XXII

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Maggie

Mi lascio alle spalle quello di cui stavamo parlando e la porto in cucina dove le offro un bicchiere di vino in attesa di servirle la cena. Finalmente posso guardarla bene. È vestita in modo semplice ma elegante. Tacchi, pantaloni neri classici a vita alta, camicia bianca con i primi bottoni slacciati e morbida sul corpo e una giacca con maniche a tre quarti. Ancora un volta non posso che pensare che sia bellissima.

"Non hai dimenticato nulla?" Dice interrompendo i miei pensieri. La sua voce ora più rilassata e profonda. Inizio a guardarmi intorno agitata pensando di aver sbagliato qualcosa. Ma tutto è al suo posto e non capisco cosa ci sia che non va. Vedendomi reagire così scoppia a ridere, di conseguenza non posso che guardarla male. Non perde occasione per prendersi gioco di me.

"Sei la solita sbadata!" Mi dice prendendomi per i fianchi e avvicinandomi a lei. Mi sorride e mi da un bacio dolce sulle labbra.

"Avevi dimenticato di salutarmi come si deve." Sorrido arrossendo un poco. Questi gesti così dolci da lei ancora mi lasciano basita, non ci sono abituata e non so se mi abituerò mai.

"Rubia, credo stia bruciando qualcosa." Mi stacco dal suo corpo e mi giro di scatto per aprire il forno, ma fortunatamente la cena è salva.

"È colpa tua! Mi distrai!" Le dico dandole uno schiaffetto sul braccio.

"Ora vai a sederti che la cena è pronta!" Le dico invitandola ad accomodarsi in sala. Alza le braccia in segno di resa e se ne va. Subito dopo La sento salutare Tito e scherzare con lui.

"Tito, ma dimmi, c'è da fidarsi della cucina della tua padrona?" Scuoto la testa sorridendo.

"Guarda che ti sento!" Dico ad alta voce dalla cucina mentre finisco di sistemare i piatti. Pochi minuti e sono seduta al tavolo. Dal suo sguardo stupito intuisco che non si aspettava che cucinassi davvero per lei.

"Wow Rubia. Hai preparato tutto tu?" Chiede con un sorriso che mai le avevo visto fino ad oggi.

"Si ho fatto quasi tutto io. Non te lo aspettavi eh?" Chiedo quasi un pò imbarazzata da questa sua versione così meravigliata da questo semplice gesto.

"Non è niente di che, semplice salmone alle erbe cotto al forno con verdure grigliate e qui invece abbiamo delle croquetas." Dico indicandole un piatto posto al centro del tavolo.

"Ammetto di averti sottovalutata, l'aspetto è molto invitante. Allora bisogna brindare!" Dice allungando il bicchiere verso il mio.

"A questa serata! A te!" Rispondo bevendone poi un sorso, godendomi le bollicine del prosecco rinfrescarmi la gola, portando via anche l'ultimo briciolo di tensione che mi era rimasta.
La cena procede liscia. Parliamo di come sono stati questi giorni, dei nostri impegni lavorativi, di com'è stato tornare a casa. Insomma di tutto e niente. Le risate e gli scherzi come nostro solito non mancano. L'atmosfera che si è creata è tranquilla e mi piace questo senso di serenità che c'è tra noi ora. Tutte le paranoie su come sarebbe stata questa serata dopo il nostro ritorno alla realtà svaniscono e mi sento anche un pò stupida per essermene preoccupata.

"Ti dispiace se esco a fumare?" Mi chiede dopo tante chiacchiere e qualche bicchiere di vino.

"Vai pure. Il posacenere è accanto alla sedia sul terrazzo. Io sistemo i piatti."

"Ti aiuto!" Afferma prendendo le posate per aiutarmi.

"Non ti preoccupare,faccio io! Tu rilassati che ti raggiungo subito." Dico aprendole la porta del terrazzo.
L'aria di febbraio è ancora fredda, proprio per questo sulla sedia tengo sempre una coperta per quando esco a fumare. Vado in cucina e sistemo alla meglio tutto, domani avrò più tempo, stasera non voglio togliere nemmeno un minuto a noi. Torno da lei che nel frattempo si è seduta poggiando la coperta sulle spalle ed osserva il panorama. Prendo una sigaretta e mi posiziono di fronte a lei, appoggiata alla ringhiera. Restiamo in silenzio qualche minuto, godendoci i rumori della città in lontananza ed osservando le prime stelle comparire nel cielo. La osservo poi in quei gesti che la fanno apparire così sicura di se spegnere la sua sigaretta ed avvicinarsi a me.

Non è mai un errore! (IN REVISIONE)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora