~Hey bella gente! Ecco a voi un capitolo più lungo del solito...Spero vi piaccia^^~
------------------------------------------------
Mi sveglio in una stanza che, purtroppo conosco bene.
L'infermieria.
A dire il vero non ricordo cosa sia successo per essere qui, ricordo solo una voce che urlava, va be.
Vedo un po' sfocato, ma girandomi intorno vedo due figure distinte.
Mi strofino gli occhi e vedo l'infermiera Jisoo che sta parlando con un ragazzo di spalle.
Sento poco quello che stanno dicendo.
«Quindi chiamerai gli assistenti sociali?» è la voce del ragazzo di spalle che sembra stia per piangere.
«Non so, prima parlo con lui, non servirebbe a niente chiamare gli assistenti sociali, tra poco compie diciotto anni» risponde Jisoo con la voce spezzata «E poi comunque, non è la prima volta che gli vedo dei tagli, mi ha implorato varie volte di non dire niente, promettendomi che non lo avrebbe fatto, ma a quanto pare...»
Perché dovrebbe chiamare gli assistenti sociali? Sono l'unico qui dentro.
Poi capisco.
Per curarmi le ferite mi ha tolto le garze che avevo già.
Mi guardo il polso destro, i tagli era ancora troppo freschi per sembrare delle semplici cicatrici.
Sento che sto per piangere, quando Jisoo mi richiama.
«Jin! Hey tesoro, sei già vigile» dice tentando di sorridere, non riuscendoci.
Non bado alla figura che prima stava parlando con Jisoo e le rispondo.
«Posso spiegarti ok?» dico cercando di essere rassicurante.
Nel mentre quella figura esce e ci lascia da soli.
Jisoo mi fa cenno di iniziare.
«Fa tutto schifo, la solitudine mi sta uccidendo dentro. Per mia madre non esisto più, non mi chiama da mesi. Esco di casa e vedo tutto cupo, non c'è più niente che mi rende felice. A scuola è ormai da anni che vengo picchiato o preso in giro, come ben sai. Non trovo una via d'uscita, sono scemo a dire certe cose, ma fare questo che vedi nel mio polso, mi fa stare bene. Vedere la lametta che divide in due lembi la pelle e vedere il sangue che fuoriesce, è come se mi facesse scivolare, tutti i problemi che ho, fuori dal mio corpo. L'angoscia se ne va, insieme alla tristezza e insieme al sangue.»
Quando finisco sento di essermi liberato di un grande peso e le mie lacrime hanno bagnato le coperte del lettino nel quale sono seduto.
Alzo lo sguardo e vedo Jisoo con le lacrime agli occhi, che mi guarda. Non sa come rispondere.
Una volta trovate le parole giuste mi risponde.
«Jin, non è la cosa giusta. Non è facendoti del male che i tuoi problemi svaniranno, anzi si moltiplicheranno. Ora ascoltami» si ferma per prendere un grande respiro e per stringere le sue mani nelle mie, poi inizia «trova la tua ancora, una persona che ti aiuti a non fare più queste cose. Una persona che ti renda felice, che ti dia attenzioni anche se non dirette. Ma ti prego non fare più queste cose...Me lo avevi promesso...»
«Nessuno potrebbe mai essere la mia ancora, perché nessuno è in grado di accettare e convivere con i miei problemi.» rispondo scacciando una lacrima dalla guancia sinistra.
STAI LEGGENDO
My Hero · Namjin
FanfictionKim SeokJin è un alunno modello, tutti desiderano i suoi voti, e viene considerato come il classico secchione con la testa sempre china nei libri. Nessuno sa che sta cercando di combattere una battaglia, apparentemente già persa, con i suoi mostri;...
