Minho ha da poco compiuto diciannove anni, porta sulle spalle il peso di essere il figlio primogenito del Capo Branco del Clan della Foresta, peso ancor più aggravato da quando a tredici anni il suo lupo si è rivelato essere un Omega. Da quel giorno...
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Quando i cavalli si fermano a pochi metri dalle scalinate del castello i quattro ragazzi scendono e Jisung si sistema i guanti ai polsi incamminandosi, senza rendersene conto i ricordi di quella mattina riaffiorano e sente il suo corpo tremare alla sensazione della sua pelle che tocca quella di Minho. Cerca di scacciare quei pensieri quando finisce addosso a qualcuno e alza lo sguardo.
<<Mi scusi>> l'uomo davanti a lui sembra sorpreso ma poco dopo sembra riconoscerlo e il sua viso si contorce come disgustato <<Guarda dove cammini, Fenrir!>> una volta pronunciata quella parola che Jisung ha deciso di accettare a malincuore, l'uomo, che riconosce come uno dei guerrieri di Chan, sputa a terra e prima di sorpassarlo gli da una spallata.
Jisung chiude gli occhi e sospira, non ci fa più molto caso, ma in quel momento quella parola gli stringe lo stomaco e stringe i pugni con forza.
<<Chi era quello?>>
La voce di Minho lo fa sussultare e si gira per poterlo guardare in viso, l'Omega è molto vicino a lui e Jisung fatica a controllarsi. Il suo lupo si dimena e lui stringe i pugni conficcandosi le unghie nei palmi per rimanere calmo <<Un bastardo, non ci fare caso>> è Hyunjin ha pronunciare quelle parole e Jisung gliene è grato, non sarebbe riuscito a parlare in modo tranquillo se avesse dovuto rispondere lui.
<<Andiamo>> continua il suo amico e lui annuisce tornando sui suoi passi lasciando che Minho gli cammini davanti. Il corpo del ragazzo è nascosto sotto agli abiti pesanti, ma Jisung ha avuto la fortuna di vederlo indossare anche degli indumenti meno elaborati e quelli che portava nella Foresta se li ricorda perfettamente.
Le gambe nascoste in quei pantaloni bianchi e la maglietta a maniche corte che metteva in evidenza la sua pelle abbronzata e le sue braccia muscolose e al punto giusto. Lo scollo importante gli ha persone sai di delineare perfettamente i suoi pettorali e Jisung non se lo scorderà mai. Perché Minho con addosso la sua pelliccia è bellissimo, ma Minho con addosso quei vestiti morbidi e chiare è davvero perfetto.
Ed ha rapito il suo sguardo dal primo momento, quando è entrato in quel piazzale di gente i suoi occhi si sono posati immediatamente sull'Omega, il suo odore gli ha invaso i polmoni all'istante.
Jisung si è sentito completo dalla prima volta che i loro occhi si sono incontrati e sempre da quel momento ha iniziato a respingere con tutto se stesso quella sensazione, invano.
Da quando conosce l'omega lui necessità della sua presenza, deve incontrare i suoi bellissimi occhi color Ametista almeno una volta al girono. La pelle color miele di Minho lo attira in continuazione e quel dolce profumo di vaniglia e mandorle lo mandano in tilt. Non fa che pensare come sarebbe l'odore dell'Omega misto a quello di fava tonka e quando quest'ultimo ha deciso di indossare la sua pelliccia ne ha avuto un piccolo assaggio e per poco non ha perso la testa.
Sente la necessità di mordere il collo di Minho e farlo suo per sempre. Sa per certo che quello che è successo fra di loro è l'imprinting ma non può permettere che questo accada. Sa anche che non si può cambiare una cosa del genere, ma non sempre chi ha l'imprinting si marchia a vicenda e Jisung deve accettare che quello non sarà mai il loro caso.