Capitolo 18 - Attimi di passione

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Jordan

Sono le cinque di mattina e sono sdraiato sul letto con lo sguardo rivolto al soffitto, ma la mia mente è completamente da tutt'altra parte è rimasta ferma a ciò che è successo ieri sera proprio su questo letto con Emma; continuo a pensare al suo corpo sotto di me, alle sue mani che accarezzano il mio corpo, alla sua schiena che si inarca mentre la assaggio e la porto al limite, alle sue unghie che mi graffiavano la cute, ai suoi fianchi che venivano incontro alle mie dita e alla mia bocca, al suo respiro affannato, al modo in cui mi ha baciato quando si è calmata, alla passione e all'eccitazione nei suoi occhi quando ha capito di avermi in pugno mentre era sopra di me.

Continuo a pensare a tutti questi piccoli particolari che mi fanno un certo effetto, non nego che mi sto eccitando a pensare a lei; a come mi ha afferrato e assaggiato, prima piano quasi intimorita, poi sempre con più passione e sicurezza.

Quando ieri sera le ho detto che nessuno mi ha mai fatto venire così intensamente era vero, non ho mai provato nulla del genere con nessuna ragazza prima; prima di lei il sesso era solo una valvola di sfogo per me, prendevo ciò che le ragazze mi offrivano e io le ricambiavo nello stesso modo; ma con lei è tutto diverso anche solo con un bacio mi fa sentire vivo, come se da quel bacio dipendesse la mia stessa vita, come se vivessi solo per baciarla e sfiorarla, riesce ad attirarmi anche solo con un sorriso.

Mi sento felice, il momento di ieri per me è stato speciale e quando sulla spiaggia le ho detto che avrei aspettato tutto il tempo che voleva ero convinto al cento per cento, avrei aspettato tutto il tempo del mondo per lei ma ho capito che come me lei ne aveva bisogno, eravamo al limite dopo tutti gli stuzzicamenti di questi mesi.

Dopo averne avuto un solo assaggio non riesco più a pensare ad altro anche se, in realtà non è vero è da quando mi è venuta addosso il primo giorno che non riesco a smettere di pensare a lei.

Sento dei mormorii dietro la porta che mi distraggono dai miei pensieri su Emma, poi un leggero bussare alla porta della mia camera, che mi ricorda di dovermi alzare per andare a correre con i ragazzi; ecco perché mi sono svegliato alle cinque anche se ieri sono rimasto sveglio fino a tardi a pensare e fantasticare anche dopo aver riaccompagnato Emma al suo dormitorio.

<<Ei J! Sei sveglio? Vieni a correre con noi?>>

Chiede Eddy da dietro la porta.

<<Si Eddy arrivo subito mi infilo una maglietta e dei pantaloncini e sono pronto>>

Gli rispondo alzandomi contemporaneamente dal letto e dirigendomi verso l'armadio, prendo un paio di pantaloncini vecchi da basket ed una canotta, mi lego le scarpe da ginnastica per andare a correre ed esco dalla mia camera; raggiungo gli altri in cucina, bevo un po' di succo e mangio una mela, una volta finito tutti la nostra colazione partiamo per la corsa mattutina.

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Dopo tre ore di corsa ci fermiamo in uno dei parchi intorno all'università per fare stretching prima di tornare a casa a cambiarci per andare in palestra per la sessione con i pesi.

<<Ecco qui dove si nascondono i ragazzi più belli dell'università>>

Esclama qualcuno dietro di noi, sorrido nel sentire il suono di quella voce.

<<Attenta scricciolo potrei iniziare ad essere geloso se continui a guardare i culi dei miei amici e compagni di squadra>>

Le faccio notare scherzando visto che non posso vedere cosa sta guardando veramente, la sento ridere di gusto prima di rispondere.

<<Tranquillo Bad boy l'unico sedere che sto ammirando è il tuo e ti posso assicurare che la vista è spettacolare>>

Decido di tirarmi su e girarmi verso di lei per osservarla.

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