se parlassi potrebbe venire tutto giù
Siamo a pochi passi di distanza e lo vedo stringere e rilassare le mani, la sua figura slanciata in mezzo alle sterpaglie lo fa sembrare ancora più alto.O forse è tu che ti senti piccola, in questa situazione?
Stavolta non posso darti tornoUna volta arrivati a metà tragitto lui si ferma di colpo come se avesse visto un fantasma e di istinto mi sporgo verso la sua figura, lui non si muove e per un attimo ho veramente il pensiero che abbia visto qualcosa o che si senta male, infatti sto per richiamarlo ma lui mi precede
<<quello che dirò potrebbe non piacerti, ma sono io, senza filtri>>
Vedo il suo respiro condensarsi a causa dell'umidità intorno a noi, si volta per la prima volta,da quando siamo scesi dall'auto,e mi guarda con sguardo vitreo
<<questa è la mia storia>>
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Blue darkness
ChickLit> gli dico fra i singhiozzi > > gli dico,per la prima volta guardandolo in preda a una crisi di pianto Mi abbraccia e io continuo a sfogarmi su di lui piangendo > Skarlet ha 17 anni e vive a Orlando insieme a sua nonna e suo fratello Sebastian Un i...