Dicembre 2017
GRACE'S P.O.V
Quando succedono cose come questa, le domande che affollano la mia mente sono infinite. Se dovessi provare a cercare una risposta non la troverei, mi perderei in immense teorie che, in ogni caso, non cambierebbero la realtà che mi trovo ad affrontare.
L'unica cosa che posso fare è andare avanti, una gamba davanti all'altra e la mano stretta in quella di Harry.
Non mi ha rivolto la parola da quando ho interrotto la chiamata con Eloise, si è limitato a prendere i nostri cappotti, a recuperare le chiavi della macchina, e dirigersi qui.
L'ultima volta che sono entrata in un ospedale, prima della nascita di Mya, mio nonno era ancora con me. Seduto sulla carrozzina che mia madre spingeva, mi guardava silenzioso in cerca di risposte sul mio viso che nessun aveva il coraggio di comunicargli ad alta voce.
Ho cercato di mascherare con un sorriso tutta la verità, ma so di non esserci riuscita e, forse, è meglio così; lui si meritava la verità e la consapevolezza dell'avvenire.
Stringo maggiormente la mano di Harry in cerca di un appiglio, un'ancora sicura in grado di sostenermi ed evitarmi di affondare nel mare dei ricordi e, come sempre, lui mi salva con la sua stretta.
Saliamo le scale l'uno vicino all'altra, so che devo essere pronta per entrambi, devo essere pronta per lui, per Eloise, e soprattutto per Louis.
Forse non abbiamo nemmeno il diritto di essere qui, ma se l'istinto di Harry è qui che ci ha portato, allora è senza dubbio qui, che dovremmo stare.
Il corridoio del reparto è lungo e luminoso, il pavimento lucido contribuisce a riflettere la luce proveniente dalla finestra.
Camminiamo a passo spedito, sincronizzato, calpestando quei riflessi chiari che sembrano prendersi beffa della situazione.
Proseguiamo finché la figura inconfondibile della mia amica, attira l'attenzione di entrambi. È seduta su una sedia, gli occhi rivolti alla porta chiusa della stanza e le braccia incrociate al petto. Sembra una bambina, ma non lo è affatto; è una donna che si è trovata ad affrontare una situazione molto più grande di lei.
Il suo viso si sposta nella nostra direzione e non appena riesce a mettere a fuoco la nostra presenza, si alza per avvicinarsi.
Harry lascia la mia mano pronto ad accoglierla fra le braccia. Hanno bisogno entrambi di questo abbraccio; Eloise ha bisogno di Harry per non crollare, e Harry di Eloise per trovare il coraggio di sostenere il suo migliore amico.
Li guardo silenziosa, in attesa, e metto tutto l'impegno di cui sono capace per non lasciare che le lacrime scorrano. Quelle di Eloise hanno preso il volo e io non posso permettere che le mie facciano lo stesso, non adesso che la roccia fra di noi, devo essere io.
Eloise si allontana per prima, spostando lo sguardo da Harry a me. Non si muove, non si getta fra le mie braccia anche se sarei pronta ad accoglierla. Mi guarda inerme, le lacrime che scendono senza sosta si portano con loro i resti del trucco e i residui della sua forza. Ne ha avuta davvero tanta, è stata eccezionale per mesi, andando contro tutti, anche se stessa in alcune occasioni, ma non ha mai mollato, neppure per un istante, e sono incredibilmente fiera di lei.
"Andiamo a prendere un caffè?" le domando.
Lei annuisce, affrettandosi a recuperare un fazzoletto dalla tasca della felpa che indossa. Non è sua, so esattamente chi è il proprietario e anche che, se non fosse stata una situazione di emergenza, non sarebbe mai uscita di casa vestita così. Non per venire in un luogo pubblico come questo, non con tutti i membri della famiglia di Louis presenti.
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Flash ||A Kind Of Magic||
FanfictionMissing moment e momenti speciali di A kind of Magic.
