Minho ha da poco compiuto diciannove anni, porta sulle spalle il peso di essere il figlio primogenito del Capo Branco del Clan della Foresta, peso ancor più aggravato da quando a tredici anni il suo lupo si è rivelato essere un Omega. Da quel giorno...
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Nelle terre del Clan della Foresta la temperatura permette ancora di farsi il bagno nel lago nonostante si stiano avvicinando le piogge, ma Minho non può permettersi di lanciarsi nell'acqua cristallina del magnifico lago davanti ai suoi occhi. I splendidi riflessi del sole nell'acqua baciano dolcemente i suoi bellissimi occhi viola.
Li chiude lentamente ed assapora per l'ultima volta i meravigliosi suoni dalla sua terra, gli uccelli intonano una dolce melodia, il rumore dei pesciolini che saltano nel lago accompagna l'armonia sinfonica ed i centinaia di grilli che si fanno sentire, rendono l'ambiente davvero romantico.
Minho sospira profondamente e sente il groppo in gola farsi sempre più pesante. Non vuole andare via, non vuole lasciare la sua terra natale, non vuole allontanarsi da tutto questo spettacolo. Vorrebbe poter scappare a sud, forse così lontano da arrivare nel paese natale di sua mamma, li da dove provengono i suoi meravigliosi occhi viola.
Ma non può farlo, non può scappare dalle sue responsabilità e nelle sue condizioni non sopravvivrebbe all'infuori del regno di suo padre nemmeno due giorni. Essere un Omega lo rende fragile agli occhi degli altri, una preda facile per tutti gli Alpha che non desiderano altro che marchiarlo e renderlo un sottomesso.
Suo padre, per quanto Minho lo trovi un uomo duro e senza cuore, lo ha protetto dal primo giorno dalla sua rivelazione, ma nonostante tutto l'Omega riesce a leggere ogni giorno il dolore nei suoi occhi, il dispiacere di avere un figlio primogenito così debole, il Re del Clan della Foresta ha dichiarato fin da subito che chiunque osasse posare anche solo lo sguardo su di lui sarebbe finito decapitato e con la testa appesa davanti alle mura del loro palazzo.
Il tutto ha reso la vita di Minho leggermente più accettabile, non sono mai mancate le avances e gli sguardi disgustosi degli Alpha sul suo corpo, ma nessuno ha mai osato toccarlo.
E sicuramente avere una guardia del corpo come Changbin, il suo migliore amico dalla nascita, ha reso il tutto più semplice. Un solo sguardo dell'Alpha esageratamente muscoloso fa scappare qualunque pretendente e Minho gli sarà grato fino alla fine dei suoi giorni.
<<Lo sai che possiamo ancora scappare?>>
La voce dura dell'Alpha fa sussultare Minho che si mette una mano sul cuore e apre gli occhi, si gira lentamente verso il ragazzo che si siede maldestro al suo fianco, un sorriso caldo in volto e gli occhi pieni di tenerezza.
L'unico che sia mai riuscito a capire lo stato d'animo dell'Omega, l'unico che non ha mai provato ad avvicinarsi per abbordarlo. L'unico che non sembra impazzire per il suo odore dolce che a quanto pare fa perdere la testa ad ogni altro Alpha.
<<Tra poche ore saranno qui, non c'è più modo di scappare Bin, mi sono arreso>> la sua voce è debole, un sussurro, come se non volesse rovinare quella dolce melodia che sente ancora intorno a lui.
<<Possiamo andare a sud, siamo veloci, non conosco nessuno che corre più veloce di te Min per non parlare della tua abilità con l'arco, possiamo farcela io e te>> l'Omega sorride, nostalgico, amareggiato.