Il dolore ci rende umani

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Scott, che mi sta ancora tenendo in braccio viene affiancato da un biondino riccio, e insieme si dirigono verso un affare di metallo con delle ruote.

Ho visto un paio di amici morire sotto quei cosi, ma standoci dentro non dovrebbe essere così pericoloso, o almeno credo.

Il moro mi passa al biondo, Isaac, che a quanto pare è il suo fidansnaso.. no, non era così, fidasnato.. ahh insomma, il suo compagno, stupidi termini umani che non capirò mai. Il biondo mi sta simpatico, infatti per quel che posso mi metto a giocare con lui. Gli mordicchio dolcemente una mano, ma una frenata improvvisa del moro alla guida mi costringe ad affondare i canini nella pelle di Isaac per non volare per terra, e il biondo non fa una piega, anzi, mi tiene ancora più stretto e mi rassicura dicendomi che guarirà presto. Guardo il segno dei miei denti rigenerarsi dopo pochi secondi e sbalordito lo fisso, capendo probabilmente la mia sorpresa mi accarezza.


"Te l'avevo detto che sarei guarito subito" mi dice con tanto di occhiolino, ringhio qualcosa e sembra effettivamente che io gli stia rispondendo.

Scott si volta verso Isaac guardandolo pensieroso, il biondo sembra ricambiare e continuando ad accarezzarmi mi copre le orecchie. Lo vedo muovere la bocca ma non riesco a sentire, sento solo lo sguardo dei due bruciarmi addosso e so perfettamente di essere l'argomento di cui stanno discutendo.

Dopo un tempo che mi pare infinito, il moro ferma la macchina e prendendomi in braccio mi porta dentro un piccolo ambulatorio veterinario, lo sento chiamare qualcuno e un signore nero sulla quarantina si affaccia da una porta, guardandoci stranito, chiedendo a Scott di raccontargli l'accaduto, mi copre ancora le orecchie e dicendo qualcos'altro al dottore,  mi passa a lui.
"Ascolta palla di pelo, ora ti lascio qui con Deaton, giusto il tempo di fare una doccia. Recupero il resto del branco e più tardi torneremo qui a cercare di capire cosa fare con te" lo guardo piegando la testa di lato e alzando le orecchie, perché mai dovrebbe portare tutti quei ragazzi? E cosa diamine dovrebbero farci con me scusa?!

Il veterinario che mi tiene però non mi da modo di ringhiare qualcosa in risposta, che mi porta in una stanza sul retro del locale, mi poggia su un tavolo di metallo freddo, e con una siringa mi pizzica la zampa ferita, piano piano sento l'arto scomparire e lo guardo spaventato. A quanto pare è bravo con gli animali, perché capisce il mio problema.

"Tranquillo, è solo un antidolorifico, almeno non sentirai dolore durante i punti" mi spiega calmo lui.

Gli lecco una mano, in un buffo tentativo di fargli capire che può riprendere ciò che aveva interrotto. Poco dopo, mi fascia la gamba e pulendomi dal sangue, mi guarda serio.

"Probabilmente adesso mi prenderai per pazzo. Ma Scott ha notato come certi tuoi comportamenti siano strani. Visitandoti ho capito che sei un mannaro. Probabilmente da piccolo, dopo aver subito un trauma ti sei trasformato completamente. È ora che torni fra noi umani però. E sì tranquillo, manterrai i tuoi poteri e i ragazzi che ti hanno trovato ti aiuteranno a gestirli. Ti sei trovato un branco speciale ragazzo mio, non fartelo scappare." dice il dottore tutto d'un fiato.

Questo è scemo.

Lo guardo inclinando di lato la testa talmente tanto da sbilanciarmi e cado sbattendo il muso sul tavolo, guaisco un attimo e passandomi una zampina sul punto dolorante mi rendo conto che forse ha ragione.

Si spiegherebbero un sacco di cose, il perché della mia statura, i miei comportamenti così simili a quelli degli umani, il mio pensare ed avere anche un nome, non può essere spuntato fuori dal nulla il mio ricordo di qualcuno che mi urla "Stiles, stai attento!". È l'unico ricordo che ho, e mettendola sotto questo punto di vista, credo che poi non abbia tutti i torti.

Mi stendo sul tavolo e pensando ancora alla faccenda dei mannari, mi chiedo quale sia effettivamente il mio aspetto, il suono della mia voce, quanti anni ho.. Un sacco di domande mi girano veloci per la testa quando un rumore mi fa sobbalzare e mi rendo conto solo ora della presenza del branco.

