Blitzø fu svegliato dalla pioggia che scendeva del cielo. Aveva un forte mal ddi testa, non voleva alzarsi non poteva continuare a prendere la pioggia.
Scese dal tettuccio del suo furgone ed entrò nella vettura. Appoggiò la testa sul volante e dopo una mezz' ora accese il furgone e ripartì. Non sapeva dove stesse andando ma ripensandoci non era un' ottima idea andarsene chissà dove senza una meta. Inoltre stava finendo la benzina e non sapeva se dove stava andando ci fossero molti benzinai, era un posto molto isolato.
Fece un' inversione ad "U" e tornò indietro. Era decisamente una brutta giornata, la pioggia, le nuvole che rendevano il cielo pallido. Era tutto così cupo e quelle nuvole non aiutavano.
Blitzø accelerò, non vedeva molto bene con tutta quella pioggia. Si strofinò gli occhi distogliendo lo sguardo dalla strada mentre grugniva. Tempo di rialzare lo sguardo che ci stava un camion che gli veniva addosso. Strinse il volante girando tutto da un lato per evitarlo.
X: E STAI ATTENTO, STRONZO!
B: VAFFANCULO!
Sapeva che era colpa sua, ma la gente non doveva parlargli di prima mattina. Continuò a guidare ma gli sbadigli presero il sopravvento facendolo distrarre di nuovo dalla strada e in men che non si dica stava andando addosso ad un altra macchina
B: Oh cazzo!
Blitzø girò il volante velocemente, evitando anche questa macchina e tirando un sospiro di sollievo. Continuò a guidare e beh, non c' è due senza tre. Stavolta nel cercare l' accendino per accendere una sigaretta si stava scontrando contro un motociclista ma per fortuna evitò anche lui.
Scosse la testa, basta da adesso si guidava bene. Neanche il tempo di dirlo che aveva investito una vecchia.
B: Oh beh non era sulle strisce
Continuò a guidare finche una villa lussuosa non attirò la sua attenzione, era la villa di Stolas.
Forse sarebbe dovuto andare a scusarsi, andò a comprare dei fiori e dei cioccolatini e scavalcò il cancello. Stava pensando a cosa dire, forse qualcosa tipo "Hey Stolas, perdonami" oppure "Sono davvero pentito" o magari "Stolas ti amo" poi si arrestò davanti la sua porta. Davvero lo amava? Beh si ma se lui non ricambiasse... Che stupido ovvio che non ricambiava, come potrebbe Stolas amare uno stupido diavolo cornuto come lui. Come potrebbe ricambiare, lui amava sua moglie. Strinse i fiori nelle mani e li gettò a terra mentre una lacrima gli rigava il viso. Cercò di asciugarsi le lacrime con il braccio trattenendo i singhiozzi mentre passeggiava. Camminava vicino ad un piccolo laghetto con le cascate nel giardino di Stolas quando sentì una voce piangere.
Si avvicinò e vide una figura alta e snella che piangeva. Vedeva le sue lacrime cadere nel laghetto mandando deboli movimenti. La figura alzò lo sguardo verso Blitzø con ancora le lacrime fresche sul viso. Blitzø squadrò la figura ma rimase un po' deluso vedendo che non era Stolas. Era una ragazza, forse era la figlia che aveva visto il giorno che se ne era andato.
B: Sei la figlia di Stolas giusto?
Octavia si asciugò le lacrime col dorso della mano.
O: Si, tu sei Blitzø?
B: Come sai il mio nome?
O: Mio padre parlava di te
B: Davvero? Lui parla di me?
O: Si, è davvero una rottura di palle, sempre a parlare del suo amato Blitzø
B: Amato?
O: Si. Perchè piangevi?
B: Non stavo piangendo...
O: Ti ho visto
B: Beh e tu perchè piangevi...? Ehm com' è che ti chiami?
O: Octavia
B: Octavia...Perchè piangevi? Non che mi interessi ma...
O: Io ho...
