XVII

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Najwa

Anche l’ultima scena tra Zulema e Macarena è stata girata. Nonostante l’interruzione di Maggie è uscita come speravo, anzi forse anche meglio, arricchita proprio dal momento che stiamo passando.
È incredibile come Zulema a modo suo sia riuscita a dire quello che voleva, ma soprattutto quello che voleva dire a lei, alla donna che per anni è stata il suo opposto, la sua preda preferita, la persona che odiava di più per finire ad essere la sua metà, la persona da difendere, la sua Biondina. Forse ancora una volta tutto questo mi sta insegnando qualcosa, forse l’interpretare questo ruolo mi ha fatto capire che se c’è riuscita lei ad affrontare quello che stava provando è tempo che anche io affronti quello che sta succedendo dentro di me con Maggie. 

Le riprese di oggi l’hanno resa molto triste e malinconica. A cena non ha parlato molto e la sua solita voglia di scherzare era totalmente assente. Ha provato a nascondere tutto questo dietro la scusa della stanchezza, non ho voluto infierire troppo ed ho lasciato che si prendesse un momento per se dopo aver mangiato. Onestamente avevo bisogno anche io di staccare e pensare un po’ a tutto questo, di farmi una doccia e concedermi un momento tutto mio. 

Conosco Maggie molto bene, forse fin troppo e il perché della sua tristezza sicuramente lo immagino. Proprio per questo non vorrei lasciarla sola stasera e soprattutto voglio vedere come sta ora. In un altro momento forse l’avrei lasciata tranquilla, aspettando che fosse lei a venire a parlare qualora ne avesse avuto bisogno. Ma ora non è un momento qualunque, noi non siamo più una cosa qualunque.

Senza tanti ripensamenti mi dirigo verso la sua roulotte e busso alla porta annunciandomi.

Sono Najwa, posso entrare?” Dico alzando la voce per farmi sentire.

Vieni!” Mi risponde da dentro con una voce non tanto convinta. Apro la porta ed entro cercandola subito con lo sguardo. E’ seduta nel letto, probabilmente stava guardando il telefono perché la vedo bloccarlo e appoggiarlo sul comodino accanto a lei.

“Ti disturbo?” Domanda apparentemente stupida dato che sono già qui, ma lo chiedo più per cortesia sperando che non sia così di mal umore da non voler vedere nemmeno me.

Ma certo che no, non disturbi.” Dice accennando un sorriso. È inutile, quando è giù non riesce proprio a nasconderlo, almeno non a me.

Come stai?” Dico avvicinandomi al letto.

Sto bene, infondo era solo una scena.” Risponde facendo spallucce, forse più per convincere se stessa che me.

Maggie…” La richiamo inclinando la testa invitandola a dirmi la verità. So che facendole capire che non le credo mi dirà quello che pensa o almeno di solito questo funziona. Sbuffa e si lascia andare sul letto in un gesto di frustrazione, forse non volendo nemmeno lei dire quello che sta per dire.

Ok, va bene. Sono triste e non sto bene stasera. Ma non voglio stare così per una scena. Sono una professionista e queste cose non devono accadere.” Risponde incrociando le braccia come una bambina arrabbiata. Involontariamente un sorriso mi sfugge sulle labbra. Questi suoi gesti mi piacciono proprio perché lei è così, semplice e innocente su queste cose.

E non iniziare a prendermi in giro con i tuoi sorrisetti e le tue battutine stasera che non ne ho voglia.” Mi dice attaccandomi subito dopo aver visto il mio sorrisino. Alzo le mani in segno di resa 

Giuro non era un sorriso da presa in giro, non stasera.” Provo a dirle per rassicurarla. Il suo viso si tranquillizza e si lascia andare in un espressione tenera che lascia trasparire tutto la sua malinconia. Sospiro vedendola così e capisco che è il momento di dire qualcosa.

Non è mai un errore! (IN REVISIONE)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora