Troppo io, amio.

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Se ne dimenticò all’istante,
il vecchio pazzo,
dei giudizi e degli scherni
rimasti sotto alla collina.
E il dolore svanì d’un tratto,
arpeggiato il primo accordo.

Un pianoforte trascinato
per quelle strade sterrate,
ora duettava coi pettirossi,
dava voce al brillare
dei fiumi, ai riflessi del sole.

Nessuno, tranne lui,
poté cogliere la bellezza
dietro a quello sforzo,
fatto di strade dissestate
e corde rosse di sangue.

Ma con quel panorama,
suonare fu meraviglioso.

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