Fisso l' orologio, come se così potessi mandare avanti il tempo. Sono le 11:30, e mentre creo distrattamente piccole bolle, cerco di elaborare un piano.
Dunque, il laboratorio potrebbe avere stanze segrete, magari contenenti strani oggetti... Ricordo che una volta andai ad una lezione di magia nera a Corallorosa. Acquaria disse che era molto pericolosa, andava usata con rispetto, e per la sua pericolosità era desiderata da tutti, specialmente dagli umani. Magari questo fanatico di incantesimi si è messo in qualche guaio con demoni o streghe...
Finalmente le lancette segnano la mezzanotte. Devo andare.
Cammino a passo svelto finché non arrivo a casa della mia migliore amica.
Guardo in direzione della finestra di Viola: le luci sono spente, il freddo invernale mi pizzica la pelle, ma per me è piacevole. Ho imparato a volare anche qui, e uso questa mia capacità per ogni cosa, così arrivo fino in camera sua. Picchio leggermente sul vetro, una lampada si accende, e un viso assonnato mi appare davanti.
- È già ora?
- Stavi dormendo...
Dico stizzita e irritata.
- Sapevi che era una cosa importante, perché non sei restata sveglia?
- Ma sono sveglia...
Risponde tra gli sbadigli. Sono tentata di dirle che andrò da sola, ma la sua presenza potrebbe rivelarsi fondamentale, nel caso qualcosa andasse storto.
- Va bene, andiamo.
Da qui alla sontuosa villa occorre un quarto d' ora a piedi. Ci mettiamo in cammino, non posso trasportarla su una nuvola, si rimetterebbe a dormire. Durante il tragitto acquisisce un po' di lucidità e riesce a rispondermi chiaramente e a fare alcune domande.
- Quindi prendiamo l' oggetto e ce ne andiamo, giusto?
- Sì.
- Ma almeno sai di che si tratta? Pensaci, ci saranno talmente tante cianfrusaglie lì dentro che avrai l' imbarazzo della scelta.
- Allora li prenderemo tutti...
Rispondo in senso ironico.
- Tutti? Sei impazzita? E dove ce li mettiamo?
- Non farti troppi problemi, so riconoscere un oggetto di legno da un talismano. Sono una creatura fatata percepisco l' intensità magica che emanano le cose.
Fa spallucce come per scusarsi e dire "se lo dici tu..."
Le luci abbaglianti delle macchine illuminano a tratti l' asfalto, mentre un vento gelido di tramontana soffia impetuoso. È una notte senza luna, e questo è negativo per i miei poteri.
La strada per arrivare in campagna è polverosa e non asfaltata, piena di buche e sassolini. La attraversiamo, e i nostri passi interrompono il silenzio della notte.
Le luci della villa sono tutte spente. Regna un' atmosfera lugubre e tetra, dove l' enorme edificio sembra essere ancora più grande.
Il portone principale ha un sussulto, e anche noi. Ci nascondiamo dietro un' enorme siepe, Viola si sporge un po' per vedere chi è.
- C'è una specie di lucina azzurra... Non si vede niente... Aspetta, arriva qualcuno.
Si rimette giù, stiamo strette l' una all' altra, e aspettiamo.
- Entrate, presto.
Melody tiene in mano una sfera azzurra, la mia amica cerca di avvicinarcisi, ma io le dico:
- Non toccarla.
- Perché? È bellissima...
- Non toccarla e basta.
Potrebbe essere nociva per la farfalla, magari è una sostanza velenosa.
Dentro non c'è nessuno. I quadri sono al loro posto, e tutto è come questo pomeriggio, solo che immerso nell' oscurità.
- Melody, dove hai preso quella cosa?
- È uno dei tanti accessori di mio padre. Gliel' ho rubato, ma lui ne ha talmente tanti che non se n'è accorto. Venite, il laboratorio è da questa parte.
Ci porta in una stanza, quella che credo sia lo studio dell' avvocato. Alza il tappeto persiano che ricopre gran parte del pavimento e scopre una botola di legno abbastanza vecchio. Fa fatica a sollevarla, così le diamo una mano. Con la sfera ci fa strada, e scendiamo dei gradini stretti e posti a differenze altezza.
