Emma
Quando sono partita quattro mesi fa mai mi sarei aspettata di ritrovarmi di nuovo qui nella mia vecchi stanza a scervellarmi per trovare mio padre così da poterlo consegnare a dei mafiosi che per altro hanno tentato di uccidermi più di un anno fa.
Ho proprio una famiglia complicata!!
Dove mai potrà essere? Come ha fatto a scomparire così? Come posso riuscire a trovarlo?
Non ha amici, non ha parenti in vita... che io sappia; non è una persona socievole o amichevole, non è un bell'uomo, non ha soldi e i pochi che ha li usa per bere.
Ora che ci penso, come fa una persona senza lavoro ad avere i soldi per bere, per giocare o scommettere?
Ci deve essere per forza qualcuno che lo finanzia, o si è messo in qualche altro giro losco, magari spaccia droga per i Capuzzo... impossibile i soldi che guadagnerebbe dallo spaccio dovrebbe ridarli alla famiglia per tutti i debiti che ha verso di loro, a meno ché non sia riuscito a trovare un modo per tenerglieli nascosti; questo spiegherebbe anche perché sono così arrabbiati con lui, o peggio potrebbe averli derubati.
Se questa ultima opzione fosse quella giusta lo giustizierebbero, nessuno può derubare i Capuzzo senza essere trovato e ucciso come monito, loro non scherzano.
Toc toc. Sento bussare, sollevo il busto dal letto.
<<Avanti>>
Tommaso entra e in un attimo mi sembra di essere tornata alla morte di Giovanni, a quando entrava in camera mia per vedere se ero ancora viva per portarmi da mangiare e assicurarsi che mi nutrissi veramente; quante ne abbiamo passate insieme e adesso siamo di nuovo qui ma io non sono più quella ragazzina... o forse sì? Sicuramente per trovare papà dovrò ritrasformarmi in qualcuno che non mi piace.
<<Ei sorellina, tutto bene?>>
Gli sorrido
<<Si, tu?>>
<<Starei meglio se non fossi stato obbligato a venirti a cercare per ritrascinarti in questo posto così buio e triste>>
Alzo gli occhi al cielo mentre lui li tiene puntati sul piumone del letto.
<<Non mi ci hai ritrascinato tu... sono io che ci sono voluta tornare, non mi hai obbligato a seguirti. Voi siete la mia famiglia Tommy non potrei mai lasciare questo peso solo sulle vostre spalle, vi siete già fatti carico di così tanto>>
Tommy continua a non guardami ma sa che ho ragione, loro si sono fatti carico di tutto; i debiti di papà, i debiti delle mie cure in ospedale e i debiti verso la psicologa da cui mi ha portato proprio Tommy.
Non hanno mai voluto che gli dessi i soldi che guadagnavo durante i lavori che facevo dopo la scuola, mi hanno sempre detto di tenerli per il college e dopo essere riuscita a vincere una borsa di studio integrale per gli studi tutti noi abbiamo finalmente iniziato a respirare; l'università e l'alloggio sarebbero stati coperti dalla borsa di studio, così dovevo solo pensare ai libri e ai biglietti aerei per tornare qui.
<<Ma tu eri così felice avrei dovuto lasciarti stare, siamo tornati da un giorno e sei già così triste>>
E quando finalmente alza lo sguardo per puntarlo nel mio capisco cosa intende, è come se potessi specchiarmi nei suoi occhi; vedo la sua tristezza, il suo senso ci colpa e la mia di tristezza.
Cerco di scacciare questa sensazione di tristezza che mi pesa nel petto, ma è così difficile.
<<Starò meglio Tommy, è solo strano ritrovarsi di nuovo qui. Ho paura di tornare una persona che non mi piace e che non sono più o di rimanere intrappolata>>
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ALL DAY
RomanceEmma Marini è una ragazza italiana, dolce ma estroversa, che si è trasferita in America per studiare e per scappare dai drammi della sua famiglia. Jordan Walker è l'idolo dell'università un giocatore di football, tatuato e tenebroso. Un rubacuori ch...
