O mamma mia, non riesco ad alzarmi, mi fa male tutto specialmente la schiena.
-mamma, aiuto- urlai, mamma corse in camera mia -tesoro che c'è?- mi chiese -non riesco ad alzarmi, mi daresti una mano?- gli dissi -certo tesoro ma cosa ti è successo?- mi chiese mentre mi aiutava ad alzarmi -grazie, mamma dopo ti spiego- andai in cucina e presi lentamente la tazza
-ehi cos'hai?- mi chiese Luke che era seduto in tavola a fare colazione -davvero vorresti saperlo?- gli dissi con aria da saputella -a giusto, scusami tanto- mi disse pensando a ieri sera -mi hai giá chiesto scusa- gli disse bevendo il latte che avevo versato nella tazza.
Appena finito andai in camera, mi lavai e mi vestii, mi misi una gonna rossa, una maglietta nera semplice a maniche lunghe, tacchi, si potevano mettere a scuola anche se andavo al secondo anno, volevo essere elegante quel giorno, mi sistemai per bene i capelli. E andai in cucina.
-ok Spencer sei pronta?- chiese Marco mentre si metteva la giacca -certo- dissi, Luke non c'era - Luke?- chiesi -è giá andato via- mi disse sicuramente è andato con quella becca di Feliza.
Arrivai a scuola e il sonno mi stava mangiando viva, entro a scuola e c'era Micheal -Spencer- venne verso di me -ehi! Ciao Micheal- lo salutai -mi dispiace per ieri sera non credevo, reaggivi in questo modo, perdonami ti prego- mi diceva -non preoccuparti è tutto apposto- lo abbracciai, e gli diedi un bacio sulla guancia -tacchi?- mi disse indicandoli -volevo cambiare- gli dissi ridendo -Luke?- mi chiese -non lo so non è venuto con me- gli dissi -capito, grazie ciao-.
Suonò la campanella e andai in classe.
-ciao Caty- salutai -ciao- mi disse, riuscivo a camminare, male ma comunque ci riuscivo sopra a quei tacchi riuscivo a fare di tutto. Avevamo geostoria 2 ore, alla fin fine non sono state tanto noiose, ma vabbè.
Alla terza ora sono andata in bagno con Caty. Mi andai a ritoccare il rossetto -come mai cosí figa oggi?- mi chiese Caty, mentre si aggiustava anche lei il rossetto -nulla così- le risposi -vuoi fare colpo con qualcuno? Piccola informazione Ashton è il mio ragazzo- mi disse -no, no se proprio devo fare colpo.......Calum lui si che è perfetto- le dissi -ohhhhh, è l'ex di Paloma, per lui è stata l'amore della sua vita ma pochi mesi fá diventò una cornacchia, e la lasciò- mi raccontò -wow- andammo via.
Suonò la campanella della ricreazione e andammo verso il bar -ciao- mi disse Calum -ciao Cal- gli dissi -tesoro sei da sballo- mi disse -grazie- ero diventata rossa -vieni con me al bar?- mi chiese -certo andiamo- gli dissi -senti per ieri sera- incominciò a parlare ma lo fermai -ieri sera è passata, adesso siamo nel presente, basta pensare a ieri, non mi importa nulla...cambiamo argomento tipo, cosa fai oggi pomeriggio?- gli dissi -ok ok! Nulla perchè?- mi rispose -usciamo?- gli chiesi -ahhhh! Mi staresti chiedendo un appuntamento?- mi disse ridendo -cosa? No, vabbè se non vuoi venire- mi fermò -no no no, dove andiamo?- mi disse -sei terribile, non so al cento?- gli proposi -ottima idea- ci misimo a ridere e andai, lui prese il panino con il prosciutto e io con il salame, era buonissimo, volevo prenderne un altro ma non potevo, non avevo piú fame. Sono stranita, Luke? Dov'é andato? Non riesco a capire nulla.
Andai in classe e Caty mi chiese cosa avevo, beh non trovo Luke ecco qual'è il problema.
Mi feci le 2 ore di latino a pensare a quella specie di essere umano con il mio fratellastro a fare non so che da qualche parte.
Una vera noiositá ma finalmente l'incubo finí e andai a casa.
Sono andata a casa con la mamma di Caty, meno male che lei ha sua mamma che la va a prendere e a lasciare la mia è sempre a lavororare.
Arrivai a casa, mi stuffava troppo cucinare così andai alla rosticceria che c'era a 40 mentri da casa mia.
Non era molto piena, presi un trancio di pizza con le patatine, non riuscivo a smettere di pensare a Luke, ma fatalitá lo viddi fuori a sbaciucchiarsi con Feliza -buon giorno Luke- gli dissi -Spencer cosa ci fai qui?- mi disse fissandomi sbalordito -tu cosa ci fai qui?- gli dissi -tesoro è con me non mi vedi- mi disse Feliza -sta zitta- le dissi -Spencer, andiamo a casa- mi disse -no, come hai patuto mentire a tuo padre- gli dissi -Spencer dai forza andiamo- mi costringeva -no io vado da sola- mi misi a correre tra le lacrime, non riuscivo a credere che Luke, avesse detto a suo padre che andava a scuola mentre stava a slinguazzare per le vie di Barcellona. Appena arrivai a casa, mi distesi sul divano, e poco dopo venne Luke da solo. -scusa Spencer- mi disse, ma io non mi girai a gurdarlo -perchè scusa?- gli dissi -per oggi, ho sbagliato- mi disse -non mi importa piú niente di te è una settimana che sono qua e giá ne ho le palle piene delle tue scuse, anzi non so neanche perchè mi dispero tanto per una persona come te, tu fai le cose che ti piacciono anche se sono sbagliate, forse la cosa che ti riesce meglio è chiedere scusa, sono stufa di essere la conseguenza ai tuoi errori da oggi in poi non ti reggerò piú il gioco, tu sbagli e tu paghi, spero che ti sia andata bene la giornata- gli urlai contro alzandomi dal divano, e lui restò immobilizzato quasi piangeva.
Corsi in camera mia e mi misi a piangere come una sciocca. Non riuscivo a fermarmi.
Passarono ore e io non uscivo dalla stanza. Erano giá le 16:00 e avevo l'appuntamento con Calum, volevo uscire con lui è un bel ragazzo, voglio riuscire a non pensare a Luke, quel giorno dovevamo rimanere da soli io e Luke sino alle 04:00 di notte perchè Raquelle e Marco lavoravano. Non riuscivo proprio a stare in quella casa con il mio fratellastro la dentro. Mi lasciai i vestiti che avevo messo a scuola, mi sentivo troppo stanca per cambiarmi. Scrissi una lettera, e la lesciai sul tavolo, sperando che Luke la leggesse, lui entrava sempre nella mia stanza. Andai via, e mi precipitai al centro con il tram, in soggiorno non viddi Luke forse era in camera sua.
Arrivai al centro e scesi dal tram, viddi una figura a me conosciuta ed era Calum. Andai da lui abbracciandolo forte avevo proprio bisogno di un suo abbraccio -ciao- mi disse dandomi un bacio sulla fronte -ciao Cal, scusa se sono vestita come sta mattina ma...sono stata male pomeriggio e non avevo le forze di cambiarmi- gli dissi -non preoccuparti, non mi importa come ti sia vestita l'importate e che sei qua- gli sorrisi, per un attimo cancellai l'immagine del volto di Luke dalla mia mente. Era stato carino mi portò in un bar, dove abbiamo mangiato conrnetti, dolcini, torte, waffel ecc...abbiamo preso si e no 10 chili. Siamo andati a passaggiare, un pò per tutta Barcellona, tutto il tempo abbracciati. Erano giá le 20:30 e dovevo ritornare a casa. Aveva la macchina, lui era 18enne come gli altri suoi migliori amici. Mi accompagnò a casa -Cal! Grazie di tutto- gli dissi -grazie a te- mi disse e scesi dalla macchina.
Per quel tratto che mi feci dal cancello alla porta d'ingresso pensai alla lettera.
C'era scritto tutto ciò che in quel momento mi passava per la testa.
Caro...,
Non saprei neanche a chi indirizzarla, non ha senso dare un nome a chi, non ha il coraggio neanche di pronunciarlo, mi sento una stupida in questo momento, ho sempre pensato che il passato sia il passato, che il presente sia il presente e il futuro sia il futuro, ho sempre creduto che al passato non si debba dare tanta importanza, ma forse la mia bontá si è presa gioco di me, mi sono fidata di tutti, di chi non se lo meritava, ma purtroppo la vita è fatta di errori e io ne ho giá fatti tanti, doveva accorgermi che solo il cielo capiva i miei sentimenti, i miei dolori e solamente lui ride con me piange con me, non riesco ad andare avanti senza pensare a quanto costi la vita, a quanti debiti devo a chi nella vita, mi è stato accanto, e io che lo ripagavo con dei 'ti voglio bene', mi vergogno anche da sola, vorrei che ci fosse un pulzande che portasse indietro il tempo così da rivivere tutto e correggiere le piccole sfumature andate male nella vita, così da non trovarmi in questa situazione, per me molto imbarazzante. Ho sempre sognato una persona al mio fianco che mi facesse ridere anche quando un motivo non c'è! Che mi facesse sentire libera, protetta nulla di piú, non pretendo una persona che mi ami, ma che almeno mi rispetti. Non ho voglia piú di piangera la mia riserva di lacrime è finita, come è finita la mia vita. Non mi sarei mai aspettata tutto questo, ma adesso che è arrivato, non posso piú mandarlo via.
SpencerEntrai in casa, senza guardare se Luke c'era o no.
Corsi in camera mia la testa mi scoppiava e andai a coricarmi.
La porta si aprí e l'ombra di un uomo rifletteva sul muro. Feci finta di dormire, all'ora l'uomo si avvicinò a me, si sedette sul mio letto, mi accarezzò la guancia e mi diede un bacio sulla fronte, dopo pochi minuti andò via, forse era Luke ma non riuscivo a capire, c'era troppo buio.
Mi addormentai senza neanche dare importanza alla lettera, non sapevo se l'aveva letta, se l'aveva strappata, non sapevo cosa ne fece di quel pezzo di carta.
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Hola chicos! Finalmente un altro capitolo si conclude, spero vi piacci è breve lo so, ma ho fatto quel che potevo, oggi voglio pubblicare due capitoli.
Secondo voi come va a finire con Luke e Spencer? Booo...beh spero che continuiate a leggere la storia, i prossimi capitoli saranno piú interessanti PROMETTO. Ok ragá alla prossima! Ciao ciao! Baci baci!
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A large wound
FanficIo sono Spencer ho 15 anni, sono nata a Rio de Jeneiro. A 6 anni sono andata via da Rio, per andare a Londra e 5 anni fa sono ritornata, tutto ciò è causa del lavoro di papá. Tutta la mia famiglia compresi i miei genitori sono italiani. Tra qualche...