Capitolo 1

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"C'era una volta......................... Ora non c'è più!" disse Sulyeon chiudendo con rabbia il libro che aveva in mano prima di mettersi a dormire, vista la dura giornata di lavoro che l'aspettava l'indomani. 

Sulyeon aveva ormai 19 anni, era alta 170 cm, aveva i capelli castano chiaro e gli occhi azzurri. Il particolare taglio degli occhi e la sua carnagione leggermente ambrata, le donavano una bellezza particolare.

Suo padre era un ricco uomo d'affari coreano, discendente di una tra le più antiche e nobili famiglie del paese, mentre sua madre era figlia di un facoltoso imprenditore italiano. Il matrimonio tra i suoi genitori era stato combinato quando loro erano ancora molto piccoli, ma nonostante questo si erano molto amati e dalla loro unione era nata lei.
Ma quando Sulyeon aveva 3 anni, suo padre morì durante una rapina in banca. Due anni dopo la morte del marito sua madre, per non lasciarla sola, decise di risposarsi con un facoltoso imprenditore di Seoul, anch'egli vedovo, che aveva due figli.
La vita sembrava essere tornata a scorrere felice per la piccola Sulyeon, che si era ritrovata ad avere un nuovo padre e due fratelli. Tutto sembrava andare per il meglio.
Ma un giorno, quando Sulyeon aveva 9 anni, sua madre uscì di casa per recarsi ad un'importante riunione che si sarebbe tenuta nell'azienda di famiglia e non fece più ritorno. Era rimasta coinvolta in un violento tamponamento a catena ed era morta sul colpo.
Da quel giorno la sua vita divenne un incubo. Kim Seokjin, il suo patrigno, si rivelò essere crudele e freddo nei suoi confronti e lo stesso i suoi due figli. Una volta che lei ebbe finito il liceo, licenziò tutti gli altri domestici e cominciò a trattarla come una serva, anche se era stato costretto a farla andare a scuola per non incorrere in pesanti sanzioni e multe. I suoi due figli, Namjoon e Taehyung, più grandi di lei di uno e due anni, erano viziati e lui aveva speso gran parte del patrimonio di Sulyeon per soddisfare i loro capricci. La ragazza passava la maggior parte del suo tempo a spolverare, cucinare e a pulire i camini della villa dalla cenere, per questo i tre avevano cominciato a chiamarla Cenerentola.

La sveglia suonò e Cenerentola guardò l'ora, erano le 4.30 del mattino.
"Sarà meglio che mi sbrighi o mi punirà di nuovo, pure la sveglia sembra darmi ordini." disse alzandosi di corsa.
Andò in bagno, si lavò, si vestì e scese di corsa dalla torretta, dove dormiva ormai da anni, per preparare la colazione.
Mise il bollitore per il thè e la caffettiera* sul fuoco e nel frattempo preparò tre vassoi mettendoci sopra tutto l'occorrente per la colazione. Si avvicinò al grande camino della cucina e cominciò a raccogliere la cenere formatasi la sera prima per poi buttarla in un sacco. Mise altra legna nel camino e accese il fuoco, poi vi spostò sopra il calderone con dentro il kimchi. Guardò nuovamente l'ora, le 5.30, presto il suo patrigno e i suoi fratellastri avrebbero cominciato a suonare i campanelli per avere la colazione. Uscì dalla porta della cucina e cominciò a dare da mangiare agli animali, pulì le stalle e prese le uova dal pollaio. Raccolse qualche frutto dagli alberi nel frutteto e qualche verdurs nell'orto e tornò in casa per finire di preparare i pasti.
Mentre stava terminando di mettere il cibo nelle scodelle e i bricchetti con il thè ed il caffè sui vassoi, i campanelli cominciarono a suonare.
"Cenerentola! Cenerentola! Cenerentola!... CENERENTOLAAAAAAA!" sentì urlare dal piano di sopra.
"Eccomi, arrivo!" esclamò mentre saliva le scale, anche se non potevano sentirla.

