TW: menzioni di violenza sessuale e suicidio
CRYSTAL'S POV
Perché io.
Perché io.
La mente di Crystal non pensa ad altro, continua a farsi questa domanda mentre fissa il vuoto.
È passata una settimana, ma non sembra.
Il dolore fisico ancora non è svanito, mentre il dolore interiore continua a crescere giorno dopo giorno.
È passata una settimana dall'ultimo pasto della ragazza: in tutti questi giorni si è rifiutata di mangiare, o meglio, non c'è riuscita, a volte le sembrava difficile persino respirare.
Il primo giorno ha anche smesso di farlo per qualche secondo, le sembrava una via facile.
È passata una settimana dall'ultima volta che ha frequentato una lezione.
È passata una settimana dall'ultima volta che è uscita dalla camera.
È passata una settimana dall'ultima volta che ha rivolto la parola a qualcuno.
È passata una settimana dall'ultima volta che ha respirato sul serio.
È passata una settimana dall'ultima volta che si è sentita Crystal.
È passata una settimana dall'ultima volta che ha pensato al futuro, che ha visto un futuro.
Vergogna.
È solo questo che sente.
Si sente viscida.
Sporca.
Se solo avesse fatto qualcosa, se solo avesse tenuto la bacchetta con più forza, se solo sapesse fare magie senza la bacchetta, se solo fosse stata più sveglia, se solo non avesse indossato un vestito, se solo non si fosse fidata, se solo non avesse bevuto dal bicchiere di Adrian...
Le sue giornate ora sono monotone: la mattina passa quattro ore sotto la doccia, grattando via quella sensazione, il ricordo di quelle mani, della sua bocca, di lui; il pomeriggio dorme, o meglio ci prova, dato che il suo sonno dura soltanto 2 ore a causa dei continui incubi; la notte la passa sveglia, a piangere, oppure, esce di nascosto per andare a trovare Alexis.
Lei è l'unica persona con la quale ha avuto il coraggio di parlare.
"Non mi sente, non devo vergognarmene." -pensò fra sé e sé cinque giorni dopo l'accaduto, mentre stringeva la mano della sua amica.
Aveva parlato.
Le aveva raccontato cosa le era successo, come si era sentita, cosa le aveva detto.
Aveva pianto.
Singhiozzi.
Aveva smesso di respirare.
Aveva avuto la sensazione di risentire le sue mani.
Le sue parole.
La sua presenza.
Ma dopo Crystal, non ha più parlato, non ha più aperto la bocca.
Non ha nemmeno risposto alle provocazioni di Angelina o alla dolce voce di Alicia, non ci riesce, non ne ha le forze.
Giorno dopo giorno, il digiuno la rende ancora più debole: il suo battito rallenta a poco a poco, la sua forza, già inesistente, sparisce sempre di più e le sue emozioni si stanno spegnendo nuovamente.
Nessuno dei suoi amici è passato a trovarla.
Fred è capitato nella stanza varie volte, ma Crystal ha sempre finto di dormire, non sarebbe riuscita a reggere il peso del suo sguardo, sarebbe crollata, il solo ricordo..
Non può neanche pensarci.
Non ha intenzione di uscire, non riuscirebbe a guardarlo, a incontrarlo senza cadere a terra, inerme, non riuscirebbe a reggere la figura di Adrian.
Non riesce a fare niente.
Non riesce neanche più a piangere, ha finito tutte le lacrime a sua disposizione.
Non riesce a guardarsi allo specchio, a guardare i suoi lividi che si impegna a coprire prima di uscire dal bagno.
Non riesce più ad essere se stessa.
Non riesce più a sentirsi a suo agio con il suo corpo.
Non riesce più a percepire la sua innocenza.
Non riesce più a essere sicura di sé.
Non riesce più ad essere felice, a sorridere.
Non riesce più a provare.
Non riesce più a sentire.
Non riesce più a vivere.
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WOULD YOU?
FanfictionLa profondità del mare la si conosce solamente toccando il fondo, e Crystal è arrivata a vederne gli abissi. Il valore dell'amore lo si conosce in virtù di una carezza, e Willow la desidera disperatamente. Il calore di una famiglia è ciò che manca...
