L'uomo mi guarda incredulo come se fossi un allucinazione. Gli faccio segno di avvicinarsi e poco dopo mi guarda ai piedi dell'albero.
<Devi aiutarmi!> sussurro disperata.
<Sei reale?> si limita a dire imbambolato. Ma cos' hanno questi uomini?!
<Liberami!> ripeto indispettita.
Sale di corsa sulla scaletta e cerca di sfondare la porta ripetutamente.
<Credo c' entri la magia, ci ho provato molte volte anche io> gli spiego guardando la porta
<Come faccio ad aiutarti?>
<L'importante è che porti via mio fratello da qui> dico sentendo le lacrime iniziare a rigarmi il viso < si chiama Alex, ha 8 anni, capelli biondo scuro> continuo <ti prego salvalo> piango
<Sono qui per liberare i bambini sperduti> spiega <sono tenuti prigionieri da un tiranno>
<Si... lo conosco, mi ha rinchiuso lui qui>
<Beh lo immaginavo, è il padrone dell'isola, non succede niente senza che lui lo sappia> deglutisco rendendomi conto di quanto sia spaventosamente vera questa frase.
<Credi sappia anche di questo?> deglutisco intimorita
<Non ancora, ma non potrò stare qui ancora a lungo>
<No, ti prego non andartene> poggio la mano sulla porta
<Mi dispiace signorina, ma per ora non posso fare niente> sospira dispiaciuto < ma porrò fine al suo regno del terrore> asserisce. <Tornerò a prenderti> sospira e se ne va.
<Aspetta> lo fermo prima che scenda <Come ti chiami?>
<Killian> risponde <ma ormai sono conosciuto come Uncino> oh cavolo, le favole stanno veramente prendendo vita <e tu signorina?> chiede curioso.
<Lira> rispondo ancora sconvolta dal suo nome.
<Ci rivedremo Lira> lo sento scendere le scale e si allontana di corsa, passo i minuti seguenti a guardarmi intorno per vedere se c'è Peter, se ci ha visti...se sospetta qualcosa.
Chissà se rivedrò veramente Killian. Spero che almeno riuscirà a portare via mio fratello. Mi viene in mente la spiaggia...quella nave che ho visto era la sua? Era lui che stava approdando sull'isola? Perché è venuto? Ho così tante domande in testa.
L'indomani mi svegliano i raggi del sole, entrano con prepotenza da quel quadrato vuoto che io chiamo finestra. E' strano perché di solito Peter mi sveglia prima che il sole raggiunga quell'angolazione; ormai ho imparato a capire che ore sono dalla posizione del sole, grazie anche all'aiuto dei ragazzi del campo. Mi affaccio e mi rendo conto che effettivamente è tardi, Peter starà facendo di nuovo il giochino del digiuno per punirmi, ma deve capire che io non sono una dei suoi bimbi sperduti che scattano ad ogni suo minimo comando. E' abituato ad averla vinta, ma con me è andato male e non mi piegherà così tanto facilmente.
Verso ora di pranzo sono ancora affacciata alla finestra e noto Peter in lontananza che sta volando a pelo degli alberi, è diretto verso di me, plana verso la casetta e bussa rimanendo sospeso in aria. Lo guardo sorpresa ma non gli rivolgo la parola e lui fa altrettanto, mi porge il piatto , evitando il contatto visivo. Non capisco se è tremendamente furioso o imbarazzato. Prendo il piatto e rientro senza guardarlo. Se ne vola via velocemente sfiorando con le mani le cime degli alberi.
Fa la stessa cosa con la cena, ormai sono abitata, gli porgo il piatto vuoto del pranzo e si allontana volando sempre più lontano dalla mia vista.
Passa altro tempo e la luna ormai è alta in cielo, la fisso e poco dopo mi accascio sul letto guarda il soffitto fatto di ciocchi di legno e pian piano il sonno ha la meglio sul mio corpo.
<Pss Lira> sento una voce chiamarmi, mi affaccio immediatamente...è quel pirata , lo guardo sorpresa, mi saluta con un sorriso e poi sale per parlarmi meglio.
<Ho visto tuo fratello> annuncia
<Come hai fatto?>
<Beh, diciamo che lui, beh, non è del tutto allo scuro che io sia qui sull'isola>
<In che senso, spiegati>
<Lavoro per lui> ammette < sbrigo..beh, delle commissioni per lui > taglia corto < per questo sono qui, ma son stufo di essere usato e voglio ribellarmi e con me porterò anche i ragazzi dell'isola...e te>
< E come hai intenzione di fare ?>
<Mettendolo K.O e facendo salire tutti sul mio veliero, facile no?>
Mi porto la mano alla faccia ma lui non lo vede, ovviamente... ma ci fa o ci è?!
<Si infatti... un pò troppo facile> dico sarcastica <non ti sembra di tralasciare qualcosa? Tipo che vola e ha la magia e sicuramente tante altre cose che non so>
<L'ho già affrontato in passato >
<E come è andata?>
<Beh se sono ancora qui ai suoi comandi , un motivo ci sarà > sospiriamo rassegnati contemporaneamente
<Cosa ti fa fare? > chiedo preoccupata
<Principalmente riferirgli informazioni su altri luoghi>
<Lui non può spostarsi da qui?>
<Per quello che so, no> risponde, lo sospettavo. È bloccato qui come tutti gli altri.
<Però tu puoi uscire dall'isola> affermo stranita
<Solo grazie ad un incantesimo particolare che mi permette di far volare la mia nave al di fuori del confine>
<Capisco> in realtà non ho capito un bel niente.
<E' Peter che controlla tutto, la nave è vincolata al suo potere>
Resto in silenzio sedendomi con la schiena appoggiata alla porta.
<Troverò il modo di sconfiggerlo, tutti hanno un punto debole> asserisce entusiasta cercando di tirarmi su il morale <Non preoccuparti signorina, terrò d'occhio tuo fratello nel mentre>
Subito scaccio i brutti pensieri appena nomina Alex e mi giro verso la porta <Come sta?>
<Non lo so con certezza, era indaffarato con altri ragazzi, ma fisicamente ha tutto al suo posto> faccio una breve risatina <Gli farò sapere di te, e che stai cercando un modo di farlo andare via da qui>
<No, meglio di no, lui non capisce la situazione, vuole rimanere qua, è meglio non fargli sapere niente, è piccolo e potrebbe riferirlo a Peter>
<Mh capisco> ragiona < Allora buonanotte signorina, mi farò vivo il prima possibile>
< Notte capitano> faccio un flebile sorriso e mi rimetto a letto.
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You got Fire
FanfictionOgni certezza di Lira verrà stravolta da un ombra, una figura che credeva fosse solo frutto dell'immaginazione del fratellino. Quella notte cambierà tutto. Sembra un lungo sogno, ma invece è tutto reale. Un ragazzo misterioso su un isola sperduta s...
