«Cosa? Ma si riprenderà vero?» domanda la bionda, Lisa se non sbaglio, tra un singhiozzo e l'altro.
È lei che mi ha risvegliato dai miei pensieri.
«Non è detto...» risponde il dottore triste.
Deve essere difficile anche per lui dare queste notizie.
Io non parlo da quando ha spiegato le sue condizioni.
Non esce nessun suono se apro la bocca.
Sono bloccato.
Mi giro e mi siedo in una poltrona fredda azzurra.
Jennie si siede vicino a me e mette una mano sopra la mia, come per darmi forza.
Non ci conosciamo eppure, con un movimento del genere, mi ha fatto sentire meno solo.
Ci guardiamo e cerchiamo di farci forza, senza parlare, solo con gli occhi.
A volte le parole sono superflue.
///
In un secondo momento il dottore ci richiama, «Non vi conviene stare qua, non è salutare mangiare la robaccia delle macchinette» dice cercando di farcene andare.
«Può pure dire tutto quello che vuole, io da qua non mi muovo» rispondo dopo essere riuscito a sbloccarmi.
«Fate come volete» dice allontanandosi.
«Jennie abbiamo le divise scolastiche, andiamo a cambiarci in bagno?» domanda Lisa, probabilmente voleva parlare con lei oltre che cambiarsi realmente.
Infatti ho notato solo ora le gonne a quadri grigie, le camice bianche, e le giacche con la fantasia uguale alla gonne, con lo stemma della scuola nel lato sinistro.
«Preferisco stare qua ora, andiamo a turno» risponde la mora, spostando lo sguardo prima su Lisa e poi su di me.
«Ok allora ora vado» dice Lisa allontanandosi, andando in bagno.
«Namjoon» mi richiama Jennie.
«Si?» rispondo girandomi verso lei.
«Lo ami vero?» domanda dal nulla.
«Si» rispondo senza pensarci.
Nessun rimorso.
Nessuna vergogna.
"Dovevo dire così anche a quei tre stronzi di merda" penso stringendo i pugni.
«Capisco, io sono realista» inizia lei sedendosi più comodamente nella sedia, «se dovesse sopravvivere riprendelo, anche lui ti ama, solo che era sopraffatto dalla circostanza.» continua gesticolando, come se la aiutasse a trovare le parole.
«Se invece, nella peggiore delle ipotesi, non dovesse sopravvivere...Be...non fare quello che ha fatto lui, non cercare di suicidarti, è da codarti. Piuttosto trasferisciti e trova un'altra persona che ti faccia sentire, almeno la metà delle emozioni, che ti fa sentire Jin. Ma non farti del male»
Per la sua età, ha fatto un discorso molto maturo, e la ammiro per questa maturità "precoce".
«Si, sono distrutto, ma non so se riuscirei mai a togliermi la vita.» ammetto guardandola.
Dalle sue labbra spunta un sorriso speranzoso, quasi caldo, amorevole.
Subito dopo mi abbraccia.
«L'hai reso felice, toccava a lui aggrapparsi a te, e trattarti come la sua ancora» dice, sul tessuto della mia felpa.
Quelle parole mi hanno reso un poco più sereno.
"L'hai reso felice"
"Trattarti come la sua ancora"
"Sarò la tua ancora Jin, ma ora combatti." penso, credendo che lui possa sentirmi davvero.
Dopo qualche minuto tornò Lisa, con una felpa grigia, dei jeans strappati neri e una camicia a quadri rossi.
A vedere Jennie accoccolata al mio petto, probabilmente perse un battito.
«Ma che fai Jennie?» dice richiamando l'attenzione della ragazza, che si alza un po' e torna a sedersi stiracchiandosi.
«Sono Gay e felicemente innamorato» dico sorridendo, chiarendo la situazione.
«Non è per quello, non ci si butta sopra un ragazzo, anche se è omosessuale» dice mettendosi a braccia conserte.
«Sei solo molto stressata Lili» le risponde Jennie con gli occhi stanchi.
Io mi alzo e vado ad abbracciare Lisa.
Non so perché, ma mi è venuto spontaneo.
In un primo momento si è irrigidita, poi si è lasciata andare e ha iniziato a piangere un po'.
Nel mentre che abbracciavo la bionda, Jennie è andata a cambiarsi.
Dopo che Lisa si è calmata, sciolgo l'abbraccio e asciugo due lacrime dal suo zigomo.
Ci sediamo e parliamo aspettando Jennie.
Sorprendentemente le piacciono gli anime e i manga, non avevo mai conosciuto una ragazza appassionata come lei.
Parliamo di diversi anime, e ridiamo, anche se, nella nostra risata, c'era sempre quella punta d'amarezza causata dalla situazione.
Dopo un po' tornò Jennie, con dei jeans neri e una felpa bianca.
Abbiamo passato una serata, quasi piacevole, se non fosse stato che eravamo in un ospedale a mangiare patatine e twix.
Non sono così male queste due piccolette.
Ma mi manca Jin.
STAI LEGGENDO
My Hero · Namjin
FanfictionKim SeokJin è un alunno modello, tutti desiderano i suoi voti, e viene considerato come il classico secchione con la testa sempre china nei libri. Nessuno sa che sta cercando di combattere una battaglia, apparentemente già persa, con i suoi mostri;...
