Pov Allison
Dopo che Nate mi ha umiliato così, sono riuscita a calmarmi a stento, senza ammazzare nessuno, e a raggiungere la sala da pranzo senza perdermi nel frattempo. È riuscito a colpire un tasto dolente per me e mi maledico per quanta importanza io dia alla sua opinione.
Mi siedo a un posto a caso, fregandomene di quale sia, e ignorando il dolore persistente alle costole ogni volta che respiro. Credo che se non prendo gli antidolorifici a breve, non riuscirò più a sopportare il dolore senza fare smorfie ed io non posso destare sospetti. Ci manca solo che scoprano uno dei miei più grandi segreti quando non mi fido ancora di loro.
La porta si apre, sbattendo contro il muro, ed io alzo lo sguardo verso la persona appena entrata. La figura che entra nella stanza mi fa alzare di nuovo il livello di rabbia, ma decido di non fare scenate e di stare calma. Nate entra nella stanza seguito da tutto il resto della mandria, e tutti prendono posto. Dalla tensione dei loro corpi so che sono arrabbiati e, da dove rivolgono lo sguardo, capisco anche con chi. Nate, mister testa di cazzo, se ne sta con lo sguardo basso sul cellulare, nel tentativo di resistere a tutti gli sguardi puntati addosso. Sembra sia in soggezione per tutti quegli sguardi e lo capisco dal modo in cui la sua gamba rimbalza nervosamente e la sua mano tremi nonostante stia stringendo il cellulare così forte da fare sbiancare le nocche. Sì, li ho chiamati mandria perché assomigliano proprio a una mandria. Sono nove persone alte come giganti e muscolose , che sembrano una mandria di cavalli. Cercano di fare conversazione tra loro e cercano di coinvolgere anche me, ma io non ho per niente voglia di parlare con loro perché sono ancora arrabbiata per il fatto che non mi abbiano difesa; perciò mi limito a fare cenni del capo o mugolii.
Lui è la loro famiglia da anni; cosa ti aspettavi? Che si rivoltassero contro di lui e stessero subito dalla tua parte?
Ignoro la mia coscienza anche se ha ragione e sento lo stomaco stringersi dall'emozione che provo. Gelosia.
Noto che la cameriera mi sta mettendo davanti un piatto e le annuisco in segno di ringraziamento mentre inizio a mangiare il piatto appena servito dai camerieri. È una pasta al pomodoro semplice e credo l'abbiano scelta per andare sul sicuro, visto che non conoscono i miei gusti. Non mi fiondo sul cibo nonostante abbia fame, perché non so se me l'hanno data per mangiare o è solo un test per potermi picchiare appena prenderò il primo boccone. Non so se sono come Cora e il mio patrigno. Mi guardo intorno cauta e vedo tutti mangiare senza prestarmi attenzione, così con una punta di coraggio lo assaggio. Noto che non succede niente e allora mi faccio coraggio e prendo un'altra forchettata, ma dopo altre tre forchettate sono già piena, e questo non passa inosservato a nessuno, tanto che Riegel mi domanda: «Perché non mangi, principessa?» È sinceramente confuso e dal tono di voce capisco che non mi sta giudicando, ma è anche preoccupato. Io abbasso gli occhi sul piatto con una punta di vergogna e mormoro: «Non ho fame...». Nate non perde occasione di fare battutine. Nonostante questo possa essere un argomento delicato per una persona che non mangia, per me non lo è. Io non mangio perché non sono abituata a grandi porzioni di cibo. «Cosa , sei una cazzo di persona che pensa solo a diventare magra e quindi non mangi ? Mangia e non fare tutte queste scenate, puttana ingrata! Hai dovuto lasciare la tua bella vita e hai vissuto in una famiglia felice. Papà ti ha presa perché gli facevi pena, non perché ti volesse qui!» Noto che sta tremando di rabbia e capisco che ha pronunciato quelle parole solo per ferirmi, solo che quelle parole scatenano in me una rabbia disumana, tanto che urlo lasciando tutti sorpresi: «FAMIGLIA FELICE? FAMIGLIA FELICE?! SCUSA SE PER QUELLI CHE DOVREBBERO ESSERE CHIAMATI GENITORI NON MI RITENEVA ABBASTANZA DEGNA DI MANGIARE O DI USARE L'ACQUA CALDA. SCUSA SE LA "MIA FAMIGLIA FELICE" MI PICCHIAVA E MI FRUSTAVA. SCUSA SE QUELLO CHE AVREBBE DOVUTO ESSERE MIO PADRE MI HA STRAPPATO L'INNOCENZA ALL'ETÀ DI OTTO ANNI! SCUSA SE IL MIO FOTTUTO CORPO È PIENO DI CICATRICI E TAGLI, SCUSA SE SONO INTERAMENTE COPERTA DA LIVIDI! TU HAI VISSUTO CON DEI FRATELLI E UN PADRE CHE DAREBBERO LA VITA PER TE. IO? SI SAREBBERO DIVERTITI AD AMMAZZARMI, ALTRO CHE PROTEGGERMI!» Dopo la sfuriata, le lacrime mi rigano le guance e gli occhi sono leggermente appannati. Mentre stavo urlando , mi sono alzata dalla sedia senza nemmeno accorgermene. Sento la gola secca e una voglia matta di tossire. Sento lo stomaco che si contorce come a indicare il bisogno di vomitare. Mi appoggio al tavolo, stordita dall'improvviso giramento di testa, e inizio a tossire forte. Continuo a tossire e, quando sento un sapore ferroso in bocca, mi guardo le mani solo per capire. Questa non è una tosse normale. No, io sto tossendo sangue! Sento il panico irradiarsi da me e cerco disperatamente di mantenere la calma. Il movimento brusco potrebbe aver peggiorato il danno alle costole. Continuo a tossire, sento lo stomaco sottosopra, le forze abbandonarmi e poi crollo a terra. «Principessa? Ehi, cosa sta succedendo? Principessa, rispondi, ti prego! Allison, ALLISOON!!! Non-» Sento la voce sfumare fino a non comprendere più quello che mi sta dicendo. Sento poi delle voci che mi chiamano spaventate, sento urla disperate, come se urlando io potessi sentirli, e comincio a vedere i loro volti sfuocati. Mi fischiano le orecchie e inizio a vedere delle macchie nere danzare davanti agli occhi. Cerco in tutti i modi di rimanere cosciente e lotto con tutte le mie forze, ma faccio sempre più fatica a tenere gli occhi aperti. Stringo leggermente la mano di qualcuno nella mia mentre sento un rivolo di sangue colarmi dalla bocca e il respiro bloccarsi sempre più in gola. Sento il buio inghiottirmi e trascinarmi giù verso uno stato di incoscienza e mi abbandono all'oscurità chiudendo gli occhi.
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ritrovata
ChickLitAce Romano è il padre di 7 figli, ex capo della mafia italiana che è stato sostituito dal figlio. Alexander Romano, figlio di Ace e nuovo capo mafioso. Allison, una ragazzina di 16 anni è stata maltrattata dalla madre e dal patrigno. Con il tempo è...
