Capitolo 6

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La limousine corse veloce nella notte lungo le strade di Seoul, fecero appena in tempo ad arrivare davanti la villa dove viveva Sulyeon, che la limousine si ritraformò in un cocomero e lo splendido vestito scomparve lasciando la ragazza con gli stracci che aveva prima.
Il rombo di un motore in avvicinamento fece nascondere Sulyeon dietro un cespuglio vicino al cancello, poco dopo la ragazza vide passare a gran velocità una Ferrari nera.
Rimase lì ancora qualche minuto, poi uscì dal nascondiglio improvvisato e corse verso la casa, quasi dimenticandosi dei due topini.

Jimin e Jungkook si guardavano increduli, l'incantesimo era svanito ma loro erano rimasti ragazzi.
"Cenerella!" gridarono in coro e Sulyeon si voltò a guardarli rimanendo sbigottita.
"Perché non siamo ritornati topi?" chiese Jimin perplesso.
"Non lo so!" rispose Sulyeon, perplessa quanto lui.
"E ora che facciamo? Non possiamo tornare nella nostra tana!" fece notare Jungkook.
"Dove dormiremo?" domandò Jimin tristemente.
"Venite con me, dormirete nella torretta!" rispose Sulyeon.
"Non possiamo dormire con te!" esclamò Jungkook.
"Tranquillo, ho già la soluzione, seguitemi ora, prima che tornino." rispose Sulyeon entrando di corsa in casa. I due ragazzi si lanciarono un'occhiata perplessa e poi la seguirono.

Una volta giunti in cima alla torretta, Sulyeon aprì la porta di fronte alla sua e fece entrare i due ragazzi.
"Ma questa è la stanzetta che usi per cucire!" disse Jimin.
"Tranquillo, posso spostare tutto al piano di sotto o nel capanno in fondo all'orto. Il bagno è al piano di sopra. È un po' scomodo, ma meglio di niente." disse la ragazza.
"Ma che dirai al tuo patrigno?" chiese Jungkook.
"Mi inventerò qualcosa, ora su aiutatemi a sistemare quelle brandine e mettiamoci a dormire." disse Sulyeon. Pochi minuti dopo i tre giovani si diedero la buonanotte.

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Namjoon e Taehyung erano seduti nel taxi con il padre, continuavano a parlare della festa e di quella misteriosa ragazza che era fuggita via, subito inseguita dal giovane erede dei Jung.
Seokjin rifletteva in silenzio, più ci pensava, più quella ragazza aveva un non so che di familiare.

Il taxi si fermò davanti alla villa e i tre scesero. La villa era immersa nel buio, segno che Sulyeon fosse andata a dormire già da tempo. I tre entrarono in casa e, dopo che Seokjin ebbe chiuso la porta, si diressero ognuno nelle proprie camere.

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Hoseok guidò ancora un po' prima di fermarsi e scendere dall'auto.
"Dubito che sia arrivata così lontano, qui non si vedono case per chilometri." pensò guardandosi intorno.

Risalì in auto e tornò verso casa, la radio in sottofondo a fargli compagnia. Poco dopo si ritrovò al limitare della città.
"Mi chiedo dove sia finita, una limousine non può svanire nel nulla così!" pensò mentre continuava a guidare. Ad un certo punto i fari della sua Ferrari illuminarono un oggetto quasi sul ciglio della strada. Hoseok incuriosito si fermò e scese a vedere cosa fosse.

"Un cocomero? Che ci fa un cocomero sul coglio della strada?" si chiese chinandosi per raccoglierlo. Quando si rialzò i suoi occhi videro la lastra di pietra con inciso il nome della famiglia che viveva nella villa che si vedeva dietro l'elegante cancello in ferro battuto.
"Villa Kim, è l'ultima casa della strada. Che quella ragazza viva qui? Dovrò investigare." pensò mentre risaliva in macchina e posava il cocomero sul sedile del passeggero.

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La mattina dopo Sulyeon si svegliò di buon'ora come suo solito e corse a preparare la colazione, prima di dedicarsi alle pulizie esterne alla casa. Jungkook e Jimin, abituati a svegliarsi presto come lei, si offrirono di darle una mano e lei accettò, anche se un po' titubante. Come avrebbe reagito il suo patrigno nel vedere quei due ragazzi?

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"Buongiorno papà!" disse Hoseok entrando nella sala da pranzo.
"Buongiorno a te figliolo, dormito bene?" chiese il signor Jung.
"Avrei potuto dormire meglio." rispose Hoseok poggiando il cocomero sul tavolo e facendo cenno ad uno dei camerieri di prenderlo e tagliarlo.
"E quel cocomero da dove salta fuori?" chiese il signor Jung.
"L'ho trovato per strada, vicino al cancello di quella villa che si trova al limitare della città ad est." rispose il ragazzo.
"Davvero? L'hai trovato davanti villa Kim?" chiese l'uomo.
"Li conosci?" chiese Hoseok incuriosito.
"Sì, Kim Seokjin è un importante uomo d'affari abbastanza noto nel nostro ambiente. È stato sposato due volte. Dalla prima moglie, morta quasi vent'anni fa, ha avuto due figli maschi, Namjoon e Taehyung. Entrambi molto attraenti e abili negli affari, come il padre, nel tempo libero di divertono a fare da modelli per i grandi marchi della moda. Due anni dopo la morte della prima moglie ha conosciuto una nota imprenditrice, anch'essa vedova e con una figlia, con cui si è sposato pochi mesi dopo. Ma dieci anni fa è morta in un grave incidente stradale e da allora non ha più voluto donne al suo fianco, anche se so che ogni tanto ha delle brevi relazioni." rispose l'uomo.
"Conosci anche i figli?" chiese Hoseok sempre più curioso.
"No, non di persona almeno. Anche se qualche volta mi è capitato di vederli al ristorante o a qualche evento mondano importante. La ragazza invece, da quando ha finito il liceo, non la si vede quasi mai in giro, se non in rarissime occasioni. Si dice che Seokjin sia molto geloso della figlia e tema che qualche malintenzionato possa portargliela via e farla soffrire!" disse il signor Jung.
"Capisco." rispose Hoseok pensieroso.
"Cambiando discorso, hai conosciuto qualche ragazza carina ieri alla festa?" chiese il padre curioso.
"Sì una, ma è scappata via e non sono riuscito a farmi dire il suo nome." rispose Hoseok.
"Ragazzo mio, il mondo è pieno di ragazze che fanno la fila per sposarti. Scordala e scegline una tra le altre!" disse suo padre.
"No! Troverò e sposerò solo quella ragazza! Alle altre interessano solo i miei soldi!" esclamò Hoseok battendo il pugno sul tavolo e alzandosi per poi uscire dalla stanza senza salutare i suoi genitori.
"Quel ragazzo è più testardo di un mulo!" esclamò il signor Jung.
"Mio caro non vedo di cosa ti meravigli. Dopotutto è tuo figlio!" disse sua moglie, che aveva ascoltato tutto il discorso in silenzio.
"Trovare quella ragazza è come trovare un ago in un pagliaio!" disse il signor Jung.
"Lascia che la cerchi." disse sua moglie posandogli una mano sul braccio.
"E se non la trova?" chiese l'uomo.
"Nostro figlio è testardo, qualcosa mi dice che la troverà." rispose sua moglie con un sorriso.
"E va bene, gli dò tre mesi di tempo. Se non la trova, sposerà una ragazza scelta da me!" disse l'uomo, ma lo sguardo di rimprovero che ricevette dalla moglie lo fece capitolare del tutto.

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