Jackson
Non c'è sentimento che cresca più rigoglioso della paura, e saremmo davvero ben povera cosa senza le paure che abbiamo patito. E' una tendenza caratteristica degli esseri umani esporsi continuamente alla paura. Le nostre paure non vanno mai perdute, anche se i loro nascondigli sono misteriosi. Forse, di tutte le cose del mondo, nulla si evolve e si trasforma meno della paura.
Erano passati diversi giorni da quella famosa sera, sera in cui Adeline per l'ennesima volta si era scontrata con la persona che più la terrorizzava. Ipotizzammo che , ancora una volta dopo la telefonata si sarebbe chiusa ancora una volta a riccio impedendoci così di aiutarla, ma così non fu, Adeline ci costrinse a tornare a lezione , come se nulla fosse mai accaduto .
Una volta terminate le lezioni decisi di non raggiungere i miei amici come avevano deciso, avevo bisogno di scaricare la tensione che da settimane mi portavo dietro così mi avviai nel luogo in cui tutti i miei pensieri anche se per poco tempo cessavano .
In palestra.
Non ero solito andare nelle ore più caotiche ,cercavo sempre orari strategici per ritrovarmi da solo . Una volta entrato rimasi sorpreso era vuota , c'eravamo io e una sola persona , andai nella sala dove c'erano i sacchi da boxe per riuscire a capire chi fosse l'altra persona . Entrai e riconobbi all'istante quella figura .
Adeline.
Perchè era qui e non con gli altri ?
Ma soprattutto perchè non si era ancora accorta di me ?
«Devi stare attenta alla posizione delle gambe » pronunciai facendola spaventare
Si volta di scatto verso di me
«Mi hai fatto prendere un colpo! Non farlo mai più.» rispose indispettita
Inutile dire che da quella sera il suo sguardo era cambiato, i suoi occhi erano ormai spenti .
«Che ci fai qui? Non avevamo appuntamento con gli altri?» le diedi le spalle per sistemare il mio zaino sulla panca
«Potrei farti la stessa domanda Miller.»
«Touché» sorrisi
Ma lei non ricambiò, si voltò di nuovo verso il sacco e riprese ad allenarsi
«Volevo chiederti scusa... per quella sera intendo» al suono delle mie parole smise di tirare pugni
Ancora una volta , si voltò verso di me con la tipica espressione confusa
«Esattamente per cosa? Non ti seguo.»
pronunciò mentre toglieva i guantoni, e ne approfittai per avvicinarmi così da poterle dare una mano. Presi la mano destra e tolsi il primo strappo e la aiutai a sfilarlo, rigorosamente sotto il suo sguardo attento.
«Ho sbagliato a metterti pressione, aspetterò il giorno in cui tu sarai pronta . Voglio solo che tu capisca che non è mia intenzione usare il tuo passato contro di te.»
Il suo sguardo passa dall'ultimo guantone a me.
«Grazie Jax. » finalmente dopo giorni era comparso sul suo viso un sorriso
Ricambiai a mia volta con un mezzo sorriso, e tornai a recuperare l'acqua nello zaino, mi sedetti per sistemare al meglio le scarpe , mi alzai e ancora con gli occhi rivolti verso il pavimento parlò
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Amortencia
ChickLitAdeline 19 anni studentessa di Yale, vuole ricominciare la sua vita, dopo la morte di sua sorella . Qui incontra Jackson Miller presidente dei The Lonely Kings. Bello, dannato e tenebroso. Sanno di dover stare lontani l'uno dall'altra , ma l'att...
