Appena dopo colazione, mentre i ragazzi sparecchiavano velocemente, Peter ha fatto cenno a Felix di seguirlo e si sono allontanati. La mattinata scorre tranquilla, guardo i ragazzi all'opera, è tutto molto organizzato ,ognuno ha le sue mansioni. Anche Alex collabora, aiuta alcuni a portare delle provviste. Mi guardo intorno spaesata, vorrei aiutare, ma sono tutti indaffarati e concentrati. Dopo un pò si avvicinano dei ragazzi al falò, per preparare il pranzo.
<Hey ragazzi volete una mano?> cerco di approcciarmi
<Non c'è bisogno> dicono, sembrano imbarazzati
<Li avete cacciati voi quelli?> alludo ai conigli morti che hanno in mano
<No, noi siamo solo i cuochi, a quello ci pensano i cacciatori> certo ha senso, l'ho detto che sono molto organizzati.
<Capisco, grazie> annuiscono ed iniziano a preparare, li guardo all'opera.
Dopo un pò, uno alla volta, vengono i ragazzi a farsi riempire il piatto e vanno al tavolo. Arriva anche Peter con Felix. Si siedono alle estremità del lunghissimo tavolo come prima. Il posto accanto a lui è ancora libero, prendo il mio piatto ed un altro e vado lì appoggiando l'altro difronte a Peter.
<Ti sei divertita oggi?> chiede infilzando un pezzo di carne
<Mi sono annoiata molto> sbuffo <Volevo aiutare ma sono tutti molto organizzati>
<Troverò qualcosa da farti fare> dice portandosi il boccone alla bocca,
<Grazie> sussurro, mi duole ammetterlo, ma mi sta trattando bene. Lui sorride e continua a mangiare.
Dopo pranzo, alcuni di loro si mobilitano per lavare i piatti e altri vanno al falò a rilassarsi. Alex gioca con delle spade di legno con altri ragazzi.
<Potresti aggiungerti al suo gruppo, oggi devono andare alla ricerca di erbe mediche e aromatiche> dice Peter avvicinandosi silenziosamente alle mie spalle, sobbalzo come ogni volta.
<Così mi farai venire un infarto> mi giro sbuffano.
<E' il mio passatempo preferito> ride divertito
<Farmi venire un infarto?! Allora diventa medico> ribatto
<Se vuoi posso farti la respirazione bocca a bocca> ammicca, sospiro rassegnata.
<Comunque d'accordo, mi unirò al gruppo, almeno per un pò placherò il mio impulso di strangolarti>
<Potrebbe anche piacermi> fa un sorrisetto beffardo, quanto adora provocarmi.
<Sei tremendo> incrocio le braccia e mi allontano.
Passo il pomeriggio con Alex e altri ragazzi che mi insegnano a distinguere le piante nel bosco, raccogliamo tante foglie aromatiche e mi spiegano per cosa le useranno. Che strana utopia. Questo luogo mi stupisce sempre di più, questi ragazzi si sono creati il loro posto e sembrano entusiasti di quello che hanno. Anche Alex si comporta come se questa fosse sempre stata la sua vita, il suo scopo, e io? Non credo di aver ancora trovato il mio posto nel mondo, neanche nella mia vecchia vita mi sentivo a casa.
Al nostro ritorno ci aspetta la stessa scena: ragazzi che si rincorrono giocosamente nell' accampamento, alcuni indaffarati con diverse faccende e qualcuno che cucina.
Mi siedo accanto ad Alex al falò e aspettiamo la cena. Poco dopo mangiamo e torniamo tutti al falò, Peter è seduto a qualche metro difronte me su un tronco, estrae uno strano flauto dalla tasca e inizia a suonare una melodia calma e dolce; continua a guardare fisso verso di me mentre gli altri iniziano a ballare e cantare intorno al fuoco. Si fa tarda notte e uno a uno i ragazzi se ne vanno verso le loro casette.
<Ho sonno sorellona, vado a dormire > dice Alex sbadigliando, lo accarezzo e annuisco. Mi saluta mentre si incammina.
<È ora di dormire anche per te> mi si avvicina Peter
<Adesso decidi anche quando devo dormire?> rispondo sarcastica
<Adesso fai anche i capricci per la nanna?> ribatte divertito, lo guardo sbuffando. <Intendevo un posto qui con noi>
<Cosa?> lo guardo confusa
<Devo trovare un posto dove collocarti, con tuo fratello non c'è posto, neanche con gli altri> riflette <le uniche case con spazio anche libero sono la mia e> si blocca pensandoci <quella di Felix>
<Preferisco dormire qui a terra> porto gli occhi al cielo quasi offesa da quella proposta. <Comunque apprezzo il gesto> continuo <ma la mia casetta mi fa benissimo, ormai mi sono abituata, è la mia tana>
<D'accordo> si rincuora <Ti accompagno>
<So la strada ormai, hai paura che mi sperdo per i boschi?>
<Può darsi> sorride divertito < vuoi fare il percorso lungo o corto?> a piedi o volando intende, preferirei di gran lunga camminare soprattutto per non stare appiccicata al suo corpo, da quella distanza sento sempre il battito e il tepore del suo corpo... ma ho molto sonno e in volo ci mettiamo poco.
<Ma solo perché sono stanca> sospiro, capisce benissimo a cosa mi riferisco, fa un sorrisetto e subito mi stringe le braccia intorno ai fianchi per librarci in volo. Percorriamo il tragitto in silenzio, osservo le stelle cullata dalla frescura della notte, sbadiglio appoggiandomi sulla spalla di Peter e mi addormento senza accorgermene.
Mi risveglio direttamente nel letto, ho dei frammenti confusi di quello che è successo prima. La mia vista era il collo di Peter, ero tremendamente vicina a lui e gli stringevo e le braccia intorno al collo beatamente, una volta arrivati mi ha tenuta in braccio a lui e mi ha poggiata delicatamente sul letto.
Mi affaccio di impulso alla finestra per vedere se c'è ancora, ma non so quanto tempo è trascorso infatti lui non c'è. Mi risdraio sul letto rassegnata e sospiro guardando il soffitto.
Mi sto avvicinano troppo a lui dimenticandomi il mio piano originario: portare Alex via da lì. Mi sto arrendono rassegnandomi a questa realtà ma devo lottare e non distrarmi.
L'indomani mattina Peter mi sveglia bussando alla porta.
<Ben svegliata dormigliona> mi saluta <Pronta ad andare?>
<No> ridacchio imbarazzata <dammi qualche minuto per rinfrescarmi e ci sono>
Annuisce e scende. Mi sciacquo nel catino di acqua fresca e scendo poco dopo.
<Vuoi sgranchirti un pò?> domanda
<Si, preferisco andare a piedi>
<Hai paura di addormentarti di nuovo tra le mie braccia?> allude compiaciuto. Mette sempre il dito nella piaga
<Ero molto stanca, non montanti la testa> roteo gli occhi.
<Ah, si certo> ridacchia, lo guardo male sbuffando e mi avvio avanti a gran passi, mi raggiunge in poco tempo continuando a ridersela sotto i baffi.
Arriviamo all'accampamento e i ragazzi sono già a tavola ordinata, c'è un posto libero accanto ad Alex e subito mi ci fiondo.
<Ciao sorellona!> mi saluta abbracciandomi.
<Ciao fifone> lo prendo in giro scompigliandogli I capelli
<Non sono fifone> borbotta
<Hai ragione> dico ricordandomi che è proprio così che è iniziata questa strana avventura.
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You got Fire
FanfictionOgni certezza di Lira verrà stravolta da un ombra, una figura che credeva fosse solo frutto dell'immaginazione del fratellino. Quella notte cambierà tutto. Sembra un lungo sogno, ma invece è tutto reale. Un ragazzo misterioso su un isola sperduta s...
