-Spencer, Spencer, alzati è tardi- urlava mamma dalla cucina, quanto amo quella donna, specialmente quando urla, adoro la sua voce.
Mi alzai dal letto, cercando le pantofole.
-Spencer è tardi sbrigati- continuava ad uralre -mamma -arrivo- volevo proprio vedere che ore erano -O cazzo!- esclamai erano le 7:35 e la scuola iniziava alle 8:00, mi misi a correre verso la cucina, presi la tazza misi un pò di latte, il cioccolato e un mottino -figliola, sei pronta?- mi chiese Marco, si certo non mi vedi come sto con questo completino con i cuori, -tra un attimo sono pronta- gli dissi, finì di mangiare e andai in camera mi lavai e poi iniziai a vestirmi, presi una maglietta di seta blu con i bottoni, a maniche corte, pantaloni di un blu piú chiaro, vans color ghiaccio, zaino e occhiali da sole, mi feci una coda di cavallo alta. E mi precipitai in cucina.
***
Arrivammo a scuola -questa è la mia scuola, io devo andare se hai bisogno rivolgiti ad un professore, non seguire ne me ne i miei amici- lo stoppai -1 tu non mi dici cosa devo fare 2 ti sembro una stolker?-...-non fare la saputella- mi disse -vaffanculo- pronunciai urtata e andai via lasciandolo lí. Entrai nella mia classe accompagnata dalla preside -salve- dissi -salve- era la prof di greco, iniziamo bene, la prof si presentò, andai a sedermi accanto ad una ragazza che avava le punte dei capelli tutte colorate -ciao sono Caty- si presentò -Spencer- dissi io -tra un pò c'è la ricreazione vieni con me?- mi chiese -magari, grazie- stettimo per tutte e 3 le ore a chiacchierare. Suonò la campanella della ricreazione -sei qui con la tua famiglia?- mi chiese mentre andavamo al bar -veramente solo con mia madre e il suo compagno- le risposi -ah! Scusa, bene hai sorellastre o fratellastri?- mi chiese -si uno si chiama Luke- mi fermò -Luke? Luke Hemmings?- urlò -cosa c'è che pronunciate il nome del mio ragazzo- disse una ragazza dietro di noi, mi girai ed era Luke abbracciato con la ragazza -ciao Luke, non seguirmi- gli dissi riferendomi alle cose che mi aveva detto prima -sta zitta, tesoro- mi disse la ragazza -scusa il tuo nome?- le chiesi -il mio nome è Feliza la ragazza di Luke- mi disse -ok non mi importa chi sei, ti ho chiesto solamente il nome- le dissi -andiamo Spence, non voglio stare tra le galline e i galli- disse Caty, sorrisi e andai al bar.
-scusa se hai conosciuto Feliza- mi disse -non é colpa tua, è proprio una cornacchia- le dissi ci misimo a ridere e ritornammo in classe.
Avevamo un'ora di italiano e una di matematica, noiositá immediata, altri minuti e mi addormentavo sicuro.
Passarono le ora non in fretta ma passarono, andai all'uscita della scuola e viddi Luke che slinguazzava con Feliza allora tirai dritto, Luke mi vidde -ehi, non aspetti?- mi chiese -no, vado a casa sola ciao- gli disse, mi prese dal braccio e mi tirò -pupa, tra un pò arriva mio padre e devi venire con me- mi disse con tono da duro -ma chi credi di essere, non ho due anni, di a tuo pade che un'amica mi ha dato un passaggio a casa- mi staccai dal braccio e andai via, Luke era proprio un idiota nato, non lo sopportavo proprio si credeva un cazzo e mezzo.
Arrivai a casa e presi uno yogurt al cioccolato, mi sentivo una stupida volevo andare a casa mia, nella mia cittá, non sopportavo Barcellona, tra dispiaceri e pensieri accesi la televisione e c'era 'Baddy il boss delle torte, su real time' era figo quel programma e decisi di lasciarlo. Dopo due minuti entrò Luke -Marco?- chiesi -è a lavoro- mi disse andando in camera sua -sei antipatico lo sai?- gli urlai -e tu una stronza- mi disse con fiato stanco, andai da lui -ehi, ti sei offeso?- gli chiesi -no, no tu?-...-no- affermai, in realtá non mi importava niente ma dovevo andare d'accordo con Luke per il bene di mamma, sapevo quanto mamma ci teneva a formare una famiglia felice e di certo non dovevo essere io a distruggere il suo sogno -saprei come farmi perdonare- mi disse venne da me e si mise a farmi il solletico nella pancia, sorrideva fantasticamente in quel momento era perfetto -no basta- dicevo con il fiato strozzato dalle risate -te lo meriti- disse lui sorridendomi, dal forte solletico mi buttai sul letto e lui sopra di me. Finimmo uno sopra l'altro e ci guardammo per 4 minuti, -sei terribile- gli dissi ironicamente -grazie sono bravo quando si parla di vendetta- disse sorridendo, quel sorrisi era fantastico quel sorriso, -come sapevi che soffro il solletico?- gli chiesi -non lo in realtá è stata la prima cosa che mi è passata per la mente- mi disse, sentimmo aprire la porta d'ingresso -Spencer, Luke?- urlò mamma -Raquelle siamo qua- disse Luke, si alzò da sopra a me e mi porse la mano per farmi alzare -grazie- gli dissi -prego- mi diede un bacio sulla guancia e andai da mamma.
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A large wound
Fiksi PenggemarIo sono Spencer ho 15 anni, sono nata a Rio de Jeneiro. A 6 anni sono andata via da Rio, per andare a Londra e 5 anni fa sono ritornata, tutto ciò è causa del lavoro di papá. Tutta la mia famiglia compresi i miei genitori sono italiani. Tra qualche...