3 • Goodnight

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Jason

E vederla lì, con indosso la mia felpa, i capelli corvini a ricaderle lunghi sulle spalle e quegli occhi scuri a fissarmi confusi, giuro di non aver mai visto nulla di più bello.

Vorrei non aver perso il controllo del mio lupo e che la sua paura non si fiutasse a chilometri di distanza. Sapere che è così terrorizzata a causa mia mi distrugge.

«Volevo chiederti scusa» inizio impacciato, se il mio orgoglio fosse una persona, mi prenderebbe a schiaffi per quello che sto per dire.

«Io...ho perso il controllo del mio lupo, devo fare il doppio della fatica per controllarlo, e quando ti ho vista così vicina a me non sono riuscito a fermarlo. Non avrei mai voluto spaventarti e capisco se adesso mi odi e non ti fidi di me, mi dispiace tanto» mi sento tremendamente ridicolo, ma non riesco a vederla così.

«Qualunque cosa?» chiede dopo qualche secondo in cui mi è sembrato di vedere le rotelle del suo cervello muoversi freneticamente, annuisco.
«Allora riportami a casa, giuro che non dirò nulla, per favore» non sono sorpreso, al contrario  la capisco, questo mondo non le appartiene e io non ho fatto nulla per aiutarla.

«Non posso farlo, morirei e tu credimi sentiresti la mia mancanza.» La vedo rabbuiarsi, vorrei poter sapere a cosa pensa,  stare per qualche secondo nella sua mente.

«Perché io? Ci sono così tante persone sulla terra, perché è toccato a me?» chiede, cercando di mantenere un tono sicuro,  ma viene tradita dal leggero tremore del labbro inferiore «Non siamo noi a deciderlo ma la Dea Luna, è lei che intreccia i nostri destini e ci lega profondamente alle nostre anime gemelle. Tu poi sei stata particolarmente fortunata, ti è capitato l' Alpha più bello di tutto il continente» un piccolo sorriso che tenta di nascondere le spunta sul viso «Ti lascio nella tua convinzione Mr. Modestia» risponde ironica incrociando le braccia al petto «Oh,  insinui il contrario?»  le faccio eco fintamente offeso «Esattamente» esclama divertita, l'atmosfera sembra essersi alleggerita, per ora.

«È ora di dormire piccola umana, almeno non distruggi la mia autostima» scosto le coperte e mi sfilo la felpa, rimanendo con il pantalone della tuta grigio e infilo una maglietta a maniche corte, distoglie lo sguardo imbarazzata «Dove dormo?» chiede impacciata guardandosi intorno «Mi sembra abbastanza ovvio» indico il letto con un cenno, alza un sopracciglio guardandomi male «No, non dormirò con te» afferma sicura incrociando le braccia al petto «L'alternativa è il pavimento, scegli tu» esclamo con finta noncuranza, sperando cambi idea.

Mi regala uno sguardo omicida prima di sedersi a gambe incrociate sul pavimento,  perché deve essere tutto così complicato? «Non me la darai mai vinta, vero piccola umana?» mi sorride sfacciata e si appoggia ai piedi del letto sospirando.

A mali estremi, estremi rimedi.

Mi alzo e la sollevo senza tanto sforzo, è più leggera di una piuma «Che cazzo fai?! Mettimi giù!» grida presa alla sprovvista «La notte qui si gela, e la temperatura per voi umani è insopportabile» la faccio sdraiare sul letto e mi sdraio accanto a lei bloccandola con un braccio «Sei a maniche corte, idiota. Sei un controsenso vivente; poi è una mia decisione se morire di freddo oppure no, non hai voce in capitolo» tenta di spostarmi ma ha davvero la forza di un uccellino. «So per certo, che congeleresti pur di non darmela vinta, quindi è anche una mia decisione. La temperatura corporea di noi licantropi è diversa dalla vostra, quindi non sono un controsenso. Adesso dormi.».

Sono passate ore e nonostante questo, la ragazza accanto a me continua a muoversi e a credere che io stia dormendo. Mi chiedo quanti demoni si nascondano dietro quello sguardo così sicuro e forte, tanto da non permetterle di dormire.

«Riuscirai mai a fare come ti dico almeno una volta?» le chiedo ad un tratto mentre lei si immobilizza sorpresa. «Visto che dormire per te è un problema, facciamo un gioco. Io posso farti dieci domande e tu potrai scegliere di saltarne quante ne vuoi ma per ogni domanda saltata dovrai farmi una confessione. La stessa cosa vale per me, l'unica regola è di rispondere con assoluta sincerità, ci stai?» continuo mettendomi a sedere e appoggiando la testa sulla testiera del letto.

Si morde il labbro indecisa, prima di annuire. «Allora, quanti anni hai?» inizio, mi guarda per una manciata di secondi prima di rispondere «Diciannove, tu? No aspetta vale poi come domanda?» ridacchio nascondendo quanto sia sorpreso, non pensavo fosse così piccola «Ne ho venticinque, comunque non vale come domanda, è il tuo turno» «C'è qualche umano al di fuori di me a conoscere la vostra esistenza?» chiede incrociando le gambe e mettendosi seduta di fronte a me.

«L'uomo ha sempre saputo della nostra esistenza, tutti i capi di ogni Stato ne sono al corrente ma sono costretti a mantenere il segreto. Ultimamente ci sono alcuni disguidi tra umani e lupi, ma non devi preoccupartene, non è mai successo niente di grave» annuisce interessata «Come mai ti trovavi a Oakville?» abbassa lo sguardo giocando con i lacci della felpa «Diciamo che avevo bisogno di stare lontano dal caos cittadino» sento che non mi sta dicendo tutto, ma per adesso non indago ulteriormente «Cosa intendevi prima dicendo che hai perso il controllo del lupo?» non credo di essere pronto a rispondere a questa domanda, tenterò di spiegarglielo in modo più breve possibile.

«La storia è davvero lunga, comunque il mio lupo è di origine infernale ed essendo un Alpha, tenta spesso di prendere il sopravvento sulla parte umana e razionale. Riesco  quasi sempre a controllarlo, ma quando ha sentito la presenza della sua compagna così vicina, che in più lo ha apertamente sfidato, è come scattato, non sono riuscito a fermarlo, mi dispiace» annuisce e dopo sbadiglia «Hai una sigaretta?» mi chiede stropicciandosi gli occhi, giuro che sembra una bambina così.

«Dove sono i tuoi genitori?» chiedo ignorando la sua domanda, quella roba le fa male.
«Passo, e comunque non cambiare argomento» incrocia le braccia al petto mettendo il broncio come una bambina «Devi farmi una confessione» esclamo, sbuffa appoggiandosi alla testata del letto accanto a me «Solo se prima mi porti una sigaretta» sorride sfacciata guardandomi negli occhi, scocciato cedo porgendogliene una dal comodino affianco al letto.

Mi ringrazia alzandosi per aprire la finestra «Ho quattro tatuaggi, un sole dietro la nuca, un' iris su un fianco, un giglio sulla caviglia e una data sull'avambraccio» esclama dopo aver aspirato, non mi perdo nemmeno un suo movimento pensando a quanto sia bella illuminata solo dalla luce della luna.
«Anche io ne ho alcuni, il simbolo del branco sul lato destro del petto, parallelo al cuore, mi ricorda le mie origini, da dove vengo. Il nome dei miei genitori su un fianco e indovina un po' -mi giro di spalle facendole vedere il tatuaggio- una luna, dietro alla nuca» esattamente dove lei ha il sole rifletto nella mia mente, senza dirlo a voce alta. È una splendida coincidenza.

Sbadiglia  spegnendo la sigaretta e torna a sedersi sul letto. Approfitto della sua stanchezza che di conseguenza le ha fatto abbassare le difese per intrufolarmi nella sua mente e farla addormentare. Pochi secondi dopo crolla dopo aver mugugnato qualcosa e la copro bene sdraiandomi accanto a lei dopo aver chiuso la finestra «Buonanotte piccola umana, è stato un piacere giocare con te» sussurro dopo averla abbracciata, addormentandomi a mia volta.

Little Human-sospesaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora