Jocelyn
Non ricordo quanto tempo dopo mi sono alzata, appena ho sentito la serratura scattare mi sono lasciata andare del tutto nonostante avevo giurato di essere forte, di non permettere a nessuno di distruggermi un'altra volta.
Mi riscuoto dai miei pensieri quando la porta si apre, ma al posto di occhi di ghiaccio, mi ritrovo davanti una bellissima ragazza dai capelli rossi e ricci, i suoi occhi verdi, sprizzano felicità da tutti i pori.
«Ehi! ciao! tu devi essere Jocelyn, io mi chiamo Riley, sono un'amica di Jason. Dea Luna tesoro! Hai proprio una brutta cera, immagino che quell'idiota di Jason te l'abbia detto» parla a macchinetta, è fin troppo vivace per i miei gusti, ma sembra una brava persona, avrà più o meno la mia età.
«Sei...come lui?» chiedo titubante mentre lei apre le ante dell'armadio nella stanza, alla ricerca di non so cosa. «Oh no, per carità - fa una smorfia schifata che involontariamente mi fa ridacchiare - Io sono una Volpe Mannara, sono dieci volte più intelligente e furba di quel cane» non sapevo dell'esistenza di queste creature nonostante sia un'appassionata di fantasy «Perché sei qui se non sei come lui?» la rossa estrae dall'armadio una felpa nera enorme, presumibilmente dell'Alpha «Perché il mio compagno, che tra l'altro è il Beta di Jason, è un lupo. Adesso tesoro, sarai affamata, che ne dici se vai a darti una ripulita e io nel frattempo vado a recuperarti qualcosa nelle cucine? Magari faccio anche un salto in camera mia e cerco qualcosa che puoi metterti oltre alla felpa, qui si gela, okay?»
Mi irrita il modo in cui mi parla, come se avesse davanti una bambina. Cristo si, sono palesemente sotto shock, ma non c'è bisogno di trattarmi come una deficiente.
Mi limito ad annuire e Riley mi indica la porta del bagno congedandosi e promettendomi che sarebbe tornata presto.
Il bagno è abbastanza piccolo, in contrasto con la stanza che è grande quanto la mia sala da pranzo.
Al centro è posto un letto matrimoniale coperto da un pesante piumone color oltremare e i cuscini di una tonalità più chiara; accanto ad esso sono posti due comodini bianchi come il tappeto.
Sulla parete posta sulla sinistra c'è una bellissima vetrata da cui si vede tutto il bosco e sotto di essa ci sono due poltrone anch'esse bianche e un tavolino trasparente. Infine sulla parete opposta ci sono diverse mensole stracolme di piante e libri e le due porte una per il bagno e l'altra per uscire.
Mi guardo allo specchio spaventandomi quasi. La felpa color glicine è strappata in più punti ed è sporca di terreno e sangue. I miei occhi, arrossati dalle lacrime sono contornati da profonde occhiaie, mentre i miei capelli sono annodati e sporchi. Mi spoglio velocemente entrando in doccia, notando solo ora i lividi sulle braccia e le gambe che mi sono fatta durante la fuga, sono un'idiota.
Esco dalla doccia pochi minuti dopo e mi avvolgo in un asciugamano bianco che Riley mi aveva passato prima, successivamente spazzolo i capelli e li asciugo.
Torno a guardarmi allo specchio e anche se la situazione non è cambiata più di tanto, sicuramente sono più presentabile di prima. La voce della rossa mi fa sobbalzare «Jocelyn tutto bene? Posso entrare?» alla mia risposta affermativa la ragazza apre la porta e mi porge dei vestiti ben piegati e dell'intimo, poi torna in camera per darmi il tempo di vestirmi.
Dopo aver infilato la felpa nera che mi sta enorme ed il paio di leggins del medesimo colore, torno in stanza dove Riley mi sta aspettando seduta sul letto «Cazzo, adesso sì che sembri di nuovo viva. Ora che ti sei calmata vuoi raccontarmi che cosa ha fatto quell'idiota di un lupo per ridurti così?» mi fa cenno di sedermi accanto a lei, e mi passa un vassoio con del cibo che divoro in pochi minuti.
