Passato

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Passarono 2 settimane da quando Isabel gli aveva curato le ferite a Jason.

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Stava andando tutto bene.

Isabel e Jason non si odiavano più come prima, anche se qualche volta Jason abusava di Isabel quando ritornava a casa sbronzo.

Stavano guardando the vampire diares, quando il telefono di Isabel cominciò a squillare.

Eee sì, Jason le aveva ridato il telefono ma a una condizione: che non doveva scrivere o pubblicare niente.

Vabbè... Il telefono di Isabel cominciò a squillare.

Isabel interruppe l'episodio e rispose alla telefonata.

"Pronto?"

"Ma ciao Isabel, da quanto tempo, come stai?

Rispose la voce dall'altra parte.

Quando sentì la voce al telefono Isabel si irrigidì.

Jason che stava guardando tutto, vide che cambiò espressione.

Si avvicinò a lei e gli mise una mano sulla spalla per tranquillizzarla.

A quel tocco Isabel si calmò un pochino, ma era sempre rigida.

"C-che cosa vuoi da me?!" Rispose Isabel.

"Adesso non si saluta più mon Amour?"

"Non chiamarmi così verme schifoso"

"Dimmi che cosa vuoi!"

"Ahhh... Mamma mia, non cambierai mai Isabel vero?"

"No... E adesso dimmi che vuoi Mattia".

"Sai... quando mi hai lasciato ti avevo detto una cosa."

"Me la potresti ricordare per favore?"

Isabel nella sua mente vedeva il ghigno che faceva sempre.

Isabel non rispose.

"DILLO!!" Urlò Mattia che pure Jason sentì.

"M-mi avevi d-detto che mi avresti trovata e mi avresti obbligata a s-st-stare con te per sempre perché io s-sono solo t-tua".

"Bene, vedo che ti ricordi"

"Stai pronta perché ti sto venendo a prendere"

"A presto mon amour"

Detto questo Mattia chiuse la chiamata.

Isabel cominciò a piangere e a singhiozzare.

Jason la girò verso di sé, la prese in braccio e la fece sedere sul divano.

L'abbraccio...

Quando Isabel si calmò Jason cominciò a parlare.

"Chi era?"

"U-un mio ex psicopatico".

"Ne vuoi parlare?"

"Se per te va bene si"

Jason annuì e Isabel cominciò a spiegare.

"Quando andavo in 3°superiore, Mattia era il nuovo della scuola.

Si era trasferito in italia perché I suoi genitori avevano divorziato ed era andato a vivere con la madre.

Quando arrivò nella mia classe le oche si strusciavano tutte su di lui e lo continuavano a toccare."

Isabel si fermò un attimo per riprendere fiato.

"Io che non facevo niente di quelle cose, Mattia veniva vicino a me a parlare perché sapeva che tanto non facevo come quelle oche.

Dopo due mesi Mattia mi chiese se volevo diventare la sua ragazza.

Io avevo pensato che era troppo presto per stare con una persona, ma volevo provare a stare con un ragazzo quindi accettai"

"Le prime 2 settimane andarono tutto bene, ma dalla 3 settimana, Mattia si comportava in modo strano.

Mi continuava a chiedere dove fossi stata, mi chiamava sempre anche di notte per chiedermi se ero a casa ed ogni 2 minuti mi chiedeva dov'ero.

Dopo un po' mi stancai del suo comportamento e gli chiesi perché era così tanto ossessivo.

Lui mi rispose che voleva sempre sapere dov'ero e cosa facevo"

"Quando mi disse quelle cose non ci vidi più e lo lasciai.

Quando gli dissi che lo volevo lasciare mi disse che tanto mi avrebbe trovata e sarei stata ancora sua per sempre.

Io lo mandai a fanculo e dopo un po' mi misi con Carlos.

Mi sentivo sempre osservata, sia a scuola che a casa.

Un giorno mi arrivò una mail con delle foto.

Ero io con Carlos che ci baciavamo e facevamo sesso in casa.

Sotto le foto che quello mi aveva mandato lessi:"Sarai mia"

Chiamai la polizia e dissi tutto quello che era successo e che potrebbe essere stato Mattia.

Indagarono e dopo mesi si scoprì che era proprio lui.

Lo portarono in carcere e non ebbi più notizie di lui fino ad oggi".

Ricominciò a piangere.

Jason l'abbracciò e la portò in camera.

Si stesero sul letto.

Jason le accarezzava i capelli e se la portò più vicina a lui.

Isabel a quelle carezze si rilassò e si addormentò.

sindrome di StoccolmaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora