Com'è che si dice?
Città nuova, vita nuova?
Bene da me non è così.
La città dove mi sto per trasferire è la stessa in cui sono cresciuta. Una città piena di ricordi, ricordi che non voglio farmi tornare in mente.
Ero sempre stata contrariata all'idea di tornare qui, ma dato che ho quel briciolo di buon senso, non mi sono opposta quando mio fratello Nathan ha deciso di ritornare qui, dopo la morte dei nostri genitori.
Mai fare arrabbiare Nate, mai.
Non torniamo in questa cittadina da più di 4 anni, da quando i miei si sono voluti trasferire nella grande mela per vivere in modo più 'lussuoso' come lo hanno definito loro.
In realtà era perché così potevano gestire meglio i loro giri di droga.
Già, lasciate che vi racconti 2 cose dei miei genitori.
Sono sempre stati ossessionati dai soldi. E soprattutto farli in modo facile.
Sono sempre stati delle persone benestanti, ma da quando sono entrati in affari con un certo John, sono diventati dei milionari.
E volevano sempre di più.Era diventata un'ossessione per loro.
Gestivano il giro di droga più importante d'America e non hanno mai rinunciato a quello che erano gli affari.
E quando dico mai intendo anche quando dovevano comportarsi da genitori.
Io e Nathan siamo cresciuti con migliaia di baby sitter. L'unica che non ci ha mai lasciato era la nostra signora delle pulizie, la nostra cuoca, Berta, insomma ci faceva da madre e da padre.
Non ho mai conosciuto nel profondo i miei genitori, e non lo farò mai più.
Quando ci hanno costretti a lasciare Sillow, fu quando la loro carriera da persone d'affari illeciti è decollata.
Non mi è mai piaciuto quello che facevano, ma erano i miei genitori e non potevo abbandonarli.
Ma alla fine ci abbandonarono loro, usufruendo così tanto di quella roba di merda fino ad uccidersi, lentamente.
Vedevo gli occhi di mia madre spegnersi ogni giorno di più.
Vedevo la forza di mio padre diventare sempre più debole.
Non li riconoscevo più.
Quando li vidi inermi sul pavimento di uno dei tanti bagni di casa nostra, provai un misto di emozioni indecifrabili.
Una di queste, era il sollievo.
Sollievo perché capii che non ci sarebbe mai più stato quel via vai di persone in casa nostra con l'unico scopo di drogarsi.
Sollievo perché i miei genitori potrebbero stare in un posto migliore di questo.
Di quel John ne sparirono le traccie. Non l'ho più rivisto.
Adesso potrò vivere la mia vita tranquillamente con il mio fratellone, l'unica persona che mi ha sempre amata.
Ed è questo che mi basta.
Io, lui e quella cittadina dai tanti ricordi.
☆
«A cosa stai pensando?» mi chiede mio fratello mentre guida verso Sillow.
«A quanto ti odio per avermi riportata qui» dico io sorridendogli.
«Dai sorellina, hai sempre amato questa città, perché adesso non vuoi tornarci?»
Per lui.
Lui che è sempre stato vicino a me nei momenti più bui.
Lui a cui devo tutto.
Lui che non ho nemmeno avuto il tempo di salutare.
Lui che non mi ha mai scritto una parola.
«Perché essendo abituata a vivere a New York, ritornare qui in questa città di 9000 abitanti, mi fa venire la depressione» mento appoggiando i piedi sul cruscotto della Maserati di mio fratello.
«Togli quei piedi puzzolenti da lì, sai quanto mi è costata?!» dice dandomi uno schiaffetto nelle ginocchia.
«E tu potevi prenderti una semplice macchina piccola, e più sobria» dico io «Beh, sorellina, essendo che i nostri genitori ci hanno lasciato un'eredità pari a molti zeri che devi contare con le dita per non perdere il filo, non mi limito a rimanere sobrio come te» risponde sorridendo.
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Beyond the Rules
Roman pour AdolescentsEvelyn Moon ha sempre avuto tutto ciò che ogni ragazza della sua età sogna. Ma dopo la morte dei suoi genitori, insieme a suo fratello Nathan, decide di ritornare nella sua città natale: Sillow, una piccola cittadina. La città dove tutto ebbe inizi...
