Se ti va ascolta queste mentre leggi:
• Supermarket Flowers -Ed Sheeran
•Strangers -SigridBuona lettura.🌻
✨✨✨
18 Febbraio
7:40Erano passati tre giorni, tre lunghissimi giorni e ancora non era tornata lì.
L'uragano Kate, detta mamma, mi svegliò o per meglio dire mi tirò letteralmente giù dal letto con la scusa:
"Oggi vieni con me al mercato, non sei mai stata così tanto tempo in casa."Perché sì, da quella sera mi ero rinchiusa in camera a ripensare agli eventi che erano successi nei giorni precedenti.
Cercavo una spiegazione a tutte le sensazioni che provavo, ma non ne trovavo il senso o semplicemente ignoravo il fatto che un proprietario c'era, ed era tornato a prendersi ciò che un po' consideravo mio.Proprio non riuscivo ad accettare che fosse tornato qualcuno, in più la rosa che mi aveva donato, posta sul davanzale, mi sbatteva in faccia quanto assurdi e strani fossero stati gli eventi.
*Sei bella quando sorridi* aveva detto, mai nessun commento aveva riempito per tanto tempo la mia mente.
Ricapitolando, cosa sapevo di lui? Il suo nome inizia per A, fisico da atleta o da qualcuno che passa molte ore in palestra, voce calda e graffiante e per concludere proprietario del mio posto "segreto".
Non ricordavo altro.
*Oppure eviti di pensarci troppo*Escludendo l'ultima, esteticamente poteva essere il sogno di molte ragazze.
Mia madre più volte mi aveva ripetuto di lasciar perdere quel posto.
Molte volte mi aveva detto che lì non ci andava più nessuno, questo mi spingeva a tornarci, unico posto dove avevo la sicurezza che nessuno mi avrebbe disturbata.
Mi raccontò che era da più di vent'anni che nessuno si faceva più vedere lì, l'ultima volta che vide qualcuno li, era a pochi mesi dalla mia nascita e vide qualcuno uscire dal cancello e salire su una macchina.
Poi nessuno più si fece vedere.Già da due giorni, per le vie della città c'era un brusio di pettegolezzi, di ogni genere.
Feci appello al pettegolezzo che più mi sembrava veritiero, ovvero che il signor Tilly, proprietario dell'unico B&B della città, aveva visto un ragazzo forestiero a bordo di un'auto lucida blu notte e che a tarda sera, bussò proprio alla sua porta per affittare una stanza per qualche settimana.<<Celestia, forza su, stai al mio passo, una volta arrivate al mercato potrai andare dove vorrai, ma prima dammi una mano, dobbiamo caricare il furgoncino.>>
Lasciai perdere tutti quei pensieri.Caricammo tutto e partimmo per il centro della città, sulle carte poteva essere definita città, ma ormai la città si stava spopolando, tutti andavano via e chi rimaneva si accontentava di una vita tranquilla, di routine.
I miei genitori si erano trasferiti qualche mese prima della mia nascita, mi avevano sempre ripetuto che vivere qui mi avrebbe fatto bene, "le città di ora sono troppo affollate e reprimono troppo la creatività delle persone, proprio perché i ritmi sono troppo accelerati." mi ripetevano.
Forse però quest'idea non era del tutto condivisa da entrambi, la loro relazione finì quando avevo più o meno tre anni.
Tornarono insieme per un breve periodo, avevo sette anni, ma a pochi mesi dal mio ottavo compleanno presero la decisione di lasciarsi definitivamente.
Idee e obiettivi di vita diversi, non ho grandi ricordi di mio padre, ma quei pochi che ho, li conservo gelosamente, inizialmente soffrivo per la loro separazione, crescendo però ho accettato la situazione.
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La Rosa dei Cieli
RomanceUna rosa li lega. Una rosa li separa. Una rosa li unisce. Ciao a tutti:) Sono "nuova" qui, è la prima storia che scrivo, ma sono rintanata qui a leggere da cinque anni. Ci tenevo a dire un po' di cose. La prima: questa storia è frutto di un mio s...