Osservo ipnotizzata il mio sangue. Non sento niente... Non sento niente. Ripeto più e più volte questa frase nella mia testa.
Ignes ha finito, ha estinto tutte le fiamme, e a poco a poco ritorna l' oscurità della notte.
- Spero che nessuno ci abbia viste, sebbene ci fosse un sole in mezzo alla foresta.
Non dico niente. Guardo i cerchi rossi sulla manica. La ferita si è chiusa e al suo posto è rimasto un lungo taglio, che va dalla base del mignolo fino alla parte opposta del palmo, in basso, sotto al pollice.
- Ho bisogno di riposare.
Dice Ignes.
Ci credo, con tutta la fatica che ha fatto. Voliamo su un albero, alto, che ci nasconde tra la sua foltissima chioma. Probabilmente è un faggio. I rami sono larghi e spaziosi, lei si addormenta subito, io comincio a pensare.
"Sono come i cercatori d' oro. Cercano qualcosa, e la soddisfazione che provano quando la trovano è immensa. Ma a differenza dei cacciatori di fate, l' oro lo vendono. Loro le ali se le tengono. Ed è straziante. Quando una fata muore la natura si ribella, la siccità incombe, e l' elemento della mal capitata sparisce, fino a quando non ne nasce un' altra con lo stesso potere. Gli uomini sono esseri spregevoli, non so perché Floridiana ti abbia nascosta lì."
Queste furono le parole di Acquaria, in una delle sue lezioni a cui ho assistito. Quando si rivolse a me, poiché ero stata io a porre la domanda, terminò con la sua amara considerazione. Certamente crede che Floridiana abbia commesso un errore.
Fatico a prendere sonno. Ripenso al taglio, alle ali, alla famiglia che cerco ma di cui non si sa niente...
I pensieri sono come cavalli imbizzarriti: è difficile domarli.
Osservo tra le foglie la distesa verde davanti a me. Con il buio si forma un colore compatto, scuro. La luna se ne sta tranquilla in cielo. E io sono qui, inquieta, cercando di mettere ordine tra i vari avvenimenti.
Dopo qualche ora Ignes si sveglia:
- Ti sei riposata?
- Non ci sono riuscita... Se te la senti, direi di riprendere il viaggio.
- Io me la sento, ma tu? Non hai dormito per niente sarai sfinita.
- Non preoccuparti per me.
- Come vuoi...
Scendiamo dall' albero, e tra le prime luci dell' alba, ci incamminiamo verso il Paese del Tempo.
Non diciamo niente, se non "attenta che inciampi" oppure "meglio se andiamo di qua".
Il terreno è morbido e poroso, incontriamo qualche cercatore di funghi, Ignes raccoglie alcuni frutti di bosco e io non smetto di pensare alla mia ferita.
- Hai tu da mangiare?
- Sì, hai fame?
Annuisce, così le do il cestino, fruga tra le varie pietanze e poi mi chiede se voglio mangiare. Mi porge un panino, che sbocconcello annoiata tra un passo e l' altro.
Passa in questo modo il primo giorno, siamo arrivate al confine, arriveremo a destinazione dopodomani.
- Mi dispiace per ciò che è successo questi giorni.
Ignes mi guarda dritta negli occhi, circondata dalla sua nuvola di capelli arancioni.
Mi guardo le mani e le intreccio, imbarazzata da queste parole improvvise, sconnesse da ciò che è successo.
- Non fa niente...
Mi affretto a rispondere.
- Vorrei poter rimediare.
- Ma lo hai fatto, mi hai salvata.
- Sappiamo entrambe che avresti potuto farlo da sola.
Abbassa lo sguardo dispiaciuta, e i suoi bellissimi occhi verdi fissano un punto sul prato. Si sistema una ciocca di capelli dietro l' orecchio, scoprendo le lentiggini sul viso delicato.
- Non mi ero accorta dei briganti, sarei morta senza di te, credimi...
- Non so perché me la prendo sempre con te. Tu mi aiuti, mi hai salvato la vita un sacco di volte, ormai ho perso il conto, però nei momenti di rabbia sei tu quella che incolpo. E quando eri un ibrido invece di starti accanto ho cercato di assistere ad uno stupido incantesimo. Avevo promesso che ti avrei protetta dal male, invece sono io che ti sto ferendo. È inutile negarlo, quando sto con te sto bene. Sei la mia casa, il mio rifugio. Non sarei niente senza di te. Eppure non ho nemmeno il coraggio di guardarti negli occhi.
Continua a guardare i fili d' erba, senza distogliere lo sguardo. Non so cosa dire, come risponderle, cercando di farle capire che per me lei resterà sempre mia sorella. Qualsiasi cosa accada. Nella mia mente si fanno spazio delle parole poco sincere, che non esprimono a pieno ciò che vorrei dire, così la soluzione mi sembra una sola.
Protendo le braccia in avanti e la abbraccio. Sento i suoi ricci ramati sul collo, la sua testa poggiata sulla mia spalla, il suo respiro e il suo cuore, per qualche attimo, si fondono con i miei.