Infondo ad un corridoio abbastanza buio c'è una porta di ferro, con una piccola finestrella per vedere chi si avvicina. Prima di toccarla esito un momento: è bagnata del veleno per ferire le fate. Ma a me non fa niente, non ha mai fatto niente nemmeno lo farà. Quando una fata nasce, il suo elemento le traferisce i poteri. Il mio lo sta facendo ora, ed è troppo tardi. In poche parole, non avrò mai tutte le caratteristiche delle fate, sia negative, come questa, che positive.
- Aspetta, ci vuole la chiave.
Melody mi riporta con i piedi per terra, ed io mi affretto a rispondere Sì, hai ragione.
Dalla tasca tira fuori una pesante chiave metallica, che le sta per cadere per terra, ma riesco a raccoglierla prima dell' impatto con del vapore.
La inserisce nella serratura, fa fatica persino a girarla.
Per essere un laboratorio segreto non è protetto in maniera eccessiva...
- Non è possibile!
Dice Viola esterrefatta. Dentro è vuoto, non c'è nulla. C'è solo un tavolo al centro della piccola stanza in pietra dal pavimento polveroso e dall' odore sgradevole.
- Io non so che dire... prima c'era tutto: le ampolle, i libri. Ora niente. Avrà tolto tutto, lo avrà portato lontano, Clhoe mi dispiace così tanto.
Dice Melody sull' orlo di una crisi di pianto.
- Cosa c'è che non ti convince?
Mi chiede Viola mentre consola la bambina.
- Non so... tutto questo è strano. Prima mi chiedevo perché una stanza così importante per quest' uomo fosse così poco protetta.
- E allora cosa ne pensi?
- Penso che sia improbabile che un uomo da solo possa portare via tutta questa roba, senza farsi notare o almeno senza insospettire qualcuno. Questa casa è popolata da domestici e camerieri ti pare che non si siano accorti di nulla?
- Magari lo hanno aiutato loro. Infondo è molto ricco, poteva pagare il loro silenzio.
- Maddai, ti pare? Troppi soldi. E poi chi ti dice che non lo avrebbero preso per matto?
Mi fermo a riflettere per qualche istante. Infondo ha ragione, poteva pagarli per aiutarloe stare zitti. Poi, un' idea girovaga nella mia mente. Disegno un rettangolo in aria, poi spingo la figura dai contorni d' acqua in avanti. Si deposita sulla parete e si espande, mostrando la forma di libri, scaffali, ampolle e oggetti vari.
Sorrido soddisfatta.
- Come al solito avevi già capito tutto. Vero?
- Ovviamente.
La mia falsa modestia è di una sfacciataggine sconvolgente.
Ricopro della stessa sostanza tutta la stanza, sollevo anche le mie compagne per non farle bagnare. Il ghiaccio comincia a calcare i contorni delle figure in rilievo sul liquido, poi si illumina leggermente, si scioglie, e tutto ciò che era stato nascosto viene svelato.
Guardano il tutto sorprese e meravigliate. Un banalissimo incantesimo per spezzarne un altro di trasparenza.
- Clhoe...
Viola indica tremolante una chiazza nera sul pavimento. Le torce illuminano debolmente la stanza e le immagini appaiono sfocate, talvolta non si vedono. Ma quell' essere sta prendendo vita, e non riesco nemmeno a capire cosa sia.
Angolo Autrice:
Scusatemi se ci ho messo parecchio tempo a scrivere questo capitolo, ma sono stata impegnatissima con la scuola... :(
Però spero che anche questo capitolo vi sia piaciuto! Fatemelo sapere please❤
STAI LEGGENDO
L' Acqua e il Fuoco: Il Segreto Di Ignes
FantasySecondo libro della saga "L' Acqua e il Fuoco" «Puoi scegliere» mi disse mia sorella in tono serio «se salvare lei o lui». La guardai, i capelli ribelli che le ricadevano sulle spalle in volute arancioni. «Conosci il mio parere» aggiunse poi, porgen...