Deaton affianca Scott, confermando i dubbi del moro sulla mia vera natura. In un attimo cala il silenzio e si siedono tutti in cerchio pensando a come poter fare per farmi ritrasformare.

"Ce l'ho! Sono pur sempre un'Alpha io. Se ululando riesco a far trasformare gli altri licantropi, forse potrei ottenere anche l'effetto contrario" dice ad un tratto Scott, con due toni sopra il normale.

Non sembra male come piano e ringhiando qualcosa in accordo, lo invito a procedere.

Tutti si fanno da parte e Scott, trasformandosi completamente, mi fissa negli occhi, sento una strana sensazione dentro di me, un potere sembra espandersi al centro del mio petto e ringhiando vedo le mie iridi riflesse in quelle del moro, accendersi di un blu elettrico, spaventato da quella sensazione provo a ricacciarla indietro ma quando l'Alpha ulula quel potere esplode dentro di me. Con un guaito che verso la fine si trasforma in un urlo, mi accorgo di essere cambiato.

Sono un umano.

Aveva ragione. Mi guardo allo specchio curioso, sono completamente nudo ma non ci faccio troppo caso, ho un fisico niente male, dei lunghi capelli marroni e un accenno di barba, un naso all'insù, le labbra decisamente carnose e due occhioni marroni.

Tutti mi guardano sorpresi, dalla mia forma mannara, essendo un cucciolo, penso che tutti si aspettassero di trovarsi davanti un bambino, sinceramente anche io me lo aspettavo.

Provo a parlare ma la gola mi brucia, dopo vari tentativi, prendo parola.

"Ehi, io sono Stiles"

In un momento mi sono tutti addosso, Lydia, la mia salvatrice, mi salta in braccio, la stringo forte a me ricordandomi solo dopo di essere ancora nudo, pare accorgersene anche lei perché si stacca un po' imbarazzata. Mi passano un paio di vestiti che Scott tiene sempre nell'armadietto come cambio di riserva.

"Grazie amico" dico sincero all'Alpha che ricambia con un abbraccio.

"Benvenuto nel branco fratello" continua lui sorridendomi.

Non ci credo, non mi conosce nemmeno e mi ha già preso nel suo branco. Dalla gioia sento una lacrima solitaria scendere lungo la mia guancia.

Dopodiché fanno un giro veloce di presentazione i ragazzi che non avevo visto oggi, e tra loro ci sono Theo, il ragazzo di Liam, Boyd ed Erica, Malia che a quanto pare è proprio come me, infatti non vedo l'ora di passare del tempo con lei, Peter, che è suo padre e infine Allison e Kira.

Passata un'oretta a chiacchierare con gli altri del più e del meno, Deaton mi manda a fare una doccia perché a detta di tutti puzzo di cane bagnato ed effettivamente hanno ragione. Esco dal bagno poco dopo e mi accorgo di qualcuno che sta urlando nell'altra stanza, tendo le orecchie in quella direzione e sento una voce familiare sbraitare contro il veterinario.

"Non ce lo tengo un moccioso in casa mia, e men che meno gli farò da babysitter per aiutarlo con i poteri!" ringhia Derek.

Sbuffando faccio la mia apparizione nella stanza, si accorgono tutti della mia presenza, tranne il lupo che sta continuando a sputare offese nei miei confronti, Scott con un colpo di tosse attira la sua attenzione e una volta giratosi verso di me, rimane senza parole.

"Finito di prendermi per il culo sourwolf?" dico sarcastico catturando un labbro fra i denti, cosa che a quanto pare sembra risvegliarlo dai suoi pensieri.

"E poi tranquillo, non ho bisogno certo di uno come te come babysitter" continuo io.

Lui in risposta illumina gli occhi di rosso come per intimarmi di stare zitto e di non sfidare l'Alpha, ma ovviamente a me non fa ne caldo ne freddo e gli sbadiglio in faccia, annoiato dalla situazione. Lo sento ringhiare e afferrandomi per la maglia mi sbatte contro il muro, il suo viso è a pochi centimetri dal mio e ci stiamo chiaramente mangiando con gli occhi. Un ringhio sommesso lascia le mie labbra sfidandolo ancora. Un ghigno per niente rassicurante appare sul suo volto e prendendomi per un braccio mi trascina fuori di peso.

"Andiamo a casa, stupido e insolente ragazzino."

ALPHA || SterekDove le storie prendono vita. Scoprilo ora