Devo dire che è davvero molto schietta e diretta da quello che ho potuto capire, è una di quelle ragazze che non si fanno troppi problemi a dire la nuda e cruda verità.
«Avermi rivelato che esistono i licantropi, e tutte le altre creature sovrannaturali, non è già abbastanza?» chiedo retorica, alla fine è una mezza verità «Capisco che non ti fidi di me, ma riesco a capire quando qualcuno mente, e tu eri fin troppo terrorizzata per farmi credere che sia solo questo, in più quando ti ho parlato di Micael chiamandolo Beta tu non mi hai fatto nessuna domanda a riguardo e dubito che Jason te ne abbia parlato, quindi sapevi già cos'era» alla fine è l'unica che finora si è dimostrata gentile con me, quindi, perché non fidarsi? Dopo averle raccontato tutto, la rossa si alza di scatto cambiando il colore degli occhi, adesso sono scuri ed è evidentemente incazzata nera.
«Io lo scuoio vivo, sì lo uccido, quel cane rognoso, giuro che gli rompo una ad una le ossa e poi lo lascio in balia della neve!» fa per uscire ma io la blocco «Non...non fare nulla di avventato, okay? Non voglio che ti succeda qualcosa a causa mia» sembra riscuotersi e gli occhi le ritornano di un verde brillante «Oh no, Jason non mi torcerebbe un capello. Può sembrare uno stronzo ma posso confermarti che farebbe di tutto per te, sei la sua compagna alla fine» per quanto Riley mi sembra davvero sincera, io mi attengo a ciò che ho visto prima.
Vedendomi scettica continua il suo discorso.
«Lascia che ti racconti una cosa, okay? Licantropi e Volpi sono in guerra da sempre, fin da bambine ci insegnano ad odiarli, a vederli come mostri sanguinari senza sentimenti. Quando durante una battaglia ho percepito la presenza del mio compagno come uno di loro volevo rifiutarlo, consapevole che avrebbe portato alla mia morte. Ma Micael me l'ha impedito, mi ha stordito e portato qui; abbiamo litigato per una settimana di fila. Una notte finalmente riuscii a scappare: c'erano stati dei problemi con i cacciatori e avevo approfittato della confusione generale per fuggire. Mi sono imbattuta in un vampiro, mi aveva indebolito e stava per attaccare quando Micael ha preso il mio posto, ero inerme, avevo quasi perso i sensi, come quando sei in dormiveglia, non ero né sveglia né svenuta ma ero sicura di una cosa: Micael sarebbe morto per me. Quando Jason arrivò in poche mosse uccise quel succhiasangue e ci riportò a palazzo. Posso assicurarti che un lupo farebbe di tutto per la propria compagna, compreso morire.»
All' improvviso l'Alpha fa il suo ingresso nella camera facendoci sobbalzare, alternando lo sguardo da me a Riley «Dovrei parlare con la mia compagna, se non ti dispiace» esclama guardandola male.
«Certo Alpha -marca questa parola facendola sembrare quasi una presa in giro- ma prima dovrei dirti due parole» la rossa si alza e dopo avermi rivolto un sorriso esce seguita da Jason.
«Sei un deficiente! Cosa hai nel cervello? Le bacche? L'hai traumatizzata a morte, coglione! Giuro che ti rigo ogni singola auto e ti faccio fondere ogni singolo coltello che trovo in giro, nemmeno quelli da cucina ti lascio!» rido al pensiero di una Riley incazzata a morte, che inveisce su un ragazzo almeno 10 cm più alto di lei e almeno di tre volte la sua stazza.
Pochi minuti dopo Jason torna in stanza chiudendo la porta alle sue spalle sospirando, cosa vuole fare adesso?
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Little Human-sospesa
FantasyOakville, Canada. Un piccolo paesino nascosto tra i boschi, conosciuto da pochissime persone, se dovessi descriverlo con una sola parola sarebbe: tranquillo. Non succede mai nulla di entusiasmante, solo freddo, boschi e noia. Jocelyn Whyatt, lo re...
