19. il braccialetto

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Jimin's pov
La serata del galà era arrivata. Ero molto agitato e totalmente in panico. Sapevo che, in parte, era a causa di Jungkook, ma decisi di non pensarci fino al momento in cui l'avrei visto all'evento.

*Se solo fosse facile, eh Jimin?!*

Avevo iniziato a prepararmi sia mentalmente che fisicamente fin dal mio risveglio di quella mattina. Avevo un'ansia in corpo, da non poter neanche riuscire a restare fermo per qualche istante. Sembravo iperattivo o soltanto pazzo se qualcuno avesse visto lo stato in cui mi trovavo.

Avevo trascorso tutta la giornata a preparare ogni corsa che sapevo mi sarebbe servita quella sera. Avevo mangiato a malapena ed avevo fatto un bagno di tipo due ore per cercare di rilassarmi, ma che sfortunatamente non mi aveva aiutato molto.

Erano ormai le 18 e stavo ancora finendo di vestirmi, sistemandomi gli ultimi accessori addosso.

Tae mi sarebbe passato a prendere a momenti, cosi da poterci recare insieme alla festa e tornare insieme. In questo modo sarei stato sicuro di avere una scusa per andarmene con lui.

Quando quest'ultimo arrivò sotto casa mia, mi fece uno squillo per avvertirmi che fosse li. Passarono svariati minuti ma non risposi, dato che al momento del suo avvertimento ero in bagno a finire di sistemarmi i capelli.

Tae a quel punto, non vedendomi, riprese il cellulare e digitò il mio numero aspettando una risposta che però non gli arrivò.

Scese dalla macchina dirigendosi al campanello ed iniziò a suonare insistentemente. A quel punto non potei fare altro che aprirgli e farlo salire.

Tornai poi in camera mia, per indossare il mio bracciale che portavo sempre. Convinto che fosse sul comodino, mi diressi li senza se e senza ma. Una volta li davanti, però, mi resi conto che non era effettivamente dove credevo ed iniziai ad andare in panico.

*Jimin cazzo, dove lo hai messo? Pensa, pensa, pensa.....non puoi averlo perso...non puoi...rappresenta la vostra promessa....non puoi cazzo*

Mi passai una mano tra i capelli, cercando di ricordare dove fosse, ma niente non avevo idee. Iniziai a rivoltare la casa da cima a fondo per trovarlo.

Appena si aprii la porta di camera mia, una voce mi fece tornare per attimo alla realtà, anche se il panico non voleva sapere di andarsene.

-jimin, ma che cosa....-cercò di dire, ma subito lo interruppi e parlai
-non lo trovo, non lo trovo-dissi continuando a buttare per aria la mia stanza, guardando in ogni angolo
-jimin...jimin-mi richiamò avvicinandosi a me, cercando di fermarmi e rilassarmi. Poggiò le mani sulle mie spalle guardandomi negli occhi.
-jimin, che stai cercando? Cosa non trovi?-chiese, cercando di capire per quale motivo fossi così in panico
-il mio braccialetto, il mio braccialetto d'argento...quello che mi ha regalato J.....dai quello che porto sempre-gli risposi ricominciando a cercarlo.

Tae non sapeva il vero significato di quell'oggetto per me e della promessa che io e Jungkook ci eravamo fatti. Non glie lo avevo mai raccontato, in quanto lo consideravo come una sorta di segreto tra me e lui da custodire gelosamente.

-ci tengo molto, Tae-gli dissi non fermandomi un secondo. Dovevo trovarlo a tutti i costi.

-ok ora calmati, lo possiamo trovare....dimmi dove sei stato oggi?-chiese cercando di ripercorrere i miei passi
-beh qui, in bagno e in cucina-risposi, cercando di fare mente locale.

Lo vidi andare verso la porta, diretto sicuramente verso le stanze da me indicate.

Dopo alcuni minuti, sentii nuovamente i suoi passi tornare nella stanza. Il mio cuore sperava che il suo ritorno così velocemente volesse dire che lo avesse trovato e che finalmente avrei potuto calmarmi.

-jimin, cerchi questo?!-mi disse sorridendo, mettendolo in bella vista.

Non appena mi voltai e lo vidi appeso al suo dito, il peso che avevo sul cuore scomparí e subito mi fiondai da lui ad abbracciarlo. Ancora una volta era riuscito a farmi tornare il sorriso.
-grazie-gli sussurai

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