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"Buongiorno Namjoon, dormito bene?" chiese educatamente al fratellastro più grande mentre gli posava il vassoio sul tavolino vicino al letto.
"Dormito bene? Mi prendi in giro? Questo materasso è scomodissimo! Non ho chiuso occhio tutta la notte! La mia pelle è troppo delicata ed io ho bisogno del mio sonno di bellezza di 9 ore per essere al meglio!" si lamentò lui.
"Oh, mi dispiace tanto." rispose Sulyeon dirigendosi verso la porta.
"Cenerentola lì ci sono i miei vestiti, li voglio lavati e stirati in fretta, non voglio che i miei amici mi scambino per uno zotico!" disse Namjoon.
"Naturalmente Namjoon, li laverò per primi." rispose lei prendendo i vestiti e uscendo. Poi entrò in camera di Taehyung.
"Buongiorno Taehyung, eccoti la colazione." disse posandogli il vassoio davanti.
"Era ora! Lava tutti quei vestiti sporchi e vedi di muoverti che ho molti impegni oggi e vedi di rammendare la mia camicia di Gucci preferita. Non posso fare brutta figura con le ragazze!" le disse Taehyung con freddezza.
"Naturalmente Taehyung, non preoccuparti, i tuoi vestiti saranno pronti il più in fretta possibile." rispose lei prendendo gli abiti sporchi ed uscendo.
Arrivò infine davanti alla porta di Seokjin, bussò ed entrò.
"Buongiorno padre, avete dormito bene questa notte?" gli chiese educatamente.
"Cenerentola hai svegliato Namjoon e Taehyung? Hai portato loro la colazione? Hai dato da mangiare a Yeontan?" chiese Seokjin ignorando la sua domanda.
"Certo padre." rispose lei rassegnata.
"Bene, ora vai a fare il bucato e le faccende!" disse Seokjin.
"Sì padre." rispose Cenerentola prendendo anche i suoi vestiti sporchi prima di uscire.
Mentre si avviava verso le scale sentì un urlo provenire dalla stanza di Taehyung, si precipitò verso la stanza del ragazzo mentre lui usciva.
"Sei stata tu vero? Lo hai fatto apposta!" l'additò il giovane prima di correre verso la stanza del padre.
"Padre! Padre!" urlò Taehyung entrando.
"Che gli hai fatto?" le chiese Namjoon furioso.
"Niente!" rispose lei, ma lui la ignorò entrando nella stanza del padre.
Cenerentola rimase lì immobile non capendo cosa fosse successo. Poco dopo i due giovani uscirono.
"CENERENTOLA!" urlò Seokjin dalla stanza.
"Ora lo senti." disse Taehyung.
"Sì padre?" disse Cenerentola dalla soglia.
"Entra e chiudi la porta." disse l'uomo e la ragazza obbedì, lasciando fuori i due fratellastri curiosi.
"Padre io..." cominciò la giovane.
"Silenzio! E così hai tempo da perdere!" le intimò l'uomo prima di avvicinarsi la tazzina di caffè alle labbra.
"Ma io..." cominciò lei.
"Ti ho detto di tacere! Tempo per fare stupidi scherzi, come mettere il peperoncino nel kimchi di Taehyung, ben sapendo che non gli piace mangiare piccante. Ma troverò io il modo di impiegare il tuo tempo. Il tappeto nell'androne, sbattilo! Pulisci le stalle, striglia e sella i cavalli di Namjoon e Taehyung per la loro lezione di equitazione, spazza il giardino, togli le erbacce dall'orto, innaffia i fiori, pulisci tutte le finestre, lucida tutte le maniglie delle porte, pulisci a fondo i bagni, spazza e lava tutti i pavimenti, lava tutte le tende della casa!" disse Seokjin.
"Ma le ho appena lavate!" disse Cenerentola.
"Rilavale! Naturalmente dovrai fare anche il bucato, stirare, rammendare, e cucinare. Ah sì, dovrai fare anche il bagno a Yeontan e ora vai!" disse l'uomo con fermezza, prima di sorseggiare il suo caffè.
"Sì padre." rispose Cenerentola prima di uscire.




Spazio autrice:

* Per chi non lo sapesse, per caffettiera intendo la famosa Moka.

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