La voce di Octavia si ruppe e si strinse con forza la testa nelle mani. Blitzø prese delicatamente i polsi di Octavia e li allontano dalla sua testa per evitare che si facesse del male mentre cercava il suo sguardo. Octavia stava con la testa abbassata sul laghetto mentre cercava la forza per ridire quel' orribile frase ad alta voce. Dopo diversi minuti di silenzio Octavia parlò.
O: Io ho... Ucciso mia madre
Blitzø spalancò gli occhi sorpreso e un sorriso si fece strada sul suo volto.
B:Wow ragazza! Ti avevo sottovalutata.
Octavia lo guardò confusa e dopo qualche momento scoppiò a piangere
O: Certo, tu non sai cosa significa... Uccidere qualcuno, uccidere tua madre
Blitzø scoppiò in una fragorosa risata leggermente isterica
B: Perdonami, è solo che HAHAHAHA
O: Si può sapere che cazzo ti ridi?
Blitzø cercò di calmarsi e parlò
B: Mi... È solo che tu hai detto che io non sappia cosa significa uccidere la gente HAHAHA, tesoro facevo il serial killer in vita e beh pure adesso in realtà
O: Beh non sai cosa si prova ad uccidere qualcuno a cui tieni...Io ho ucciso mia madre...Dubito tu possa capire
Blitzø prese un respiro profondo, non ne aveva mai parlato con nessuno, a parte Barbie è ovvio
B: Anche io ho ucciso mia madre, quando ero in vita
Octavia lo guardò perplessa cercando i suoi occhi ma stavolta era Blitzø ad aver abbassato lo sguardo.
O: Non lo sapevo
B: Non sei l' unica ad aver ucciso la propria madre, ci stanno centinaia di persone che lo hanno fatto quindi fatti un favore e mettiti l' anima in pace
Octavia rimase in silenzio mentre Blitzø cercava di consolarla anche se non era molto bravo ma avendo lui la mente di un adolescente era bravo a comunicare con i teenager
B: Immagino sia stato un incidente, giusto?
O: No, l' ho uccisa volontariamente.
Blitzø cercava di trattenere la sua grande sorpresa e il suo entusiasmo
B: WO-HO! E come mai questa scelta?
O: Non avevo scelta...
B: Spiegati meglio
Octavia fece un respiro profondo preparandosi a raccontare il trauma vissuto
O: Mia madre, Stella stava cercando di uccidere Stolas...
A quelle parole Blitzø si impietrì mentre un' ondata di rabbia lo travolse e non riuscì a trattenersi
B: Cosa ha cercato fare quella stronza?...Scusami, è solo...
O: tranquillo, so che mia madre era una stronza. Ad ogni modo, lo stava inseguendo con un coltello in mano ed ad un certo punto mio padre era in trappola e lei lo stava per uccidere...Così ho fatto quello che andava fatto.
B: Hai fatto bene. E cosa hai usato? Coltello, Fucile, Pistola, Corda, Mitr-
O: Una padella
B: Una padella?
O: Si. Una padella, le ho dato un padellata
Blitzø scoppiò a ridere, non voleva ma la scena era molto comica. Octavia sbuffò mentre Blitzø si accorse di avere ancora nelle mani i suoi polsi. Le lasciò le braccia notando dei tagli su di esse. Smise di ridere e la guardò
B: Octavia che hai fatto qua?
Chiese gentilmente guardando le sue braccia. Il cuore di Octavia saltò un battito e tirò via bruscamente il braccio.
O: Non ti riguarda
Blitzø stava per controbattere ma venne interrotto da un urlo. Era la voce di Stolas. Octavia e Blitzø si guardarono preoccupati e...
Angolo Autrice
Ciao, mi piaceva l' idea di Blitzø e Octavia che legassero ma continuerò del prossimo capitolo. Ciaooo
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Blitzø x Stolas
FanficBlitzø e Stola si incontrano sulla terra. Blitzø è uno strozzino che lavora per la mafia e Stolas è un avvocato
