Capitolo 12

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Cole ed io viaggiamo lungo la Route 66 in completo silenzio, eccezion fatta per la radio che risuona bassa nell'abitacolo, ognuno perso nei propri pensieri.

Do di nuovo un'occhiata al telefono per vedere se ci sono notizie da Liam, come ho fatto nelle ultime due ore da quando siamo partiti, ma nulla. Preso dall'esasperazione faccio partire la chiamata in vivavoce: non posso restare ancora senza sapere che succede.

«Ehi, Ethan. Come va? Come mai mi chiami così presto?» risponde subito Liam con voce sorpresa.

«Ciao. Non ti ho più sentito negli ultimi giorni e mi stavo preoccupando. Ci sono novità?» gli chiedo senza riuscire a non far trapelare la mia ansia.

«In effetti sì... ne sono successe parecchie di cose dall'ultima volta che ci siamo sentiti. E sono passati solo tre giorni!» mi risponde.

«Racconta» gli chiedo, premendo più a fondo sull'acceleratore con la voglia sempre più forte di arrivare in fretta a destinazione.

«Beh, non ho molto tempo... tra un po' inizia la prima lezione. Per fartela breve, dopo quanto accaduto martedì pomeriggio in palestra con Lucas, il giorno seguente abbiamo deciso tutti di saltare scuola, così da dare un po' di tregua a Clary, sperando che nel frattempo l'entusiasmo per il nuovo gossip sull'accademia militare scemasse un po'... Così siamo stati al lago. È stato strano essere di nuovo lì tutti insieme come un tempo. Come se nulla fosse cambiato, come se potessimo riprendere esattamente da dove avevamo interrotto... ma mi sono reso ormai conto che non è così. Clarissa è diversa dalla ragazza che abbiamo conosciuto. Molto diversa. Ed è chiusa in se stessa, non permette a nessuno - nemmeno a Kate - di penetrare le barriere che ha costruito intorno a sé. Ma c'è stato un momento... non lo so...» borbotta Liam, perdendosi nelle parole.

«Che momento?» lo incalzo io.

«Ecco... mentre eravamo in acqua, siamo caduti e siamo riemersi praticamente abbracciati e lei mi ha spiaccicato un'alga in faccia. In quel momento giocoso ed imprevisto ho visto quell'ombra lasciare il suo sguardo, lasciandolo luminoso e vivo come un tempo. In un momento è tornata ad essere di nuovo la mia Clary. Ed in quel momento mi è scattato qualcosa dentro. Ma non so cosa».

Cazzo. Stringo forte il volante tra le mani, cercando di trattenere ogni pensiero per me.

«Comunque la sua serenità è durata poco...» aggiunge poi, «Durante il viaggio di ritorno è accaduto qualcosa e ha dato di matto»

«Che vuoi dire?» gli chiedo.

«Non so cosa sia successo. Si era addormentata sul sedile posteriore quando, all'improvviso, forse a causa di un paio di fari abbaglianti, si è svegliata urlando cose senza senso e picchiando i pugni contro il finestrino. Nemmeno Ann e Kate riuscivano a calmarla. Ho dovuto fermare l'auto e lei è scesa di corsa. Era assolutamente sconvolta. Tremava, sudava freddo e faticava a respirare... mi ha spaventato da morire»

«Cristo Santo...» mormoro tra me e me. Imbocco l'entrata di un'area ristoro e mi fermo, appoggiando la testa al volante.

I fari dell'auto dall'altra corsia devono averle fatto rivivere il momento dell'incidente, causandole un attacco di panico. Ed io, da bravo idiota, ho creduto che riportarle la sua Mustang bella lucidata fosse la soluzione per guarirla.

La situazione è ben più grave di quello che credevo. Non ha superato l'incidente e forse non si metterà mai più al volante di un'auto. Per colpa mia. Le ho tolto una passione che le dava gioia e le ho dato in cambio un incubo ad occhi aperti.

Liam sta continuando a parlare ma io non riesco più a concentrarmi sulle sue parole. Continuo a immaginarmi Clarissa che si risveglia notte dopo notte, nel suo letto, in un bagno di sudore, col cuore martellante...

Tienimi nel cuoreLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora