~Capitolo 13~

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Vago agitata in cerca di soluzioni, devo fare presto.  Corro per tutta la spiaggia, magari c'è una barca, prego disperata che esca una soluzione, proprio come nelle favole.

Mi giro intorno disperata,  pensa Lira pensa. Guardo l'orizzonte del mare per tracciare un confine, continuo a non sapere dove ci troviamo. Chissà se anche quei ragazzi sono arrivati come noi. Vedo una macchia in lontananza nel mare, cerco di mettere a fuoco. È una barca... si è una barca; mi sbraccio con tutte le forze per farmi notare, non posso urlare, potrei svegliare qualcuno. Cervo qualcosa che mi faccia notare, sollevo il ramo di una palma, caduto, vedo la nave che si avvicina, sembra molto grande,  continuo a muovermi... ma un terrore improvviso mi immobilizza.

Diventa tutto tremendamente silenzioso, non vedo più mio fratello, una sensazione di essere osservata mi attanaglia, mi guardo intorno ma non vedo nessuno. Mi tolgo la brutta sensazione dalla mente e continuo ad attirare l'attenzione della nave.

La disperazione prende il sopravvento e corro in acqua urlando, ormai sto già rischiando, a questo punto faccio tutto il possibile.

<Hai finito?> una voce mi ghiaccia all'istante, è lui, se ne è accorto, mi ha vista...è finita. Mi giro lentamente: Peter mi guarda sulla riva, il suo sguardo è tremendamente serio, anzi sembra arrabbiato... e anche deluso. <Esci> mi ordina col suo tono agghiacciante.

Lo guardo terrorizzata ma non demordo, continuo a sbracciarmi in acqua ignorandolo.

<Lo ripeterò per l'ultima volta: torna subito qui> ordina furioso, non l'ho mai visto così arrabbiato con me, ma al momento non ci penso e continuo a ignorarlo. Lo sento emettere un verso gutturale, un lungo sospiro, forse per calmarsi e in un secondo entra un acqua venendo a gran passi verso di me.

Cerco di allontanarmi, ma l'acqua è sempre più alta e ho difficoltà ad avanzare, non so nuotare e la paura mi blocca, ed eccolo lì, in poco tempo il suo corpo mi sovrasta, mi guarda deluso e mi afferra le braccia per trascinarmi fuori.

<Lasciami> urlo dimenandomi cercando di colpirlo.  Ma lui non molla, mi tiene stretta e continua a tirare, continuo ad urlare.

<Adesso basta> il suo tono si alza <basta giocare> mi afferra per i fianchi e mi trascina fuori noncurante dei miei colpi sul suo corpo.

Una volta fuori l'acqua mi lascia giù ma continua a tenere la sua morsa sul mio polso.

<Mi sono fidato di te> mi guarda furioso. Non l'ho mai visto così, sembra triste, profondamente deluso, come se lo avessi tradito.

<Non puoi aspettarti che esegua i tuoi ordini, non sono il tuo burattino, mi hai rapita e trascinata qui> urlo dimenandomi.

<Non puoi andartene da qui> urla furioso anche lui continuando a trascinandomi verso il bosco.

<Perché?> domando disperata, ma lui non risponde deglutisce nervoso.  < Lasciaci andare, ti prego> urlo in lacrime <abbiamo una vita a cui tornare, non possiamo stare qui>

<Quale vita?> sbotta bloccandosi <Quella in cui devi sgobbare per far sopravvivere tuo fratello> si gira verso di me, truce. <Non hai nessuna famiglia da qui tornare> lo guardo sconvolta, come fa a saperlo? <Noi vi abbiamo accolto qui e tu continui a ribellarti>

<Accolti? Ci avete rapiti> sbraito

<Salvati> puntualizza,  lo guardo furiosa. <Cammina> mi tira stizzito ma io continuo a dimenarmi.

Arriviamo davanti la casetta, mi spinge per farmi salire e mi segue sulla scaletta mormorando infastidito.

<Ti ho dato troppe libertà e le hai sprecate, forse rimanere di nuovo segregata qui dentro ti farà apprezzare  quello che avevi>

<Sei un sadico squilibrato> lo guardo furiosa <quanto ti piace avere il comando su tutto? ammettilo> lui mi ignora e abbassa lo sguardo stringendo i pugni. < Ci godi a vedermi qui segregata dipendente da te, mi usi a tuo piacimento come la tua sgualdrina personale> gli sbraito contro colpendogli il petto.

<Smettila> urla, il suo sguardo è puro odio, deglutisco intimorita cercando di indietreggiare ma la sua reazione è più veloce...mi tira uno schiaffo col dorso della mano, non ci mette forza, ma fa male quel tanto che basta per indietreggiare terrorizzata. Vorrei reagire, ma la paura mi sovrasta. Non voglio far degenerare la situazione. Mi porto la mano sulla guancia e lo guardo in lacrime.

<N-non volevo> balbetta sconvolto. È la prima volta che lo vedo in difficoltà. Il suo cinismo vacilla. Indietreggia anche lui fino a toccare la porta con la schiena, trova il pomello e se ne va di corsa.

Mi porto la mano al petto respirando affannosamente, cerco di regolare il battito facendo lunghi respiri.

Mi affaccio alla finestra per cercarlo con lo sguardo, lo vedo allontanarsi tra gli alberi di corsa, è troppo agitato per notarmi. Mi accascio a terra con la schiena rivolta al muro, metto la testa tra le ginocchia e me le cullo con le braccia, scoppiò in un pianto disperato.

Quando alzo lo sguardo mi rendo conto di essermi addormentata in questa posizione, mi alzo indolenzita e mi sdraio sul letto addormentarmi di nuovo.

Un rumore mi sveglia. Passi svelti che scricchiolano sulle foglie.

Mi affaccio provando a non farmi vedere e per mia sorpresa non vedo Peter e neanche altri ragazzi anche se non li ho mai visti passare per questa zona. È una persona che non conosco, ha abiti particolari... sembra letteralmente un pirata... aspetta... pirata... isola che non c'è.. non può essere... È Uncino?!

Lo guardo meglio ed effettivamente ha un Uncino al posto della mano, no, non può essere, sarà una coincidenza.  Si sta guardando intorno furtivo, non so che fare, sono combattuta, non so se è una buon idea farmi vedere... in teoria Uncino è il cattivo della storia, ma ormai cos'ho da perdere...

Alzo il braccio e lo muovo per farmi notare, resto in silenzio per paura che Peter sia nei dintorni.  Continuo a muovermi ma non mi nota, si sta allontanando.

<Heyyy> lo chiamo sussurrando, ma niente, è troppo lontano per sentirmi.

Cerco qualcosa nella stanza da tirargli: il mio bicchiere di legno, è abbastanza resistente da far rumore; lo tiro contro gli alberi nella sua direzione. Ti prego, ti prego, accorgiti di me.

Scaglio il bicchiere più forte che posso, ruzzola tra gli alberi e cade ai piedi dell'uomo, alza lo sguardo verso la mia direzione e finalmente mi nota.

You got FireDove le storie prendono vita. Scoprilo ora