Love is a bitch ~ [16]

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                                       Adeline

Eravamo troppo vicini , e questo non era affatto un bene .

<<Jackson io ... non posso, non così almeno >> mi scostai da lui in fretta

<<Così come?>> mi guardò stranito

<<Non riesco a ragionare quando mi sei vicino, ho la paura costante che tutto questo per te non abbia valore >> dissi sincera

<<Adeline ascolta >> si avvicinò nuovamente ma lo bloccai

<<No Jackson ascoltami tu. Dimmi che per te tutto questo ha senso , che io e te insieme abbiamo senso. Non voglio che domani mattina al tuo risveglio mi guarderai e penserai che hai passato una bella serata ma finisce lì>>

risposi tutta d'un fiato senza lasciare che mi interrompesse .

Jackson non disse nulla, era fermo lì accanto a me senza dire assolutamente niente e allora capì che le mie paure erano vere.

<<Stai confermando ciò che ho appena detto>> dissi abbassando la testa

ma fu in quel momento che Jackson mi prese il viso tra le mani e mi costrinse a guardarlo negli occhi

<<Io non penso niente di quello che hai detto, è solo che vorrei davvero provare ad essere migliore, per te >>

a quella confessione non capì più nulla

<<Jackson non ti ho mai chiesto di cambiare per me , mai>>

<<Lo so, è solo che meriti una persona stabile al tuo fianco, qualcuno che tu non debba aiutare a risolvere affari che vanno avanti da anni , o nasconderti dietro una siepe e colpire degli uomini armati, meriti qualcuno che possa abbracciarti quando vuoi dimostrare di essere dura ma on realtà stai morendo di paura, qualcuno che ti porti a fare lunghe passeggiate al mare perché lì non hai paura. Meriti qualcuno che io non potrò mai essere>> si avvicinò a me e mi diede un leggero bacio sulla fronte e mi sussurrò dolcemente all'orecchio


<<Mi dispiace tanto piccola didi>>


un colpo al cuore , aveva appena confermato le me paure

alzai lo sguardo e mi persi nelle iridi dei suoi occhi , belli come pochi al mondo

<<Voglio restare da sola, per favore>> piccole lacrime iniziarono a tracciare il mio viso , così mi allontanai da lui per far si che non si accorgesse di nulla .

Lui annui, sapeva che era la cosa migliore da fare
si voltò verso l'uscita , aprì la porta e se ne andò senza voltarsi, senza dire nulla.

Una volta rimasta sola mi sdraiai a letto, le immagini che avevamo vissuto poco fa ritornarono nella mia mente , decisi così che Jackson Miller era un capitolo chiuso nella mia vita e che non avrei riaperto mai più.




La mattina seguente mi svegliai di soprassalto per via della suoneria del mio cellulare ,  controllai chi mi stesse chiamando alle 07:00 del mattino ,

Ivan , così decisi di rispondere .

<<Pronto?>>  dal timbro della mia voce si intuiva lo stato in cui mi trovassi

<<Buongiorno, scusa l'orario ma volevo informarti che stasera abbiamo una cena, fuori la porta della tua stanza ho lasciato una scatola, aprila e fammi sapere cosa ne pensi >>

<<Regali abiti a tutte le tue dipendenti ?>> chiesi mentre mi avviavo alla porta

ero ancora in chiamata e lo sentì ridere della mia battuta , non l'avevo mai sentito ridere

<<Solo alle più carine >> si fece serio ma immaginai la sua risposta con tanto di sorriso

<<Dovrei sentirmi onorata allora>>

<<Dovresti, sei la prima donna che lavora con me >>

la situazione stava diventando abbastanza strana , così decisi di ringraziarlo e staccai la chiamata , ma una volta messo giù mi arrivò un messaggio


Passo da te alle 20


in che guaio mi ero cacciata?


Non ebbi tempo di darmi una risposta perché la porta si spalancò ed erano tutti lì

Luna, Anya, Damon , Will e Jackson .

Tutti spostarono lo sguardo da me al vestito , e di nuovo dal vestito a me , era una situazione troppo imbarazzante anche per me .

Il primo a spezzare l'aria d'imbarazzo fu Will

<<Vai da qualche parte principessa?>> disse sorridendo

<< E' da parte di Ivan , devo accompagnarlo ad una cena stasera>> dissi spostando lo sguardo per non vedere le loro espressioni facciali

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