Rovinami.
“Riempiti di me.
Desiderami, prosciugami, versami, immolami.
Chiedimi. Raccoglimi, contienimi, nascondimi.
Voglio esser di qualcuno, voglio esser tuo, è la tua ora.
Sono colui che è passato con un salto sulle cose,
il fuggitivo, il sofferente.”
- Pablo Neruda
Dopo una domenica passata spalmata sul divano in compagnia di cibi unti, bibite gassate e una maratona di Law & Order, Poppy cominciò a chiedersi quando e se Logan l'avrebbe mai richiamata. Controllò il display del suo cellulare per l'ennesima volta, forse la centesima, sbuffando sonoramente quando il risultato si rivelò sempre lo stesso. Nessuna chiamata, nessun messaggio.
«Sembri una quindicenne.» Osservò Sebastian, senza togliere lo sguardo dal suo portatile. Poppy non sapeva se suo fratello stesse commentando il suo sbuffare continuo o i decisamente troppi braccialetti che affollavano i suoi polsi, in ogni caso, gli mostrò il dito medio per rendergli chiaro cosa pensasse al riguardo.
«Non lo chiamerò.»
«Lo dici a me o cerchi di convincere te stessa?»
«Magari è meglio così, no? Forse cercava un paio di comode scopate, preoccupandosi di cancellare il mio passato così che se avessi venduto la storia ai giornali, per esempio quello in cui lavoro, non gli avrei fatto fare una figuraccia.»
Il tono di Poppy si alzò fino a diventare vagamente stridulo. Quando si rese conto dello sghignazzare di suo fratello, si sentì in imbarazzo per avergli concesso di assistere a quella sceneggiata da quattro soldi. Si guardò le unghie smaltate di fresco e resistette miracolosamente all'impulso di mangiucchiarle. Si sentiva patetica. Erano passate poco più di ventiquattro ore da quando era stata con Logan e già sentiva il bisogno impellente di lui divorarla come un tarlo. La sua mente non le lasciava alcuna tregua, l'immagine di Logan non sbiadiva nemmeno per un secondo, la martellava, la lasciava senza fiato, ne era completamente ossessionata. Non si era immaginata il magnetismo tra loro, di quello era certa, eppure lui sembrava essersi già scordato di lei. I primi giorni di una relazione erano sempre i più frizzanti, sprovvisti del fardello del passato, immuni dalla consapevolezza dei reciproci difetti. Dovevano essere i giorni durante i quali non si esce dal letto, dove ogni ora passa nello spazio di una manciata di secondi. Poppy cominciò a chiedersi se si fosse immaginata tutto, se l'attrazione cieca e violenta che provava per Logan fosse unilaterale, se coinvolgesse solo lei. Era bastato poco, troppo poco, ma si sentiva riccamente fottuta e tristemente abbandonata.
«Bang News non ha una politica interna sulle relazioni dei dipendenti?»
«Credi che Erika preferirebbe tutelare una delle sue giornaliste rinunciando a migliaia e migliaia di dollari?»
«È praticamente uno sconosciuto.»
«Tu dici?» Gli scoccò un'occhiata di chi la sapeva lunga. «Non è così.»
«Hai googlato?»
«La sua fama cresce di minuto in minuto. Ci sono blog, siti, forum. Il tam-tam in rete è pazzesco.»
Certo che Poppy aveva googlato. Chi, al posto suo, non avrebbe cercato informazioni se le avesse potute ricevere direttamente dal divano di casa propria?
«Ti senti minacciata da questo?»
«Sono contenta per lui, è davvero bravo e si merita tutta la popolarità che sembra stia guadagnando. Ma sì, mi chiedo – sempre se mi chiamerà mai – come potrebbe influenzare...» Si costrinse a fermarsi, deglutendo le parole prima di sputarle fuori. Influenzare cosa? La loro avventura? Non immaginava una grande casa in campagna con cani, bambini e loro due sorridenti mano nella mano, ma senza dubbio si era posta qualche domanda su come sarebbe potuta essere la loro storia. Di nuovo, si ritrovò ad ammettere quanto fosse alto il proprio livello di coinvolgimento.
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Effetto Farfalla
Romanzi rosa / ChickLitPoppy era stata senza dubbio un'adolescente con qualche problema di controllo della rabbia, che l'avevano portata a diventare un'adulta consapevole di dover fare ammenda per il proprio passato. L'unica persona che ammette accanto a sé è il fratello...
