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Sapevamo di trovare i ragazzi al bunker, ne eravamo certe, quindi appena arrivate facemmo attenzione di fare il giro largo del paese per non farci vedere, mollammo gatto e cose a casa e a piedi ci dirigemmo alla dimora Stagi, superammo il cancelletto, salutammo Allegra che era lì fuori dicendole di far finta che non fossimo lì e poco dopo, a caso, entrammo spalancando la porta e con il nostro solito entusiasmo salutando tutti
"BUONGIORNO MERDE"- esclamammo io e la rossa allegre e con dei sorrisi in faccia che andavano da orecchio a orecchio, ritrovandoci davanti una reazione e una scena ben diverse da quelle che ci aspettavamo, in breve c'erano i ragazzi in cerchio intorno ad un tavolino, tutti con il portafogli in mano e Pietro che aveva il telefono con Booking aperto pronto che stava per premere "prenota" su qualche hotel chissà quanto scicchettoso.
Eravamo in stallo, noi che li guardavamo con una faccia particolarmente confusa, il sorriso trasformato in una smorfia non ben decifrata, i fratelli Stagi dietro che ci guardavano, Andre, Duccio, Pietro e Marco dal tavolino che ci guardavano sconvolti, e Dario e Jacopo che facevano i cubi emo sul divanetto un po' confusi.
Max fu la prima a sbloccarsi, si stampò una mano in faccia dando dei cretini ai ragazzi, a ruota Alle e Ghera erano scoppiati a ridere portandosi a ruota Dario e Jimmy, io scossi la testa per non insultarli, Marco e Pietro che si misero a guardare male gli altri due, e gli unici rimasti uno che aveva spalmato la faccia sul tavolo con un tonfo sonoro e infine Andrea che prese il telefono del biondo spegnendo tutto di tutta fretta e furia come se potesse nascondere quello che stava succedendo, lanciò il telefono sul divano e fece lo gnorri fingendo di farsi i cazzi suoi, Max esasperata si diresse dal rosso abbracciandolo e lasciandogli un bacino sulla guancia prendendo subito dopo Andrea per le spalle, portandolo poi davanti a me perché il coglione qua non si svegliava ma appena realizzò mi strinse tra le sue braccia sollevandomi da terra, alche ricambiai abbastanza velocemente, mi passò per un attimo l'idea di fare la finta offesa per la reazione iniziale di Andrea, ma appena lo sentii intorno a me i miei muri si sciolsero, ci sedemmo sul divanetto spodestando Dario e Jacopo che intanto se ne andarono in sala registrazioni.

Le ore erano passate, avevamo parlato di tutto e nel frattempo Max e Duccio se ne erano andati a casa di lei a farsi i cazzi loro da innamorati e piccioncini, ammetto di averli invidiati per un attimo, non perché mi sentissi single ma perché la situazione con andre non stava andando benissimo e avrei voluto imitarli con il corvino nel senso di avere una relazione, che funzionasse e che mi desse delle certezze così persa tra i miei pensieri ne pronunciai uno ad altra voce senza accorgermene "mi sono rotta il cazzo" dissi tra me me attirando l'attenzione del corvino che mi guardò perplesso, lo guardai impassibile e gli dissi che dovevamo parlare, così ci alzammo e iniziammo a camminare verso una meta sconosciuta, fui la prima a parlare dopo diversi minuti di silenzio cosmico

Quindi sei coglione o fai finta? no perché non si capisce- Andrea a quelle parole rimase sconvolto, di nuovo, probabilmente capendo il punto a cui avrei parato- cosa ti sta frenando?- chiesi sperando capisse ma vedendo la sua faccia perplessa chiarii- cosa ti frena dal mettere delle basi solide a questo rapporto, e non relazione perché a malapena è un rapporto - specificai, ammutolendomi poco dopo per aspettare che dicesse qualcosa in risposta, risposta che si fece attendere, ma venendolo in difficoltà gli lasciai il suo tempo

La verità? Tra quello che ti era successo e le mie esperienze passate ho voluto mettere un po' il freno, ammetto forse di aver un po' inchiodato e di aver tirato un po' troppo la corda, ammetto anche però che vederti con un altro mi ha fatto un certo effetto, ed essendo poi Davide pure, ho avuto veramente paura di aver perso l'occasione-

lo ascoltai attentamente e appena finì mi presi qualche secondo per elaborare cosa mi avesse detto e la sincerità con cui aveva pronunciato quelle parole, sembrava un cane in autostrada e la paura era sincera, si vedeva nei suoi occhi- Pupo l'occasione non l'hai persa, però adesso sento davvero bisogno di mettere un titolo a questo rapporto- dissi fermandomi, e prendendogli la mano per far sì che mi guardasse, si fermò incastrò il suo sguardo nel mio cambiando espressione almeno un paio di volte finché non mi ritrovai le sue labbra stampate sulle mie, era un bacio dolce, caldo, pieno di comprensione, uno di quelli che sa di casa, le mie mani finirono tra i suoi capelli e presto il bacio cambiò totalmente via, divenne più impetuoso, affamato, molto più appassionato e tra quella foga pronunciò un "hai ragione" con tanto di cenno della testa ma poco importava in quel momento, ci staccammo per riprendere fiato e ci rendemmo conto di essere arrivati a casa sua, e sapendo che non c'era nessuno salimmo, appena chiusa la porta il bacio riprese, ancora più caldo di prima le sue mani viaggiavano sulle mie curve e le mie sulla sua schiena, arrivati in camera i vestiti caddero per terra e una porta venne chiusa per concederci la privacy di cui avevamo bisogno.

Alla fine mi ritrovai sdraiata sul suo letto, la testa sul suo petto e una sua mano che mi accarezzava i capelli, ero quasi in pace ma il timore di essere stata appena usata e di non ricevere la risposta di cui avevo bisogno iniziava a farsi strada nella mia testa, tanto da sentirlo anche sulla pancia, ma queste mie ansie vennero subito allontani dalla voce di Andrea- Hai veramente ragione... c'è bisogno di mettere un titolo, e che ti devo dare delle basi per cui fidarti di me, io voglio che ti fidi di me, io mi fido di te, io con altre non riesco a vedermici, e poi questo non mi è bastato, io non voglio altre, io voglio te, sto bene con te, e pensare di vederti creare una relazione con altri mi smonta- pronunciò lui, la voce calma, un po' incerta, stava andando a tentoni e si sentiva, stava parlando a cuore aperto, e quello era tutto ciò di cui sentivo il bisogno in quel momento, lo guardai sorridendo gli lasciai un bacio sulla guancia dolce e mi persi a guardarlo negli occhi, felice e leggera, era tutto quello di cui avevo bisogno in quel momento.


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BUON ANNO, nuovo capitolo e forse ci sarà una nuova storia, ma poi vedremo, ciao pupetta dimmi che ne pensi, come se non fossi seduta accanto a me 🫶🏼

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⏰ Ultimo aggiornamento: Jan 01 ⏰

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