Capitolo 13

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Kira non si accorse che Baxter Stockman teneva una siringa con un liquido blu in mano finché non sentii qualcuno tenerla ferma e qualcosa di freddo e appuntito entrarle nel collo.

Urla di dolore lasciarono la sua bocca, la testa cominciò a farle male. Era come se qualcuno la stesse colpendo ripetutamente. Sentiva il suono di un tamburo che con violenza le attraversava le orecchie. Avrebbe voluto strapparsi quest'ultime per far cessare il rumore incombente ma era bloccata, si dimenava e dimenava ma le stringhe che le bloccavano caviglie e polsi la ferivano ulteriormente dato che erano legate in modo molto stretto. Era ricoperta di graffi ma a lei non importava.
L'unica cosa che voleva era andare via e rifugiarsi nelle braccia di Raph.

Raph... dove sei? - si chiedeva - Perchè non sei qui a salvarmi?

Magari lui l'avrebbe prima presa in giro, perchè sapeva che odiava chiedere aiuto - stupido orgoglio adolescenziale - poi l'avrebbe circondata con un braccio per farla sentire al sicuro, per farle capire che lui era lì, con lei, per lei, perché infondo teneva troppo a quella ragazzina che gli aveva fatto battere il cuore in più di un'occasione. Avrebbero riso insieme e poi sarebbero andati a casa insieme agli altri ed, infine, ordinato una pizza.

Ma la realtà era tutt'altro che quella.

Piangeva, in silenzio per non farsi sentire. Non voleva che ridessero di lei. Aveva paura, tanta paura.

All'improvviso il terrore iniziò a svanire.

Kira, che in quel momento era in totale confusione, stava piano piano recuperando tutte le energie.
Non si era mai sentita così viva. Sentiva di poter distruggere tutta New York con un solo sguardo. Quello che voleva era solo distruzione e disperazione. La ragazza non riusciva a capire il perchè di quel desiderio inaspettato ma che voleva tanto realizzare.

Nella ragazza però stava crescendo anche un qualcosa che di buono non aveva proprio nulla.

Shredder, infatti, aveva pianificato tutto nei minimi dettagli: il suo obiettivo principale era quello di impadronirsi dei poteri straordinari di Kira ma aveva messo in conto che non sarebbe stato così facile. Doveva dare a Stockman il tempo necessario per trovare un modo e rendere così il suo desiderio realizzabile. Inoltre sapeva che le tartarughe non gli avrebbero dato tregua, quindi doveva distruggerle una volta per tutte e perchè non farlo utilizzando a suo vantaggio la dolce ma invincibile Kira?

Dava per scontato il fatto che lei, con un solo movimento delle mani, avrebbe potuto mettere fine alla vita dei quattro fratelli e del loro sensei e al solo pensiero un sorriso beffardo faceva capolino sulle sue labbra.

«Il suo organismo sta rispondendo bene all'iniezione. Battiti ottimali, respiro regolare. Tutto sembra procedere», constatò il dottore con un sorriso soddisfatto - finalmente il maestro avrebbe riconosciuto le sue abilità scientifiche - osservando la ragazza che aveva ripreso il suo colorito naturale.

Tiger Claw stava ghignando al suo fianco. Una volta finita la faccenda avrebbe dato una bella lezione a questa ragazzina impertinente. Si strofinò i lunghi baffi che incorniciavano i denti aguzzi messi in bella vista.

«Ottimo, strabiliante..», si avvicinò Shredder. I suoi occhi si erano illuminati, si compiaceva della meraviglia che stava nascendo di fronte a lui.

Kira avrebbe fatto il lavoro sporco al posto suo, togliendo di mezzo definitivamente quelle tartarughe, alle quali attribuiva tutto il male che aveva provato fino a quel momento. La dovevano pagare e il solo pensiero delle loro facce spaventate ed impotenti davanti ad una Kira inarrestabile, diventata ormai un mostro senza freni, lo faceva calmare. Non vedeva l'ora di godersi quello spettacolo.

TMNT | You saved meDove le storie prendono vita. Scoprilo ora