26 luglio 2016
GRACE'S P.O.V
Ogni volta che salgo su un aereo, non posso fare a meno di tornare con la mente indietro nel tempo.
Ripercorro tutto a ritroso, rivivendo tutti quegli episodi che hanno reso la mia vita vera. Anche prima era vita; ricca di eventi, incontri, crescite personali, ma mancava qualcosa di vero che, soltanto grazie a me stessa, non sarei mai riuscita a trovare.
È iniziato tutto su un aereo, la meta era differente, ma l'entusiasmo era lo stesso seppur per motivazioni diverse. Oggi sono spinta solo dalla determinazione e dalla gioia che ogni giorno, le due persone sedute vicino a me, riescono a darmi.
Non ci ho pensato due volte, non ho esitato nemmeno un secondo quando Jamie si è presentato nel mio ufficio al lavoro, e sono felice di aver messo da parte il senso del dovere lasciando prevalere l'istinto.
"Mi ricordi perché ho accettato questa cosa?"
La voce di Jamie mi raggiunge dritta all'orecchio sinistro, distogliendo i miei pensieri che si rincorrono fra le forme soffici delle nubi.
Lo osservo rivolgendogli un sorriso sincero."Perché, parole tue: avevi bisogno di staccare la spina."
"Avrei potuto farlo anche in un locale bevendo fiumi di birra, Gracy."
Lo ammonisco con lo sguardo. So cosa sta facendo, vuole abbattere il mio entusiasmo, ma non glielo permetterò. "Ubriacarsi non è la soluzione."
"Un viaggio a Copenaghen con voi due, sì invece?"
Sposto lo sguardo oltre il suo viso dubbioso, trovando la testa riccia della mia amica concentrata sul foglio davanti a sé.
Un sorriso mi nasce spontaneo. "Sempre più convinta."
"La troppa convinzione non porta a nulla di buono", sottolinea il biondo.
"Jamie, sto cercando di lavorare, abbassa la voce", interviene Eloise guardandolo da sopra la montatura degli occhiali.
Convincerla a seguirci è stato più complicato, rispetto a Jamie. Le scuole sono chiuse ma Eloise non riesce a staccare dal lavoro. È più forte di lei, ne è innamorata e ha continue idee che vuole mettere in pratica per l'inizio del nuovo anno. Sta lavorando anche adesso ed è stato l'unico modo per convincerla ad unirsi a noi; permetterle di portarsi il lavoro anche oltremare.
Sono sicura che troveremo il modo di distrarla in questi giorni, anche se Jamie non sarà d'aiuto come al solito.
"È colpa di Gracy se siamo qui, non prendertela con me!"
La mia amica toglie gli occhiali posandoli sul tavolino. "Lo sta facendo per te, dovresti esserle grato", lo ammonisce.
Jamie sbuffa, riportando il suo sguardo su di me. "Ti odio Gracy, siamo partiti da un'ora e mi sto già pentendo di averti dato ascolto!"
"Mi ringrazierai invece. Hai due giorni da organizzare, puoi iniziare a farlo adesso se vuoi", suggerisco.
Jamie mi rivolge un sorriso furbo, avvicinandosi a me. "Dammi carta bianca e lo farò. Nessuna obiezione, non avrete modo di dissentire e renderò questa gita fuori porta divertente."
Non ho dubbi sulle sue capacità organizzative, le uniche perplessità sono relative al suo concetto di divertimento, molto diverso dal nostro.
"El", richiamo la mia amica. Se devo prendermi questa responsabilità, voglio che ne sia al corrente anche lei.
"Grace, non finirà bene", suggerisce.
Jamie mantiene il suo sorriso divertito in volto, molto diverso dall'espressione che aveva in viso quando è venuto da me in cerca di aiuto. È raro vedere il mio amico in difficoltà, con il suo modo di fare e la sua filosofia di vita riesce sempre ad affrontare le situazioni con positività, ma nell'ultimo periodo il suo umore viene spesso incrinato.
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Flash ||A Kind Of Magic||
FanfictionMissing moment e momenti speciali di A kind of Magic.
