MAGDA'S POV:
Avevo deciso di dedicarmi all'infermieristica nelle cliniche psichiatriche sin da bambina. Un sogno un po' strano, però ragionevole contando da che ambiente familiare provenivo: mio padre aveva problemi con l'alcool e maltrattava mia madre. Di conseguenza io e mio fratello siamo cresciuti con l'ideale del silenzio: se stavi zitto venivi premiato, sennò venivi punito. Se non fosse stato per la mia bravura a scuola non sarei mai arrivata dove sono ora. In 4 superiore avevo vinto una borsa di studio per un anno in Arizona e poi ero andata a fare Erasmus in Spagna. Mi laureai con la lode e ovviamente mio padre non fu presente alla mia laurea, era troppo impegnato a scolarsi una birra dopo l'altra al bar all'angolo della nostra via. Mia madre e mio fratello erano lì, mi ascoltarono e furono loro a darmi la corona di laurea fatta da foglie di alloro e gipsofila (fiorellini bianchi).
Da lì cominciai a vivere: iniziai a lavorare alla clinica "Time to Reborn" come assistente e poi diventai capo reparto. Ci occupavamo di diversi disturbi psichici o disagi: depressione, autolesionismo, disturbi alimentari o della personalità. Lo scopo era fare in modo che le ragazze o i ragazzi credessero in loro stessi e nella loro forza di rinascere, perciò mirammo a renderlo un'ambiente familiare pieno di attività innovative (come prendersi cura di un cane oppure cucinare) e con un riguardo particolare alla scuola: infatti per completare la terapia e uscire dalla clinica, i pazienti dovevano dimostrare anche un rendimento scolastico discreto e un pieno recupero di tutte le facoltà intellettive. In più decidemmo di riservare una parte delle giornate allo sport e alla riabilitazione, dando anche la possibilità ai ragazzi di provare attività come yoga o meditazione. Le regole però erano anche molto ferree: non si potevano vedere amici o familiari al di fuori degli orari di visita, le pastiglie andavano obbligatoriamente prese (come trattamento sanitario obbligatorio), si portava rispetto per i luoghi e per le persone che lavoravano: ovviamente le crisi ci stavano, ma quando si prendeva coscienza dell'atto svolto, era importante chiedere scusa e ammettere l'errore, perchè era comunque considerato un tassello per l'auto-miglioramento e soprattutto si rispettavano gli orari delle terapie individuali con gli specialisti perchè erano completamente a disposizione dei ragazzi. Inoltre per i pazienti più in forma o in via di dimissioni proponevamo un 'ritorno all'autonomia' con alcune uscite come il rafting. Fu in quel posto che conobbi Hazel, la prima volta che la vidi aveva 14 o 15 anni (non ricordo bene), aveva i capelli marroni, lunghissimi e dritti come spaghetti e gli occhi color nocciola, il viso era pallido e tirato e nelle braccia aveva delle profonde cicatrici. Non c'era luce nei suoi occhi, solo tanto dolore. Scoprii che si trovava lì per colpa di un ragazzo che l'aveva fatta soffrire. Mi ci affezionai subito, scoprii il suo lato fragile ma anche la sua determinazione. Decisi di portarla con me al cottage, ma fu in quel momento che iniziarono i problemi: con il ritorno di Dean tutto andò a rotoli e fu molto difficile tornare alla situazione stabile che ci aveva messo due anni a ristabilirsi. Poi, la morte improvvisa di Sam, che distrusse psicologicamente Hazel, sapevo quanto il loro legame fosse forte, avevano affrontato tutto insieme, le gioie e i dolori, c'erano sempre state l'una per l'altra, però a volte la vita raccoglie i fiori più belli e se li porta via. Devo ammettere che di fronte a questa situazione che il biondino aveva svolto un ottimo lavoro di supporto ed è stato in quell' esatto istante che avevo capito che tra loro c'era un legame indissolubile ed eterno, destinato a non finire. Tristemente, quando tutto sembrava essersi sistemato, ecco la madre di Dean che come un kamikaze distrusse tutto quello che era stato ricreato, con un solo documento: un atto restrittivo. A peggiorare la situazione ci si mise anche la mia vita sentimentale: con Marco stava andando tutto a rotoli, a causa dei nostri lavori e di tutte le problematiche che ci giravano intorno. Era così stressato che decise di tradirmi, ma questo non lo raccontai ad Hazel, non volevo farla soffrire ancora. Così decisi di chiamarlo e gli dissi che se per lui non poteva andare avanti non serviva farmi le corna, bastava dirmi che dovevamo finirla lì. Indovinate cosa fece lui: negò. Anzi, si dichiarò pazzamente innamorato di me e io allora gli dissi che per me non era lo stesso e che poteva tranquillamente tornarsene dalla sua nuova fiamma. I suoi vestiti finirono fuori dal cottage in sacchi neri e non so di preciso se siano stati buttati o se sia venuto a riprenderseli. Da quel giorno niente aveva più richiamato a lui, non doveva più avere traccia nella mia vita e in quella di Hazel. Che poi, a dirla tutta, Hazel non l'aveva neanche voluta conoscere a fondo. A lui bastava non pagare per mantenerla. Sono sicura che con la madre di Dean andrebbe d'amore e d'accordo. Comunque, in questo momento così difficile sono riuscita a proporre a Dean e ad Hazel di trovarsi di nascosto, nonostante queste azioni vadano leggermente contro l'atto restrittivo, ma nessuno può comandare al cuore, nemmeno la legge. Se prima il biondino era una minaccia, sto capendo come in realtà sia un punto fisso per la vita della mia cucciola e che anche lui è maturato ed è riuscito a capire i suoi sbagli. Spero vivamente non succedano altri guai, perchè non so se riuscirei a sopportarli.
SPAZIO AUTRICE:
Eiii, finalmente è arrivata la versione di Magda di tutti i fatti successi fino ad ora e non solo, grazie a questo capitolo sono riuscita a spiegare meglio la vita in clinica e come l'ambiente veniva gestito (pubblicherò un po'di curiosità su ig, mi trovate come noe_writer). Inoltre siamo andati anche a fondo della vita di Magda. Che ne pensate? Lasciate una stellina se vi è piaciuto.
Stay tuned
Noe
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ANIME DISTANTI
Teen Fiction"L' amore è qualcosa di travolgente, eterno e continuo, una volta che ci sei dentro non ne esci più" (lascrittriceseralee) Gli opposti si attraggono oppure si respingono? Hazel e Dean erano opposti, non c'era verso di avere una conversazione civile...
