Capitolo 10 - Socials

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Ivy

Mi alzo di soprassalto dal mio letto.
Strizzò gli occhi per adattarmi alla luce del sole che filtra dalle finestre della mia stanza.

Scaccio via le coperte, mi alzo mettendo le pantofole e mi dirigo in bagno.

Mi lavo il viso, i denti e applico la crema che ha un colore insolito, ma non ci faccio caso.

Esco dal mio bagno e scendo di sotto intenzionata a fare colazione.

Finisco di scendere le scale e svolto l'angolo, trovando tutti i miei amici nel salotto.

Peter sta parlando con Julio.
Liv e Nate sono seduti abbracciati.
Linda sta leggendo un libro.
Rey beve un bicchiere di vino, parlando con Lucas e Jax.
Non fanno caso a me, è come se non esistessi.

Cerco di chiamarli ma non rispondono, nessuno si volta a guardarmi, come se non mi sentissero.

All'improvviso, un centinaio di spari si alzano in aria e la scena cambia.
Tutti i miei amici sono pieni di sangue, a terra, inermi.

Ma la cosa che mi sciocca di più è che le mie mani sono piene di sangue.

Sono io a impugnare la pistola.

Mi sveglio urlando con tutto il fiato che ho un gola, grondante di sudore, strizzando il piumone, mezzo caduto a terra.

Nate fa irruzione nella mia stanza, guardandomi spaventato.
«Ivy, che succede?» mi chiede avvicinandosi «Ho avuto un incubo» dico con le lacrime agli occhi.

Non appena capisco il significato del sogno, scoppio in un pianto isterico «È colpa mia se tutti coloro che voglio bene sono in pericolo»

«Ma che stai sicendo?» mi dice Nate sedendosi e avvolgendomi fra le sue braccia.

«Ho sognato che tutti venivano sparati ed ero io a impugnare la pistola» gli spiego stringendomi nel suo abbraccio.
Lui mi accarezza, baciandomi la testa «Ivy, non dimenticare che ci siamo dentro insieme. E insieme ne usciremo. Troveremo un modo, ascolteremo cos'ha da dire Ryan e ne usciremo. Stai tranquilla» mi tranquillizza.

Mi fa stendere e si stende accanto a me, addormentandoci stretti l'uno con l'altro.

Ne usciremo insieme.

🎀

«Come stai?» mi chiede Liv dopo essere uscite da scuola «Una merda, tu?» le chiedo «Uno schifo» mi risponde.

«Dai ragazze! Non possiamo continuare così tutti i giorni per i prossimi sei mesi!» ci canzona Linda.

È passata una settimana da quella sera e io continuo ad avere incubi su incubi.
Stessa cosa per i miei amici che erano la quella sera.

Nonostante ciò, Linda, anche se sia rimasta sconvolta dall'accaduto, non lo da a vedere. È sempre sorridente e disponibile in tutto.

In questa settimana abbiamo legato un sacco con lei ed è stata aggiunta anche nel nostro gruppo, è sempre così sorridente e gentile, è anche molto simpatica.
I nostri ideali non sono uguali, a lei non piacciono le feste e non beve mai, studia tutto il giorno e non fa altro che leggere i suoi libri romantici nel tempo libero.
Siamo noi ad obbligarla a uscire e andare al Black Moon.

«Facciamo un pigiama party?» chiedo e Liv si riaccende dal suo stato di trance «Ci sto! Dove lo facciamo?» chiede e Liv sussulta «Da me non si può» dice velocemente «Venite direttamente ora da me, potete restare a dormire e domani andiamo a scuola insieme» affermo io.

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