- Mi dispiace...
Sussurra con la bocca appoggiata al mio mantello.
- Non fa niente.
Rispondo calma.
Vorrei non doverla lasciare andare più, ma quel fatidico momento arriva sempre.
- Sarà meglio andare.
Dico quasi freddamente, tanto che lei mi guarda preoccupata.
- Guarda, c'è una locanda!
- Non so, non ha un bell' aspetto.
- Ma ti fidi della foresta...
Faccio un' espressione perplessa: la casupola è realizzata in legno, non è molto grande, ha due piani e un' insegna scolorita in ferro arrugginito. Per Ignes sembra essere l' unica soluzione.
- Dormiremo in un posto caldo, e probabilmente anche al sicuro.
- Non hai bisogno di un posto caldo, tu. Sei il fuoco! Ti pare che andiamo in posti "caldi" quando il caldo lo porti tu?
- Non possiamo usare la magia, ricordi?
- Saremo costrette ad usarla lì dentro.
- Perché?
- Me lo sento, Ignes. Sarà pieno di gente poco raccomandabile e senza scrupoli. Dovremo difenderci e riuseremo la magia. È sicuro.
- Io vado lì dentro.
- Cosa?
Mi volta le spalle e si avvicina alla locanda. Sbuffo e la seguo, mentre osservo meglio l' edificio.
Ha un' aria lugubre e cadente, le travi, esposte al vento e alla pioggia, sono ormai consumate, e sembra stiano per cedere da un momento all' altro. Fuori c'è una panca, e l' insegna in ferro battuto cigola ad ogni soffio di vento.
Nascondo bene la bisaccia sotto il mantello, tanto per stare sicura.
Mia sorella apre la porta, che fa suonare un piccolo campanellino, per avvisare il proprietario di avere clienti.
Tutto è come avevo previsto. Ai vari tavoli sono seduti troll, folletti neri, briganti e criminali ricercati in tutto il regno. Tutti hanno almeno un boccale di birra, nell' aria risuona il rumore delle voci scomposte e assordanti dei presenti.
Da un camino in pietra proviene il calore e la maggior parte della luce, supportata da candele messe sui tavoli.
Tutto cio è disgustoso...
- Torniamo indietro...
- Ormai siamo qui, se torniamo indietro si insospettiranno e ci seguiranno.
Le dico a bassa voce.
- Cosa posso fare per due fanciulle come voi?
A parlarci è un signore gobbo e basso, con un' espressione malvagia dipinta sul volto. Emana odore di alcool, ed indossa un grembiule lurido e unto. Con le mani callose tiene in mano un tovagliolo sporco, con il quale avrà "pulito" i tavoli e il bancone per un centinaio di anni.
Lo osservo gelida.
- Hai una camera per due? Restiamo solo questa notte.
- Un momento, devo chiedere. Seguitemi.
La sua voce stridula mi fa sanguinare le orecchie.
Ci precede, e ci porta al bancone, occupato da persone ubriache. Ci fissano tutti, alcuni si danno gomitate, altri parlano a mia sorella e lei li ignora. Il gobbo parla con qualcuno, nascosto dietro la parete e dopo ritorna.
- Come avevate detto che la volevate la camera?
- Possibilmente pulita.
- Intendevo i posti.
- Due.
- Pulita c'è, ma costa cara.
- Quanto?
- Dieci monete d' oro.
- Cosa? Per restare in questa catapecchia ti do al massimo un fiorino fantasico.
Il fiorino fantasico è la moneta che vale di più in tutto il regno, realizzata in argento fatillico, materiale più prezioso dell' oro.
- Allora siete due fate...
Ci dice mostrando un ghigno maligno.
- Noi? Fate?
- Allora come potete avere una moneta così preziosa?
- L' abbiamo rubate, sciocco. Ora dacci la camera, prima che mi innervosisca.
- Due ragazze criminali, i giovani d' oggi sono rivoluzionari.
Quest' ultima frase mi lascia poco convinta. Che cosa vuole?
Angolo Autrice:
Eccoci qui con un nuovo capitolo, spero vi sia piaciuto! Volevo ringraziarvi per le mille visualizzazioni, davvero, siete fantastici, per me è stato un tuffo al cuore!!
Volevo avvisarvi, inoltre, che sto eseguendo la revisione del primo libro, del quale ho cambiato completamente l' inizio. Andate a leggerlo se volete, e ditemi cosa ne pensate, mi aiutereste molto a capire se i cambiamenti sono validi.
Un bacio e grazie ancora!❤
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L' Acqua e il Fuoco: Il Segreto Di Ignes
FantasySecondo libro della saga "L' Acqua e il Fuoco" «Puoi scegliere» mi disse mia sorella in tono serio «se salvare lei o lui». La guardai, i capelli ribelli che le ricadevano sulle spalle in volute arancioni. «Conosci il mio parere» aggiunse poi, porgen...
