~Ecco il nuovo capitolo,
a fine capitolo ho delle novità da darvi, ma ora
BUONA LETTURA!!~
------------------------------------------------
Le parole di Jisoo mi hanno tormentato nelle notti seguenti.
Anche se avevo il dubbio che avesse inventato tutto, giusto per spronarmi a non fare più niente.
Sarò egoista, ma non mi interessa delle altre persone.
Ieri mi sono fatto del male di nuovo, non riesco a non farlo.
Quando si entra in questa specie di tunnel è difficile uscirne.
Comunque sono passate due settimane da quando i ragazzi mi hanno picchiato, e nessuno di loro è tornato da me.
Di solito tornavano per minacciarmi che mi avrebbero fatto di peggio se ne avessi parlato col preside.
Una volta ho parlato col preside di questa situazione, ma li ha solo sgridati; infatti sono venuti da me in seguito per pestarmi di nuovo, dal giorno non me ho fatto parola con nessuno.
Ho avuto solo a che fare con Namjoon, a causa del professore di storia.
Ha diviso la classe in coppie per un lavoro sulla seconda guerra mondiale e ha messo proprio Namjoon con me, che palle.
Non che sia il compagno peggiore che mi potesse capitare, ma avrei preferito lavorare da solo.
Namjoon mi ha subito chiesto se lo potevamo fare a casa mia perché a casa sua c'erano dei lavori di ristrutturazione, e io gli ho detto si.
Così mi trovo alle 14:19 aspettandolo.
Che vita di merda.
Il mio telefono mi riporta alla realtà, lo prendo e leggendo il nome del contatto, sbianco.
Madre
E se Jisoo ha riferito tutto a mia madre?
Decido di rispondere dopo secondi che sembravano infiniti.
«P-pronto ma» dico balbettando.
«Ciao Jin» dice fredda.
«P-per c-cosa mi hai c-chiamato?» domando preoccupato.
«Ti volevo dire che sarò fuori città per un mese circa, i soldi te li spedirà il mio nuovo compagno.» risponde, sempre con lo stesso tono distaccato.
Mi calmo dopo quello che ha detto e trovo le parole per rispondere a tono.
«Non cambia molto, che tu sia in città o che sia alle Maldive non ti fai sentire comunque, quindi fai quello che vuoi.» dico schifato.
«Non ricominciare Jin, ora devo andare ciao» dice riattaccando non dandomi il tempo di rispondere.
Mi uccide sentirla sempre così fredda.
Prima non lo era.
È diventata così dopo che papà la lasciata, anche se sono passati anni e ha una nuova vita, so che sta ancora male per quella delicata separazione.
La vita di papà oscillava tra la famiglia e le sue dipendenze, ma vincevano sempre quest'ultime.
Non ho mai fatto il conto di quanti soldi avesse speso tra alcool, droga e gioco d'azzardo.
E non ho mai tenuto il conto di tutte le volte che io, da piccolo, stavo seduto sulle scale della nostra villa, a sentire mamma che gli urlava contro di andarsene.
STAI LEGGENDO
My Hero · Namjin
FanfictionKim SeokJin è un alunno modello, tutti desiderano i suoi voti, e viene considerato come il classico secchione con la testa sempre china nei libri. Nessuno sa che sta cercando di combattere una battaglia, apparentemente già persa, con i suoi mostri;...
