Dimenticare non è facile

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Hayden

"Fanculo" lancio la cravatta contro il muro e mi butto sul letto.
Porto le mani sul mio viso.
Sono agitato, non va bene.
Non voglio vederla, non voglio avere niente a che fare con quella donna.
Ma lo devo fare per nonna.
Mi alzo controvoglia, prendo la giacca e scendo.
Victoria si sta ancora preparando in bagno.
Oggi mi farò prestare la macchina da Ryan, per problemi di outfit, visto che sono vestito come un pinguino e la mia piccoletta indosserà un vestito.
Ieri la gara è andata a gonfie vele e la serata ancora meglio, o meglio la nottata.
Per fortuna i ragazzi sono tornati tardi. Kei e Zach sono in cucina.
"Pronto?" sempre molto coinciso Kei, "No"
"È un inizio" mi consola Kei
"Un pessimo inizio, ed è qui che ritorna la mia offerta di un rito vodoo"
"Zach, grazie, ma sono apposto così"
"Va bene... non mi fate mai divertire" si lamenta Zach
"Scusa Zach, ma non verremmo ritrovarci un demone venuto dall'oltretomba per prendere le nostre anime"
"Non succederebbe mai! Forse..." inquietante.
"HAAHHHAHAH CIAO PINGUINO" ed ecco la mia ombra,
"Ciao anche a te Ax"
"Sei stupendo lasciatelo dire" e si mette a fermi foto.
"Perché lo sopportiamo ancora?" mi chiede Kei mentre beve il suo caffè
"Me lo chiedo tutto i giorni Kei, tutti i giorni" riporto il mio sguardo di fuoco su di lui
Questo però viene attirato dalla figura alle sue spalle.
Rimango a bocca aperta.
Il corpetto stretto, le maniche lunghe, le spalle rimangono scoperte e la gonna leggermente ampia ricade sulle sue gambe magre e finisce sopra il ginocchio. Cerca di scendere le scale nei sandali neri con almeno dieci centimetri di tacco. Non riesco a muovere un muscolo.
È bella da togliere il fiato, ed è quello che ha fatto col mio.
L'ha rubato ieri notte e lo tiene stretto.
È una visione onirica.
I miei occhi brillano di piacere.
Tu mi vuoi ammazzare piccoletta.
Arriva alla fine della scala e fa incrociare i nostri sguardi.
I capelli sono raccolti in uno chignon alto, ma due ciuffi le ricadono sul viso.
Il trucco luminoso la rende davvero una stella, la mia stella polare.
"Wow... Vi sei uno schianto!" urla Ax
"Grazie Alex" sorride timida.
"Siamo ancora in tempo per cambiare piani" le dico
"No mio caro re dell'inferno" si avvicina e mi bacia.
Il rossetto bordeaux si stampa sulle mie labbra,
"Scusa" le pulisce con il pollice delicatamente.
Non mi provocare piccoletta sono ancora in tempo per portarti sopra e far sparire quel vestito e tutto ciò che c'è sotto. "Andiamo" mi prende la mano e la stringe forte nella sua,
"Andiamo" si forma un leggero sorriso sulle mie labbra.
Salutiamo tutti e saliamo in macchina. Casa di mia madre dista mezz'ora da qui. Sono le undici meno un quarto. Speriamo i semafori siano tutti rossi. Posa la borsa sul sedile anteriore.
"Sei bellissima" le prendo il mento e la bacio,
"Grazie, anche tu sei carino... pinguino" abbasso le spalle e la guardo male, "Questo pinguino, è il più bel pinguino su questa terra"
"Sì, hai ragione, mi scusi re dei pinguini"
"Re dei pinguini infernali"
scoppia a ridere
"Cosa ridi?! Creerò un esercito e conquisterò il mondo"
"Aspetto solo quel momento" mi fa l'occhiolino.
Non so perché, ma guidare un'auto non mi da le stesse sensazioni di una moto, non mi fa salire l'adrenalina, anzi quasi mi addormento.
