Jocelyn
È passata esattamente una settimana dall'ultima volta che ho parlato con Jason. Al mio risveglio la mattina dopo lui si era volatilizzato e per i giorni a seguire si era limitato a mandare Riley o il suo compagno a portarmi del cibo e a farmi compagnia.
Ho conosciuto Micael il suo Beta, ed è davvero una persona molto riservata, totalmente l'opposto di Riley che è un perfetto uragano. Mi hanno spiegato che Jason aveva delle urgenti questioni da sbrigare e aveva lasciato delle guardie a sorvegliarmi ventiquattro ore su ventiquattro sia dietro la porta che sotto la finestra per evitare la mia fuga. Ero praticamente in trappola, proprio come una prigioniera.
Degli improvvisi colpi di pistola mi fanno sobbalzare e alzare di scatto, mentre il libro che avevo tra le mani cade rumorosamente sul pavimento, sono interdetta non so cosa fare: forse dovrei nascondermi e aspettare che l'Alpha faccia qualcosa no? Alla fine è lui il capo qui.
Un urlo straziante risuona in tutto il bosco riscuotendomi nel profondo, al diavolo gli ordini di Jason, non me ne starò con le mani in mano. Mi affaccio alla finestra notando la guardia che mi sorvegliava messa KO, e con un salto atterro in quello che sembra il giardino della villa.
È sorprendente come nel giro di due settimane io sia stata costretta a lanciarmi da una finestra più volte.
«Jocelyn che fai qui?! È pericoloso!» grida Riley alle mie spalle afferrandomi per un braccio e trascinandomi dietro una parete per nasconderci.
«Avrai tutto il tempo del mondo per sgridarmi ma questo non mi sembra il momento giusto! Che sta succedendo?! Dove cazzo è Jason?!» esclamo alterata mentre le urla si fanno sempre più forti «È nel Bosco di Sangue con Micael, lì le comunicazioni con l'esterno sono bloccate, non c'è modo di contattarli» prendo un bel respiro cercando una via d'uscita «Raduna tutti i soldati che non sono stati catturati e tutte le armi che avete in casa, ho bisogno di sapere con esattezza quanti ostaggi ci sono e il numero esatto degli intrusi» «Jason mi ucciderà, ne sono sicura» esclama prima di sparire dentro la villa per fare come le ho chiesto.
Silenziosamente mi avvicino verso il punto dove gli spari sono concentrati e noto un gruppo di cuccioli di lupo tenuti sotto il controllo di quelli che sembrano cacciatori.
La rossa ricompare pochi secondi dopo con al seguito una trentina di ragazzi e ragazze e quelli che identifico come i Delta del branco «Al suo servizio Luna» dicono insieme i due ragazzi lasciandomi perplessa per come mi hanno chiamato, dopo Jason dovrà darmi parecchie spiegazioni.
«Siamo in minoranza numerica e nessuno è ancora riuscito a contattare l'Alpha» inizia il ragazzo che ho scoperto si chiama Tyson facendomi annuire pensierosa. «Bisogna prendere tempo, dobbiamo dividerci: un gruppo li attaccherà dall'alto, sia dai balconi della villa che tra le foglie degli alberi, archi o armi da fuoco non fa differenza, mirate a chi controlla gli ostaggi; mentre un altro gruppo attacca da terra mettendo fuori gioco i non-umani. Tutto chiaro?» i tre mi guardano stralunati prima di fare come ho detto e dividersi. Prendo diversi coltelli, una pistola e arco e frecce e seguo i guerrieri indirizzati verso gli alberi.
Prendiamo posizione silenziosamente, osservando la scena dall'alto la nostra inferiorità è piuttosto evidente.
Tendo l'arco prendendo la mira, chiudo gli occhi e sospiro, non c'è margine di errore. Scocco, notando con sollievo di aver centrato il bersaglio dando inizio alla battaglia, spero che Jason arrivi presto, non so questa strategia quanto possa funzionare.
Copro le spalle a Riley e centro un lupo che stava per attaccarla da dietro e una volta finite le frecce mi unisco al gruppo di terra combattendo corpo a corpo. Non capisco perché ci siano lupi alleati con dei cacciatori, insomma dovrebbero essere nemici per antonomasia no?
Rinsavisco dai miei pensieri notando un ragazzo molto grosso venire verso di me tentando di pugnalarmi, lo afferro per un braccio storcendolo e facendogli perdere il coltello che cade a pochi passi da noi, ma non riesco a schivare un pugno dritto nello stomaco. Sento l'aria mancarmi per qualche secondo, ma non mi arrendo, gli tiro una gomitata nello sterno e gli restituisco una ginocchiata in pieno stomaco che lo fanno cadere a terra dolorante, nonostante ciò mi afferra una gamba con lo scopo di farmi perdere l'equilibrio, ma io prontamente gli schiaccio una mano e lo colpisco in testa con una pietra; mi mancava troppo fare queste cose.
Mi rialzo mentre un altro ragazzo molto giovane mi blocca da dietro puntandomi un coltello al collo «Non fai più la gradassa adesso, stronza» esclama vicino al mio viso «non vedo l'ora di vedere la faccia del mio Alpha quando gli porterò direttamente la compagna dello Slaughterous»senza soffermarmi troppo sul nome che ha usato per chiamare Jason, gli sfilo la pistola sparando un colpo sulla sua gamba«La prima regola in un combattimento è non lasciare mai le armi incustodite, deficiente» troppo impegnato a gongolarsi per tenere alta la guardia, principiante.
All'improvviso, senza che me ne sia resa conto un grande lupo nero mi balza addosso, facendomi cadere sulla schiena, sono pietrificata. Mi guarda fisso negli occhi sguainando i denti a pochi centimetri dal mio viso, ed emette un forte ringhio, sono letteralmente terrorizzata. Chiudo gli occhi sperando di morire velocemente, ma proprio mentre era in procinto di attaccarmi viene spinto violentemente via da un altro lupo bianco candido: Jason.
In seguito all'arrivo dell'Alpha, del Beta e dei loro ulteriori uomini, molti sono scappati via mentre altri sono stati fatti prigionieri e portati nelle segrete, compreso il lupo nero che mi aveva quasi ucciso.
Dopo essersi ritrasformato Jason mi afferra per un braccio incazzatissimo «Riley ti scorterà nella tua stanza dove rimarrai senza fare altre stronzate. Manderò il medico a controllare le tue ferite, quando torno esigo delle spiegazioni» escalma gelido utilizzando un tono che non ammetteva repliche. Annuisco quasi in modo impercettibile, spaventata dall'idea di ritrovarmi come la prima volta che ci siamo visti e seguo la ragazza a testa bassa fino a tornare nella mia stanza.
«Mi dispiace, sei stata fantastica prima, ti sei guadagnata il rispetto di tutti noi» mi abbraccia di slancio e senza darmi la possibilità di dire qualcosa sparisce oltre la soglia.
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Little Human-sospesa
FantasyOakville, Canada. Un piccolo paesino nascosto tra i boschi, conosciuto da pochissime persone, se dovessi descriverlo con una sola parola sarebbe: tranquillo. Non succede mai nulla di entusiasmante, solo freddo, boschi e noia. Jocelyn Whyatt, lo re...
