Mentre Victor aveva portato Stevie nella sua camera Jean era corsa a prendere tutto l'occorrente per curare le ferite del ragazzo.
Quando entrò nella camera del principe trovò la coppia reale all'interno e la rossa quasi si sorprese nel vedere lo sguardo preoccupato di Kayle. Non l'aveva mai vista in quel modo per Stevie.
-ti serve qualcos'altro?- chiese Victor notando la presenza di Jean nella camera.
-no, grazie vostra altezza- rispose la rossa poggiando tutto sul letto per poi dirigersi a passo spedito verso il comodino dove la ragazza sapeva si trovasse l'unguento per la schiena.
Quando ritornò verso il principe storse la bocca nel vederlo in posizione supina ma decise di approfittare della cosa per il momento e strappandogli la camicia nera che oramai era inutilizzabile completamente piena di sangue. Decise allora di pulire prima la ferita sul torace che sembrava la peggiore e poi, una volta finito, cercò di girare di peso il ragazzo, ma era troppo debole per farlo.
-serve una mano?- chiese Victor notando il suo sforzo.
-se potete si vostra altezza, devo curargli la schiena o finisce male- sussurrò Jean arrendendosi al fatto che doveva per forza farsi aiutare dal castano.
-ma non è stato ferito alla schiena- sussurrò invece Kayle, aveva seguito lo scontro con attenzione e ansia.
-non oggi- rispose Jean con un sorriso amaro e Kayle sembrò parecchio confusa fino a quando il suo sguardo non si trasformò in terrore puro quando vide la schiena martoriata del fratello.
-e quelle da dove vengono?- chiese quasi sconvolta la ragazza iniziando a tremare. Era quello il motivo per il quale Stevi indossava sempre camicie e giacche coprenti?
-Edward e Gale- rispose Jean iniziando il suo lavoro -gli hanno impedito fin da subito di toccare armi e quando ci ha provato quando era più piccolo lo hanno punito con le frustrate imponendogli di studiare e non combattere. Il principe Stevie non ha più toccato armi da allora ma Edward si divertiva a dire il contrario facendogli procurare tutte queste ferite. Io lo aiutavo quando potevo ma dopo quello che è successo non mi ha più chiamata. Credevo fosse finito ma mi sono resa conto che non era così oggi quando ho visto il suo sguardo dolorante. Non so di quanto siano fresche queste ferite ma di certo non hanno più di due giorni- concluse la ragazza che aveva tenuto lo sguardo fisso su quelle ferite.
-è per questo che ti chiamava sempre, non per altro-
-si, ero l'unica a saperlo anche perché non poteva parlarne con nessuno- Jean iniziò a fasciare la schiena del ragazzo sentendosi in colpa. Se solo non avesse gridato contro Stevie quella sera il ragazzo non si sarebbe sentito in colpa e non l'avrebbe tenuta all'oscuro delle altre frustate che aveva ricevuto. Anche perché non volendo Stevie l'aveva salvata da un matrimonio che in realtà lei non voleva. Aveva accettato di sposarsi solo perché tutte le altre cameriere l'avevano convinta a farlo visto che aveva un buon pretendente, ma a lei quel ragazzo che le aveva chiesto di sposarlo non le era mai piaciuto. Il suo cuore era sempre appartenuto ad un'altra persona e in quel momento era felice della cosa.
Dentro Kayle invece stavano lottando sentimenti contrastanti. Si sentiva una stronza, un'enorme stronza. Si era sempre e solo concentrata sui suoi problemi che non si era accorta di quello che stava passando il suo fratellino. Gli aveva detto le peggio cose gridandogli ogni santa volta che non era come Rowan, che non voleva usare le armi quando lui soffriva più di lei.
-Kayle- le sussurrò Victor notando il mutismo della ragazza.
-scusate ho bisogno di andarmene- disse la ragazza con le lacrime agli occhi uscendo dalla camera del fratello.
-posso lasciarlo nelle tue mani-
-non vi preoccupate vostra altezza, l'ho già curato tante volte- rispose Jean non mentendo e Victor seguì la moglie fuori dalla camera.
Rimasta sola con Stevie Jean finì di curare il principe togliendogli anche i pantaloni per curare meglio le ferite sulle gambe e andò nel bagno privato del ragazzo per pulirsi le mani ancora sporche di sangue. Era preoccupata per Stevie, anche se il ragazzo era solamente svenuto quelle ferite erano molto pericolose. La rossa si soffermò un attimo a controllare il suo riflesso nell'enorme specchio presente nel bagno e non si sorprese nel vedere la sua faccia ancora sconvolta per quello che era successo. Sospirò mettendosi una ciocca rossa dietro l'orecchio per poi ritornare nella camera dove incrociò le braccia al petto per la scena che aveva davanti.
-non vi muovente altrimenti vi uccido con le mie mani- disse la ragazza palesando la sua presenza e Stevie, che si era da poco ripreso, desistette dal provare ad alzarsi per mettersi seduto.
-che è successo?- chiese poi il ragazzo con voce roca. Si sentiva ancora un pezzo di stoffa maltrattato.
-siete svenuto per le troppe ferite, ma avete vinto. Perché non mi avete chiamata per la schiena? Era un disastro- chiese la ragazza avvicinandosi per permettere al biondo di osservarla.
-non volevo causarti altri problemi. Ti ho già rovinato la vita- sussurrò Stevie.
-ormai il danno era fatto quindi perché farsi male da solo?- chiese ancora la rossa sospirando. -vostra sorella e il re hanno scoperto le cicatrici-
-cosa?- chiese sconvolto Stevie. Come avevano fatto a scoprirle? Gale non ne sarebbe stato per niente contento.
-il re vi ha portato qui di peso, io non ci sarei riuscita da sola, e sono rimasti qui mentre ti curavo e le hanno viste-
-che hanno detto?- chiese quasi preoccupato Stevie.
-vostra sorella era sconvolta- sorrise leggermente Jean e Stevie sospirò. Come doveva comportarsi con Kayle in quel momento? -io vado, se avete bisogno di qualcosa sapete dove trovarmi-
-Jean, mi dispiace averti rovinato la vita- la bloccò il biondo.
-non l'avete fatto- rispose la ragazza prima di uscire lasciando Stevie abbastanza confuso.
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Lo scorpione del deserto
FantasiRowan, ex principe di Awan, non vede la sua famiglia da anni dopo aver accettato di essere la moneta di scambio per salvare la sua famiglia e il suo regno. Ma le cose sono destinate a cambiare visto che il suo carceriere decide di mandarlo in uno de...