Venerdì sono stato davvero uno stronzo, ero stressato per la gara, per la cena e in più avevo la mia piccoletta a casa con me.
È stato bello addormentarsi sereno tra le sue braccia, con le sue mani che mi accarezzavano i capelli, i problemi sono spariti tutti in un secondo.
La musica ci fa da sfondo in questo viaggio abbastanza monotono.
Appena vedo il cancello della casa, mi si blocca lo stomaco.
Lascio la macchina nel vialetto. Scendiamo.
Vado subito da lei.
Mi prende la mano, la stringe come fosse l'ultima volta, mi sorride e io mi sciolgo. Il nero che vedo nelle sue iridi mi calma. Entriamo, mano nella mano, come due quattordicenni.
Vorrei dirle cosa provo, urlarlo al vento, ma sono spaventato.
Ho paura che scappi, che lei non provi lo stesso e ho paura di rovinare tutto. Nonna ci accoglie sulla soglia.
"Ciao cara"
abbraccia la mia piccoletta che ricambia affettuosamente
"Gli hai dato il suo premio ieri sera?"
"Diciamo che se l'è meritato" ride sotto i baffi ed entra.
"Ciao tesoro"
"Ciao nonna" l'abbraccio forte,
"Andrà tutto bene"
"Lo spero" entriamo.
Respiro profondamente.
"Venite ragazzi, ti presento la famiglia" è un parolone questo termine.
Camminiamo verso la sala.
Sono tutti seduti perfetti, parlano di non so che cosa, e non mi interessa minimamente.
Il mio patrigno seduto a capotavola, i suoi parenti ai lati e mia madre di fianco a lui sulla sinistra.
Incrocio i suoi occhi, ha la bocca leggermente aperta, è sorpresa e come biasimarla.
Si alza sistemandosi il vestito blu notte a tubino che le fascia la figura.
Capelli neri lunghi, lisci, lasciati liberi di ondeggiare con i suoi movimenti.
Gli occhi blu, identici ai miei.
Siamo due gocce d'acqua.
Ci viene incontro.
Si blocca a un metro da noi e porge la mano a Victoria.
"Benvenuta, sono Catherine, la mamma di Hayden"
"È un piacere conoscerla, sono Victoria" le porge la mano.
Osservo ogni loro movimento, cerco di captare anche solo il minimo errore.
La lascia.
Si fissa su di me.
Ha gli occhi lucidi.
Smettila ti prego, mi stai facendo sentire un mostro.
"Mi sei mancato"
"Ciao mamma" accenno un sorriso.
Non so come comportarmi.
Non si aspettava di più, è già sorpresa che io sia qui.
Ci andiamo a sedere: io vicino al mio patrigno e Victoria tra me e nonna.
"Io sono Marcus, il compagno della mamma di Hayden. È davvero un piacere conoscerti Victoria"
"Anche per me, lei è condirettore della Foster Motors giusto?"
"Esatto, molto informata, ti piacciono le moto?"
"Parecchio, e a lei?"
"Molto, ci sono nato con il suono dei motori. Mio padre era meccanico, adoravo stare con lui in officina"
"E ora non guida più?"
"Oh no guido appena posso, e sono capo meccanico nell'officina dell'azienda". Wow...
Mia madre sorride, mentre lo guarda.
Ha un'espressione così serena e felice.
"E tu Hayden, lavori?"
"Mi devo laureare tra un anno, quindi mi concentro su quello, ma non sono mai fermo tra la palestra e le gare" o no che cazzo ho detto.
"Gare?" chiede confusa mia madre, "Hayden corre nel torneo che hanno indetto a Los Angeles, è primo in classifica" dice fiera Victoria
"Oh... non lo sapevo. La prossima gara potremmo venirti a vedere, se ti fa piacere" mi guarda triste.
"Mi farebbe piacere" e dico sul serio.
Sto abbattendo tutti i muri, sto mettendo da parte rancori e paure.
Continuiamo a parlare, il resto della famiglia si presenta, non sembrano così male.
Sono ancora diffidente, forse troppo.
Il pranzo lo ha cucinato nonna: risotto alla zucca, tagliata e sacher.
Nonna io amo la tua cucina.
"Vado a fumare una sigaretta, vuoi venire Hayden?" mi chiede Marcus
"Oh non fumo"
"Tranquillo parliamo un po' senza che le signore ascoltino"
"L'ho sempre detto che mi nascondi qualcosa amore" gli dice mamma
"Sono un uomo pieno di segreti" le fa l'occhiolino.
Mi alzo e lo seguo in veranda.
Tira fuori un pacco di Camel.
L'accende.
"Come stai Hayden?"eh?
"Bene... lei?"
"Non sono cieco, e mi ricordo che non saresti mai venuto qui da solo, neanche i ragazzi e il Capo sono mai riusciti a con convincerti. Quindi come stai?"
"È strano, non avrei mai pensato di tornare qui dopo quattro anni, invece eccomi qui. Avevo paura, non te lo nego, ma Victoria riesce a farle sparire tutte. Appena ho visto mia madre è stato un colpo al cuore. Non è cambiata per niente, ma nei suoi occhi c'è qualcosa di diverso, una luce, soprattutto quando ti guarda"
"La amo, la amo davvero"
"Si nota"
"Non ho avuto la fortuna di avere figli"
so dove vuole arrivare
"Non confondere, non ti chiedo di vedermi come un padre. Hai la tua vita, lo rispetto. Ma vorrei che andassimo d'accordo" rimango attonito.
"Credo sia giusto"
"Bene, è bello averti di nuovo qui"
"Grazie"
"Ho visto la tua gara ieri"
"In che senso?"
"Ero tra gli spettatori. Sei bravo Hayden, davvero. Ti andrebbe di lavorare per noi, quando finirai l'università, potresti diventare ingegnere" sta scherzando,
"Io lavorare alla Foster Motors? Beh piano"
"Perché no?"
"È già tanto che io sia qui"
"Tua madre ci tiene"
"HAAHAHAHH, LEI CI TIENE? Non voleva neanche che la toccassi una moto"
"Beh ora ti vuole con lei"
"Poteva dirmelo"
"Non sa come prenderti"
"Potrebbe comunque provarci"
"Hayden, sta facendo tanto"
"Perché io no?"
"Sinceramente? Ti stai comportando ancora molto male con lei".
La rabbia mi sale: ma che cazzo ne sa questo di me?
Chi cazzo si crede di essere?
"Ah beh, se credi di conoscermi, allora non hai capito un cazzo"
"Hayden, voglio andare d'accordo con te credimi, ma sto cercando di farti capire come stanno le cose"
"Scusate".
Grazie.
Grazie piccoletta mia.
"Ciao Victoria"
"Posso parlare con Hayden?"
"Certo, torno dentro"
butta la sigaretta nel posa cenere "Pensaci Hayden".
Lo guardo andare via.
Mi appoggio alla ringhiera.
Sospiro.
"È andata così male?"
"Mi ha offerto un posto di lavoro nell'azienda"
"Wow, beh allora è andata alla grande"
"Doveva chiedermelo mia madre, l'azienda è sua"
"Hayden"
mi prende il viso tra le mani
"Sta cercando di fare tutto il possibile, ma non è facile"
"Stai dalla sua parte?"
"Sto nel mezzo" giro di scatto il viso. "Scusami se credo che dovresti fare anche tu un po' di sforzi in più!"
"Mi pare di star facendo abbastanza"
"A te pare, ma non è così, non le hai spiccato parola, se non per dirle delle gare. Hayden lei cerca di parlarti, ma non ci riesce"
"Neanche io ci riesco"
"Ma lei almeno si sforza"
"Io mi sforzo! Ma dimenticare e mettere da parte i ricordi non è facile, tu non hai avuto una madre che ti ha cacciato di casa e un padre che se ne è andato" silenzio.
Passano secondi interminabili, finché non la sento ribattere.
"Sai quante volte ho pregato di avere una madre come la tua, con cui parlare e sentirmi una ragazzina normale? Perché mi sono sentita sempre diversa da voi che avevate i genitori a casa, che andavano ai colloqui, che c'erano alle recite. Tu non sei mai stato preso per il culo perché tua madre era una puttana. E vorrei ricordarti che mi hai preso per il culo anche tu per mia madre. Mio padre faceva i salti mortali, ma era comunque un militare. Mi ha educato a modo suo. Sai quanto ciò messo a per raccontargli del ciclo? Tre mesi. Avevo paura di sembrare una bambina che si lamentava per il mal di pancia. Quando ha scoperto che sgattaiolavo per venire alle tue gare, mi ha detto cavatela da sola, sei grande sai quello che fai, ma ricordati che lui ti spezzerà il cuore. Ho avuto il tuo ricordo fisso in testa per mesi, e quando ti ho rivisto ho avuto paura, mi è di nuovo caduto il mondo addosso. Ho pensato tante di quelle volte che forse avrei dovuto ascoltare mio padre. Ma sono andata oltre tutto, ho lasciato nel passato i ricordi della nostra relazione e mi sono lasciata andare. Quindi non venirmi a parlare del dolore, tu non sai cos'è"
"Non so cos'è ? Mia madre mi ha cacciato via di casa gridando che ero il suo fallimento, mio padre mi ha dimenticato. Sono cresciuto con una famiglia in frantumi e io ero il pezzo più rotto di tutti. Mi hanno fatto sentire uno sbaglio per tutta la mia vita. Anche tu sai? Quando litigavamo ero io lo stronzo senza cuore, che poi ti scopava come se nulla fosse. Mi sono odiato per quello che ti facevo. Victoria tu avrai avuto una vita complicata, ma la mia non è da meno"
"Eri tu quello che si sentiva sbagliato, certo. Io mi sentivo troppo poco per te che eri un cazzo di dio. Ho avuto problemi di anoressia. Ma tu non lo hai mai capito. So che sei stato male, lo so bene, ma non vedere solo il tuo dolore"
"Perché me lo dici solo ora?"
"Ti sarebbe importato quattro anni fa? Ti do io la risposta: no"
"Questo chi te lo dice"
"Non ti ricordavi il giorno del mio compleanno, non sapevi qual era il mio colore preferito, e probabilmente non sapevi quale fosse la mia posizione preferita a letto. Hai sempre pensato a te e quanto soffrissi tu. Io ti amavo Hayden, dal primo momento che ti vidi in prima superiore, su quella moto. Sembravi uscito da una di quelle fanfiction, eri il perfetto badboy. Quando mi notasti, non ci potevo credere, mi sembrava di sognare. Poi il sogno è diventato incubo e io sono annegata nell'uragano che eri. Ho cercato disperatamente di toglierti dalla testa, ma più ci provavo più diventavi insistente. Quando ti ho rivisto, la mia mentre è tornata nel passato. Ho ripercorso ogni momento. Hayden io ti amo dal primo momento che ti ho visto, e non è servito niente farmi innamorare ancora, perché io lo sono sempre stata. Hayden io ti amo"
respira, ha gli occhi lucidi
"Ma tu prima di buttarti devi mettere da parte il passato" mi lascia un bacio sulla guancia.
"Ci vediamo Hayden".
Rimango impalato.
Non so cosa dire.
La guardo andare via, sotto lo sguardo dei presenti.
Le lacrime mi pregano di uscire.
Mia nonna corre da me.
"Oh tesoro mio" mi prende tra le sue braccia.
Collasso, le gambe mi cedono.
Piango.
"Tesoro mio mi dispiace" le sue parole mi arrivano ovattate.
Le lacrime sgorgano senza sosta e io mi sento vuoto.
Ho fatto un casino.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Jun 14, 2021 ⏰

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