~Ecco il secondo capitolo, spero vi piaccia ^^~
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«Jin scendi, sono sotto casa tua.»
«Dammi due secondi e scendo.»
Non le do neanche il tempo di rispondere e riattacco.
Vado verso l'armadio e prendo una camicia a maniche lunghe per nascondere la fasciatura.
"Una camicia a metà settembre" mi viene da ridere a pensarci.
Abbottono la camicia in cotone azzurra, prendo l'occorrente e apro la porta uscendo.
Scendo le scale e arrivo al portone, che apro e trovo Lisa che mi sorride.
«Ciao Jin!» dice la più piccola esaltata.
«Ciao Lili, dov'è Jennie?» le domando sorridendole.
«Oh, Jennie è gia davanti al Bar che ci sta aspettando.» dice continuando a sorridermi per poi prendermi per il polso destro e tirarmi per correre.
«Dai corri, sai che a noi ragazze non piace aspettare.»
Non le rispondo, sono troppo preso dal dolore che sto provando. Il polso destro continuerà a sanguinare se me lo preme così.
Cerco di non farle capire che mi sta facendo male, sarebbe strano staccarmi di botto.
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Stiamo per arrivare davanti al bar quando Lisa lascia il mio polso e corre verso la figura della nostra amica.
Jennie.
Io continuo a camminare piano con le mani nelle tasche dei miei skinny jeans neri.
Arrivato davanti alle ragazze mi fermo cercando di sorriderle.
Jennie si stacca da Lisa e mi abbraccia forte.
«Ma ciao anche a te Jennie.» dico ridacchiando e abbracciandola a mia volta.
Queste due ragazze mi fanno sentire un po' meglio a dire la verità.
Lei mi sorride sulla camicia, poi alza il viso.
«Mi sei mancato Jin-oppa» dice con la voce un po' stridula. Prima che potessi risponderla, Lisa, inizia a fare la solita recita.
«EW! Se non fosse che Jin è gay penserei che foste una coppia» dopo aver detto ciò ridacchia un po', prima di guardarci e notare le nostre facce per niente divertite dalla sua esclamazione.
«Uno, Lisa non urlare ai quattro venti la mia sessualità. Grazie. Due» faccio una piccola pausa e stacco Jennie per poi continuare guardandola in faccia «non chiamarmi Oppa, non mi piace» dico serio.
«Sei noioso, aiuto» dice Jennie allontanandosi da me.
Ignoro questo suo comportamento e mi dirigo verso l'entrata, quando sento una mano che mi blocca.
Mi giro di scatto, e noto che è Lisa.
«Aspetta Jin, prima devo dirti una cosa.»
«Allora fallo in fretta no? Ho fame» dico alzando gli occhi al cielo.
«Jin, qui lavora il tuo compagno di classe che è arrivato l'anno scorso...» dice insicura, poi prosegue, «Quello che sta sempre con-»
Non le lascio il tempo di finire la frase, e la continuo io.
«Kim Taehyung e il suo gruppo, si, ho capito.» dico questa frase tutto d'un fiato, e lasciando le due ragazze alle mie spalle, entro, e lo vedo.
11 passi dal bancone
Kim Namjoon.
10 passi dal bancone
Diciassette anni.
9 passi dal bancone
È arrivato l'anno scorso in questo paese.
8 passi dal bancone
È stato subito "ammesso" nel gruppo dei bulli.
7 passi dal bancone
È uno stronzo come gli altri.
6 passi dal bancone
Anche se è l'unico che, quando loro mi picchiavano o insultavano, stava in disparte a guardare.
5 passi dal bancone
Rimane un coglione come gli altri.
4 passi dal bancone
Ma
3 passi dal bancone
È
2 passi dal bancone
Fottutamente
1 passo dal bancone
Bello.
Arrivato davanti a lui, noto che la sua espressione cambia, sbianca.
«Posso ordinare?» dico guardandolo negli occhi.
«S-si, certo» dice balbettando.
Lui che balbetta?Ma da quando?
«Vorrei una cioccolata calda e-»
«DUE MILKSHAKE ALLA FRAGOLA» dicono le ragazze alle mie spalle.
Non mi ero nemmeno accorto che fossero dietro di me.
Continuo a guardare Namjoon, è stranamente insicuro, sarà perché non ci sono gli altri intorno.
«O-ok, andate a sedervi dove preferite.»
Mi giro e vado verso un tavolo poco più avanti al bancone.
Mi siedo e le ragazze fanno lo stesso, mi stanno osservando in un modo strano.
«Che avete ora da guardare?» domando un po' scocciato. La prima a rispondere è Lisa.
«Perché sei stranamente bianco.»
Poi continua Jennie.
«E perché quel Namjoon ti fissa da quando sei entrato.»
Alla prima affermazione non rispondo, meglio che non sappiano il perché.
Invece alla frase di Jennie ridacchio e rispondo «Ma che cazzo stai dicendo!».
«Guarda tu stesso» continua Jennie, mettendosi a braccia conserte.
Fingendo di guardarmi intorno cercando qualcuno, mi soffermo a guardare Namjoon.
È vero mi sta guardando.
Appena incrocio il suo sguardo, lui abbassa la testa e indica il nostro tavolo a un suo collega, che ha la nostra ordinazione.
Seguo con lo sguardo Il cameriere fino a che riesco a leggere il cartellino col suo nome.
Jackson Wang
Posa le nostre ordinazioni sul tavolino, io e le ragazze ringraziamo e lui si allontana dopo aver fatto un inchino.
Seguo di nuovo il cameriere che si avvicina a Namjoon e gli dice qualcosa.
Distolgo lo sguardo e mi concentro sulla cioccolata calda.
///
Abbiamo appena finito quello che avevamo ordinato, dopo esserci preparati per uscire, ci alziamo e mi avvicino alla cassa per pagare.
«Per voi offre la casa» sentenzia, il ragazzino davanti a me.
Guardo il cartellino del nome:
Han Jisung
Cerco di fargli capire che non ho bisogno di un trattamento del genere, ma non ha cambiato idea, "Ordini dall'alto" ha detto come ultima cosa, sorridendomi.
Esco dal bar e saluto le altre ragazze.
Mentre consumavamo le nostre ordinazioni Jennie ci ha ricordato che torneremo a scuola tra quattro giorni.
Mancano solo quattro giorni, e tornerò all'inferno.
Perfetto.
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~Non so quando aggiornerò, ma lo farò :)~
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My Hero · Namjin
FanfictionKim SeokJin è un alunno modello, tutti desiderano i suoi voti, e viene considerato come il classico secchione con la testa sempre china nei libri. Nessuno sa che sta cercando di combattere una battaglia, apparentemente già persa, con i suoi mostri;...
